Il pompiere paura non ne ha

” IL POMPIERE PAURA NON NE HA ”

Quante volte l’abbiamo sentito questo ritornello; i primi tempi la cantavamo durante il corso di formazione, sul pullman a fine addestramento. Un classico che si ripete ad ogni corso.

Poi cresci, giri caserme, conosci colleghi, cambi realtà.. ma quella canzone non ti abbandona mai, te la senti cantare per strada da ragazzi che ti fissano mentre stai sul mezzo fermo al semaforo, dai bambini e dalle scolaresche che vengono a trovarti in caserma; una strofa che ci fa sentire tutti un po’ più “uomini duri”. E tutto passa con un sorriso.

La verità però è che il pompiere di paura ne ha. E pure tanta.

– Ha paura quando si trova dentro a un appartamento che brucia e rimane solo perché il collega che è entrato con lui sta finendo la bombola e deve uscire.

– Ha paura quando in un locale invaso dal fumo la sua lampada non illumina più lontano delle sue mani.

– Ha paura quando suona la campana e all’interfono sente annunciare che dentro la macchina incidentata ci sono persone incastrate.

– Ha paura quando sale sul mezzo e mentre si veste deve ripassare nella mente la procedura più veloce e più sicura da adottare per quell’intervento.

– Ha paura quando entra in un appartamento pieno di gas che non si capisce da dove proviene.

– Ha paura quando si deve arrampicare per andare a soccorrere al 6° piano di un palazzo che non conosce, in una zona nuova, di una città che non è la sua, qualcuno che non ha mai visto prima.

– Ha paura quando entrato in un appartamento l’esplosimetro suona all’impazzata.

– Ha paura di vedere la paura negli occhi dei medici, quando gli dicono che non c’è più niente da fare.

– Ha paura quando non sa cosa rispondere a chi gli chiede come sta il figlio, il cugino, il nonno, il genitore o l’amico…

Ha paura. Ma è la paura a gestire la calma nel nostro lavoro. È lei che ci governa, che ci segnala i pericoli e che in qualche modo ci protegge da essi.

Perché tutti hanno paura, alcuni l’hanno avuta, alcuni l’avranno, altri fanno finta di non averla. Ma senza paura, non saremmo pompieri.

Quindi il pompiere paura ne ha, solo che ha deciso di combatterla, ogni giorno.

#vigilidelfuoco

Pompieri senza addetti

IMG_20190825_133732

Fino a poco tempo fa la situazione era molto grave ora il problema diventa la sicurezza del Vigile del fuoco”. Si fa sempre più critica la situazione relativa alle condizioni di lavoro dei Vigili del fuoco in servizio al comando di Vicenza.

Il segretario provinciale di Conapo Moreno Bevilacqua fa sapere che: “La sede centrale di Vicenza è con forza lavoro di 8 operatori su 13 previsti come minimo. Il distaccamento di Lonigo, con forza minima prevista di 5 unità, vede in servizio 3 soli Vigili del fuoco. In un territorio come il Vicentino, molto antropizzato, molto industrializzato, con una viabilità importante e con un orografia particolare, non è accettabile continuare ad avere questi numeri in servizio di soccorso. (Ricordo solo il recente incendio alla Isello Vernici, di competenza del distaccamento di Lonigo). Questa situazione, è dettata da scelte scellerate dell’amministrazione a vari livelli”.

“Come Organizzazione sindacale chiediamo all’amministrazione centrale di porre più attenzione al comando di Vicenza e al Veneto tutto – sottolineano il sindacato – Provincia e regione completamente dimenticate dal Dipartimento dei Vigili del fuoco”.

“Fino a poco tempo fa la situazione era molto grave, poiché si rischiava di non riuscire a portare soccorso al cittadino e, in eventi eccezionali si rischiava l’infortunio del personale costretto a ritmi estenuanti – conclude Bevilacqua – Ora, non mi vergogno a dirlo, il problema principale, diventa proprio la sicurezza del Vigile del fuoco”.

 

Donna scomparsa Valdagno

laura

Piccole Riflessioni 

Un ringraziamento a tutti quanti hanno collaborato a questa , missione , a chi ha coordinato , ha chi ha camminato , a chi si è prodigato in questa ricerca …a chi con fedeltà e passione porta avanti tutta la macchina di soccorso , un dispiegamento di forze , uomini animali e mezzi , con un obbiettivo unico , ritrovare la persona persa …in questo caso Laura , non occorre elencare chi e come…questa e la dimostrazione che insieme si può fare bene. 

Distaccamento Vigili del fuoco volontari di Recoaro Terme

VALDAGNO 25 Agosto. È stato il marito a dare l’allarme, dopo che sabato verso mezzogiorno al suo ritorno a casa non ha più visto la moglie. I parenti hanno provato più volte a contattare Laura senza successo. Ha lasciato a casa documenti, portafoglio e cellulare e non ha il suo amatissimo cagnolino con sé, come era solita fare quando usciva.

Il marito ha subito iniziato a cercare nei dintorni dell’abitazione, che si trova lungo la strada provinciale che porta al passo Zovo, ha poi chiesto ai vicini e parenti se avessero visto la moglie. La ricerca è stata vana e si visto costretto a dare l’allarme.

Ore 8. Ore di angoscia per i familiari e i residenti di Novale. Laura Zordan, 63 anni, casalinga, sparita da casa verso mezzogiorno di sabato, non si trova. Sono continuate tutta la notte e stanno proseguendo anche questa mattina le ricerche della donna. Si stanno setacciato il fondovalle e i boschi della zona intorno a Novale.

Le squadre dei vigili del fuoco con l’aiuto dei droni, delle unità cinofile della Protezione civile e dell’Ana, e i carabinieri sono sul posto. L’area dove la donna è scomparsa viene perlustrata anche con un elicottero.

26 agosto 2019 . Ore 12. Confusa, disorientata ma in buone condizioni di salute. È stata ritrovata poco fa, intorno alle 12, la donna di 63 anni scomparsa sabato a mezzogiorno dalla sua abitazione di Novale.

A ritrovarla, vicino a casa, sono stati i volontari e le forze dell’ordine impegnati da due giorni nelle ricerche partite subito dopo la segnalazione della scomparsa.

Le ricerche, ricordiamo, erano scattate su tutta l’area di Novale e zone limitrofe 24 ore fa, quando il marito di Laura Zordan aveva lanciato l’allarme.

Dopo ore di angoscia e numerose squadre di volontari, vigili del fuoco, carabinieri, all’opera anche durante le due notti scorse, finalmente il lieto fine e un sospiro di sollievo per i familiari e gli amici.

REPORT PROTEZIONE CIVILE VALLE DELL’AGNO

In merito al ritrovamento della Sig.ra Laura, nostra compaesana, si voleva encomiare il grande lavoro di regia svolto dal corpo dei Vigili del Fuoco dove fin da subito hanno impiegato uomini, unita’ cinofile, utilizzato mezzi come droni a rilevamento notturno, un elicottero nonché la coordinazione nelle ricerche delle squadre di nostri volontari e cinofili.
La minuziosa ricerca si è conclusa questa mattina con il ritrovamento della Sig.ra Laura da parte dei Vigili del Fuoco. Questa operazione che ha coinvolto tutti dai VVFF, Carabinieri, 118, Volontari e compaesani ha dimostrato che l’unione fa la forza e il grande cuore di tutti abbraccia la Sig.ra Laura. Bentrovata.

 

Incendio fienile

mont c otto

Monticello Conte Otto 24 agosto 2019 Furioso incendio sabato scorso in un’azienda agricola di Vicenza ai confini con Cavazzale, nel comune di Monticello Conte Otto, con maxi intervento dei vigili del fuoco giunti sul posto con ben 7 automezzi e 24 operatori. Ad andare in fumo, in strada Nicolosi, un capannone e le macchine agricole che vi erano ospitate, buona parte delle quali andate distrutte dalla voracità delle fiamme, alimentate dalle rotoballe di fieno. I danniammonterebbero a svariate decine di migliaia di euro, a discapito dell’azienda agricola Bonollo. Le operazioni di spegnimento si sono protratte fino quasi alla mezzanotte.

A raggiungere lo stabilimento agricolo i pompieri di Vicenza, proprio sul confine tra la frazione di provincia e il territorio del capoluogo berico. Sono stati coadiuvati dai colleghi di Padova, Cittadella con l’impiego anche dei volontari dei distaccamenti di Recoaro e Thiene. L’allarme era giunto già nella mattinata di sabato, con il fuoco ad attecchire facilmente dal fieno alle attrezzature e ai trattori presenti nel magazzino. Le cause dell’incendio saranno rese note dopo la perizia dei tecnici e i rilievi dei pompieri.

A complicare l’intervento, il propagarsi del rogo fino a danneggiare il tetto e rendere ancora più difficoltose, così, le operazioni dei vigili del fuoco. Si tratta di un’importante azienda nel territorio vicentino, nota alla cronaca anche per una disputa ereditaria di cui si è occupato nel passato recente il Giornale di Vicenza, specializzata nella coltivazioni dei cereali su circa 15 ettari di terreno.

Si cosparge di benzina e si dà fuoco

b5c50bdacf4973b2dc0ba2005be5d363

SCHIO 16 agosto 2019. Potrebbe nascondere un tentativo di suicidio, dunque non trattarsi di un incidente, il drammatico episodio, avvenuto a Schio la scorsa notte, e ancora al vaglio dei carabinieri.

Una ragazza di 26 anni è rimasta gravemente ustionata a bordo della sua auto, parcheggiata in via dell’Industria a Schio, nella zona industriale poco dopo mezzanotte.

La giovane, che si sarebbe cosparsa di benzina per poi darsi fuoco a bordo del veicolo, versa ora in condizioni gravissime nel reparto grandi ustioni di Verona.

L’immediato intervento dei vigili del fuoco, allertati da alcuni automobilisti di passaggio, ha consentito di trarre in salvo la giovane che però è rimasta gravemente ferita dal fuoco, soprattutto alle gambe. La 26enne  è stata trasportata in ambulanza all’ospedale di Santorso e da qui trasferita in elicottero a Verona nel corso della notte.

Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Schio per i rilievi. Si mantiene il più stretto riserbo sulla vicenda.

Ponte Morandi

57019418_10217255165884581_8880017679604252672_n

“ Fu una telefonata.
La sua voce e quella lucidità atroce: “ Papà, mi è caduto il Ponte del Polcevera davanti. Corri qui. È una catastrofe”.
Sono Marco, sono un pompiere. A quelle parole di mio figlio, Emilio, anche lui vigile del fuoco, scattai. Andai in aeroporto e formai una squadra di cinque uomini compreso me: mi mancavano alla pensione solo 18 giorni. Molto probabilmente sarebbe stata l’ultima missione. E non avrei mai immaginato fosse a Genova-dentro quel suo petto, nella sua gabbia toracica.

Alle 13:00 ero li sotto, sotto l’ex viadotto Morandi. Al Comando del Cratere, la stazione provvisoria dei pompieri nei luoghi del disastro, presi ordini e mi assegnarono a un punto ben preciso.

Mi chiamo Marco e sono un Vigile del fuoco.
Ero assegnato al greto del Polcevera, sotto il pilone riverso- la gola del Morandi impiccata a testa in giù. Mi guardai attorno. Non era la prima volta che vedevo i frangiflutti di una tragedia. Ma lì c’era qualcosa di inedito. Le architetture stralunate, il capovolgimento delle geometrie naturali, un enorme viadotto piantato in un fiume-quelle che una volta erano state le sue braccia sfarzose-adesso alterate in una magnitudo genuflessa e arresa.

Fu un’ Audi bianca. Cofano e tetto schiacciati, una piastra piatta, nessuna forma di auto, orizzontale di inferno. Dentro, quella maglietta colorata. I volti di chi finisce nelle tragedie hanno un codice dell’orrore, quasi comune a tutti: lo sguardo interrotto. Alla stampa che mi intervisto’ dopo, dissi che in quella maglietta colorata, io avevo letto dello stupore. Mi chiesi perché avevo detto quella cosa ai giornalisti.
Ora ho la risposta: era una proiezione, il viso dello stupore era in realtà il mio, il mio sgomento senza spiegazioni.
O forse, io e quella maglietta colorata eravamo semplicemente uniti, vivi e morti, in quel: “ perché ?”. La domanda. Quella domanda.
Scheletrica, abissale, divaricata, spalancata.

Mi chiamo Marco Vedelago, sono un uomo e ho fatto per una vita il Vigile del Fuoco. Lavorai molte ore quel giorno. Non trovai persone vive. Tornai a casa e lasciai che il getto d’acqua della doccia mi lavasse i segni, gli odori, le macchie dell’operazione più difficile della mia vita: il crollo del Ponte Morandi. Pietrificato in una cabina di acqua tiepida, lasciai che sul mio volto scorresse non solo il getto della doccia. Ma che che uscisse anche l’acqua della mia anima-lungo le guance. Nasceva dalle ciglia. E non riuscivo a fermarla più”.

400 Vigili del Fuoco lavorarono per turni e senza sosta nei giorni successivi al 14 Agosto 2018. Con abnegazione e senso del dovere. Salvarono diverse vite umane. E per la psicologia del soccorso- i soccorritori sono vittime di terzo grado- dopo chi ha perso la vita e i loro familiari.

Ricordiamoci dei Vigili del Fuoco quando combattono per i loro diritti.

E il grazie a loro è oltre. E’ senza fine, come la loro umanità.

14 aprile 2019

Sara Tagliente