Santa Barbara

Anche quest’anno, difficile con questa pandemia che ci ha bloccato per il secondo anno in tante cose, in tante abitudini che avevamo qualche anno fa , belle e brutte siano state . Oggi siamo qui a festeggiare la nostra Patrona Santa Barbara, il nostro augurio va a tutti i Nostri Distaccamenti e Comandi, sia Volontari che Permanenti , a chi crede in noi nel nostro umile lavoro , sempre sul pezzo di quel che è il soccorso tecnico urgente, la nostra professionalità ed umanità gode di una popolarità visibile a tutti e per questo noi siamo qui a condividere questo momento di festa con tutti voi .

Con affetto i Vigili del Fuoco Volontari del Distaccamento di Recoaro Terme

PREGHIERA DI SANTA BARBARA

Iddio, che illumini i cieli e colmi gli abissi,
arda nei nostri petti, perpetua,
la fiamma del sacrificio.

Fa più ardente della fiamma
il sangue che scorre nelle vene,
vermiglio come un canto di vittoria
.

Quando la sirena urla per le vie della città,
ascolta il palpito dei nostri cuori
votati alla rinuncia
.

Quando a gara con le aquile
verso Te saliamo,
ci sorregga la Tua mano piagata
.

Quando l’incendio, irresistibile avvampa,
bruci il male che si
annida

nelle case degli uomini,
non la ricchezza che accresce

la potenza della Patria.

Signore, siamo i portatori della Tua croce,
e il rischio è il nostro pane quotidiano.

Un giorno senza rischio non è vissuto,
poichè per noi credenti la morte è vita,
è luce: nel terrore dei crolli,
nel furore delle acque,
nell’inferno dei roghi.

La nostra vita è il fuoco,
la nostra fede è
Dio


Per Santa Barbara Martire.

Calendario 2022

Ciao a tutti , dopo un anno sabbatico il Distaccamento di Recoaro Terme ripropone il calendario 2022, tutto nuovo e fiammante, con una nuova impostazione, come sempre serve a noi per raccogliere qualche soldino per poter acquistare nuove dotazioni o per semplicemente spese vive della nostra sede, ricordo inoltre che è disponibile il tasto laterale per chi volesse “donare” qualcosa, credo che l’importanza dei Vigili del Fuoco nella Valle sia già ben stata nota, in più di qualche occasione.

Ringraziamo di cuore chi vorrà donare qualcosa e chi con un offerta libera acquisterà il nostro calendario. Appena possibile forniremo indicazioni dove si potrà trovare , nel frattempo potete contattarci qui.

  • con il semplice tasto a fianco della pagina, potrai effettuare donazioni periodiche, partendo da una cifra di 5 euro per tutti i mesi https://www.paypal.com/donate/hosted_button_id=7NJ4W8GX9ZJJE
  • Oppure con un semplice bonifico al nostro IBAN: IT64U0839960821000000124840 Banca delle Terre Venete Credito Cooperativo

La donna di Schio aveva lasciato l’auto a Pian delle Fugazze e alla sera non era rientrata

Pian delle Fugazze 12 novembre 2021. Sabato sera attorno alle 22.40 il Soccorso alpino di Schio e quello di Recoaro – Valdagno sono stati attivati su richiesta del Soccorso alpino di Rovereto a seguito della segnalazione del mancato rientro di un’escursionista, partita alle 9.30 dal passo Pian delle Fugazze a Vallarsa, dove aveva lasciato la sua macchina parcheggiata, per un giro verso Campogrosso e il ponte di corde Avis e non rientrata.

La donna, 43 anni, di Schio, aveva mandato l’ultimo messaggio a un amico verso le 10, poi il telefono aveva continuato a suonare libero senza risposta. Sotto la pioggia battente, le squadre si sono distribuite lungo i possibili itinerari, da Pian delle Fugazze a Campogrosso, sotto la Sisilla, ponte Avis, sentiero della Loffa, malga Boffental, parte del sentiero del re, sentiero della Croce, Selletta nord ovest.

Sul posto anche i Vigili del fuoco di Schio e un’unità cinofila molecolare, che ha iniziato a guidare il conduttore lungo una traccia. Al vaglio anche le celle telefoniche e le telecamere, sotto la supervisione dei carabinieri. Mentre i soccorritori – oltre venti le persone ritrovatesi sul Pian delle Fugazze – valutavano come procedere nella notte e riprendere con nuove forze all’alba, poco prima delle 3 la donna è stata rintracciata a casa di un conoscente grazie ai controlli sulle celle agganciate dal cellulare, e quindi l’allarme è rientrato.

3° Corso TPSS

USB Pubblico Impiego - Coordinamento Nazionale Vigili del Fuoco ...

Thiene 12 novembre 2021 Ancora una volta raggiunto un nuovo obiettivo per i nostri volontari che con ambizione e impegno , ed un notevole sacrificio di tempo e fatica sono riusciti a completare il corso TPSS , corso impegnativo , arricchendo cosi la professionalità dei nostri distaccamenti , ringraziamo inoltre gli istruttori che con pazienza certosina si sono prodigati in un tempo così ristretto con argomenti complessi . Grazie a Tutti

Valli del Pasubio scivola in un torrente e muore 78enne

Valli del Pasubio 30 ottobre 2021 Di lui non si avevano più notizie da ieri pomeriggio, quando i suoi familiari avevano dato l’allarme: il corpo è stato trovato senza vita nella notte nel greto del torrente. È accaduto a Valli del Pasubio. Il ritrovamento in contrada Scapini, nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre. La vittima è un 78enne del posto. L’uomo era uscito di casa nel pomeriggio senza più farvi rientro. Immediatamente erano scattate le ricerche coordinate dai vigili del fuoco. L’anziano è probabilmente scivolato lungo un sentiero scosceso poco lontano da casa, finendo nel torrente, dove è stato ritrovato dai vigili del fuoco. Il medico del Suem 118 ha solo potuto constatare la morte dell’anziano. La salma è stata recuperata dai pompieri e messa disposizione dell’autorità giudiziaria. Sul posto anche i carabinieri.

Addestramento all’uso delle Motoseghe

Come ogni mese i nostri Vigili del fuoco Volontari procedono alle 5 ore di addestramento obbligatorio mensile , oggi parleremo dell’uso delle motoseghe divenuto uno strumento essenziale nelle nostre APS e altri mezzi, fondamentale soprattutto in questi continui eventi climatici.

Qui di seguito ci sono alcune linee guida per il buon utilizzo ma soprattutto per l’utilizzo in sicurezza di questi attrezzi.

Come funziona la motosega

Come sai, i componenti fondamentali della motosega sono 3: gruppo motore, organo di taglio (barra e catena), sistema d’impugnatura. Tramite una ruota dentata (pignone), il motore trasmette il movimento alla catena – l’elemento tagliente vero e proprio della macchina – che scorre lungo la scanalatura della barra.

A differenza del corpo macchina che è fisso, la barra e la catena della motosega sono mobili e devono essere montate. La procedura di montaggio è simile per tutte le motoseghe, ma per fornirti un esempio concreto, in questo articolo ci riferiremmo a quella valida per i modelli di motoseghe.

Come montare barra e catena della motosega

Usa solo barre e catene raccomandate dal manuale d’uso e manutenzione della tua motosega:

Procedi quindi seguendo queste fasi di montaggio di barra e catena, indossando sempre un paio di guanti.

  • Sblocca il freno catena/paramano tirandolo verso l’impugnatura anteriore.
  • Smonta il carter copri-catena e svita la vite tendicatena.
  • Infila la barra nel prigioniero (o vite a collare).
  • Monta la catena tra il rocchetto e la scanalatura della barra rispettando il senso di rotazione della catena (prendi come riferimento il dente delle maglie taglienti).
  • Inserisci il carter copricatena nel suo alloggiamento, avvita la vite tendicatena e fissa il dado (o i dadi) del carter, ma senza serrarlo.
  • Regola la catena tramite la vite tendicatena.
  • Serra il dado (o i dadi) per fissare il carter copri-catena: non avviare mai la motosega senza carter.

Regola la catena della motosega alla giusta tensione in modo che scorra facilmente lungo la barra, trascinandola a mano o, meglio ancora, usando il gambo di un cacciavite. La catena è ben tesa, quindi non allentata o troppo stretta, quando tirandola verso l’alto la sollevi di qualche millimetro (circa 4 mm).

Con la catena tesa correttamente tagli meglio, lavori in sicurezza e ti garantisci la durevolezza della catena stessa e della motosega. Per tutto questo, oltre al giusto tensionamento è importante anche la lubrificazione del sistema barra/catena.

Quando tagli con la motosega usa sempre abbigliamento protettivo omologato. Oltre ai guanti, di base un paio di pantaloni professionali con protezione antitaglio e una giacca con protezione antitaglio. Per una sicurezza ancora maggiore puoi aggiungere un paio di scarponi antitaglio e proteggere la testa con un casco protettivo completo di visiera e cuffie.

Come si accende la motosega: l’avviamento

Prima di avviare la motosega fai rifornimento, sempre a motore freddo. Puoi acquistare della miscela già pronta o prepararla in una tanica omologata, con benzina senza piombo per auto e olio per motori a 2 tempi sintetico. Rispetta la proporzione benzina/olio suggerita dalla confezione, per esempio quella dell’olio per motori è del 2%: 2 cl di olio per ogni litro di benzina. La miscela è infiammabile: fai queste operazioni all’aperto e non fumare.

Come avviare la motosega a motore freddo? Mettiti ad almeno 3 m dal punto in cui hai fatto rifornimento e segui questi passaggi:

  • Inserisci il freno catena/paramano spingendolo in avanti, verso la barra.
  • Carica di miscela il carburatore schiacciando il primer.
  • Imposta lo starter (leva dell’aria) in posizione “Close”: a motore caldo non deve essere necessario usare lo starter, dunque salta questo passaggio.
  • Appoggia la motosega per terra in posizione stabile: la catena deve essere lontana da oggetti e libera di girare (quindi non avviare la motosega se la barra è incastrata in un taglio).
  • Tieni salda l’impugnatura anteriore.
  • Tira la fune d’avviamento alcune volte, fino al primo scoppio.
  • Riporta lo starter nella posizione originale (“Open”).
  • Tira di nuovo la fune d’avviamento per avviare il motore.
  • Aspetta qualche secondo che il motore si scaldi, tenendolo al minimo.
  • Sblocca il freno catena tirandolo verso di te, cioè verso l’impugnatura anteriore.
  • Accelera per sbloccare la semi-accelerazione automatica.

Come si usa la motosega: come tagliare e i principali tipi di taglio

Prima di iniziare a tagliare con la motosega, verifica di avere sufficiente luce e visibilità, accertati che l’area di lavoro sia sgombra e distante da cavi elettrici minimo 10 m. Sia durante l’avviamento della motosega che durante il taglio, fai in modo che persone e animali rimangano ad almeno 15 m.

Lavora sempre mantenendoti in posizione stabile e sicura, mai in equilibrio su una scala. Quando tagli con il lato inferiore della barra, cioè con “catena a tirare”, hai il massimo controllo della motosega: la catena tira la motosega verso il tronco e la parte anteriore della motosega funge da appoggio.

Fai, invece, attenzione quando tagli con il lato superiore della barra (con “catena a spingere”). In questo caso, infatti, la catena tende a spingere la motosega all’indietro e, se la presa della motosega non è ben salda, c’è il rischio che la lama “scivoli” fino a incontrare il settore “a rischio” di contraccolpo, cioè la parte superiore della punta della barra. Per “contraccolpo” si intende lo scatto improvviso verso l’alto e all’indietro della motosega

Non tagliare sopra l’altezza delle tue spalle perché, con una presa alta della motosega, diventa difficile controllare il possibile contraccolpo. Sempre per evitare contraccolpi, non usare la punta della barra per tagliare.

Se con la motosega poti dei grossi rami (diametro maggiore di 10 cm), non reciderli mai con un unico taglio dall’alto al basso: il loro stesso peso strapperebbe corteccia e fibre, danneggiando le piante. È meglio, invece, usare la tecnica del taglio di scarico (per taglio di scarico si intende il praticare prima un taglio nella parte inferiore della branca da tagliare, per poi completare il taglio partendo dalla parte superiore).

Prudenza e diligenza non bastano più

La foto dal luogo dell'indicente, fonte Gazzetta di Modena

Modena 12 dicembre 2013 Travolta sulle strisce dai vigili del fuoco

La ventenne in Neurorianimazione: aveva le cuffiette, ha attraversato senza udire la sirena dell’autopompa che sfrecciava

Marija Kitanowski, vent’anni, origine serbe, studentessa. Verso l’una, sta aspettando il verde al passaggio pedonale. È quello sulla trafficata via Giardini, all’altezza dell’ampio incrocio con Jacopo Barozzi. Fa freddo, la ragazza si è avvolta una sciarpa al collo: ieri mattina aveva scelto la compagnia delle cuffiette, un po’ di musica mentre si cammina, mentre ci si sposta a piedi. Marija ascolta musica, attende che il suo semaforo, quello per i pedoni, diventi verde. Vede che alla sua sinistra in attesa c’è un autobus pieno di studenti, la situazione è del tutto normale, come deve essere in prossimità di un semaforo. Scatta il verde. Lei procede, passa senza indecisioni, sta per raggiungere lo spartitraffico che divide in due la Giardini nei sensi di marcia. Un altro passo e sarebbe arrivata. In quell’istante, a sirene spiegate e con il lampeggiante, passa una camionetta dei vigili del fuoco. È un’autopompa con quattro vigili chiamati ad intervenire con urgenza in largo Garibaldi, dove era stata segnalata una fuga di gas. Passava veloce, gli altri mezzi si erano accostati proprio per farla passare, avendo sentito da tempo la sirena. Forse anche il bus era a lato della strada proprio per quel motivo. La camionetta passa, la ragazza non sente perché ha le cuffiette, un botto, Marija vola lontano sull’asfalto. È stata centrata dalla parte anteriore sinistra dell’automezzo dei pompieri, a testimoniare che è stata davvero una questione di secondi e di metri. Scattano i soccorsi, dal bus scendono tanti studenti, per terra resta la sciarpa con le cuffiette. L’ambulanza sfreccia con al ventenne e raggiunge l’ospedale di Baggiovara. Marija è in gravissime condizioni nel reparto di Neurochirurgia.


Pedoni e utilizzo di cellulari e cuffie ( fonte Regione Veneto – Comune di Verona )

Con la diffusione dei riproduttori digitali di musica, dagli iPod agli smartphone, sempre più pedoni (ma anche ciclisti) indossano durante i loro spostamenti auricolari e cuffie create proprio per eliminare i suoni della strada.

Se per gli automobilisti ormai è cosa nota che distrarsi mentre si guida può essere fatale, non lo è altrettanto il fatto che la distrazione può risultare pericolosa anche mentre si pedala o si cammina per strada.

Oltre alla distrazione, anche l’impossibilità di ascoltare i suoni dell’ambiente circostante e la privazione sensoriale che ne deriva, risulta il fattore determinante l’aumento dei sinistri in cui sono coinvolti pedoni muniti di cuffie.

L’aumento di casi simili negli ultimi anni appare proporzionale alla crescente popolarità delle nuove tecnologie di riproduzione musicale con cuffie, ed il fenomeno risulta in tale crescita che la Germania ha realizzato sulle proprie strade dei semafori a terra per pedoni distratti.In Europa quasi una persona su cinque è un pedone distratto (distracted walkers) e recenti indagini ci informano che sono più di mille le vittime coinvolte ogni anno in incidenti stradali la cui causa sembra essere la distrazione dettata dall’uso di cellulari e dispositivi tecnologici: per arginare questo fenomeno c’è chi invoca l’introduzione di sanzioni per le persone che attraversano la strada mentre chattano (text walking) o fanno uso di cuffie, come quelle che puniscono chi telefona mentre guida.

Due i concetti sui quali si richiama l’attenzione di tutti gli utenti della strada, siano pedoni o ciclisti:

  1. camminare per strada ascoltando musica ad alto volume con le cuffie o distrarsi utilizzando lo smartphone impedisce di percepire i rischi dell’ambiente circostante;
  2. isolarsi utilizzando cuffie insonorizzate per giocare oppure utilizzare le app preferite mentre si cammina per strada allontana dal mondo reale e dai molti rischi ai quali si è esposti, adottando per distrazione comportamenti pericolosi o anche per evitare gli errori degli altri. 

27 luglio 2021 Prudenza e diligenza non bastano: condannato un soccorritore

Le regole di guida in emergenza valgono anche per i Vigili del Fuoco, e la condanna di un effettivo dell’Emilia-Romagna apre il campo a diversi rischi, con un cambio di passo sull’interpretazione della “prudenza e diligenza”. Vi spieghiamo perché serve la “preveggenza”.

E’ stata confermata dalla Cassazione la condanna per lesioni personali ad un soccorritore Vigile del Fuoco che, durante un viaggio verso un’emergenza – con sirene e lampeggianti accesi – ha investito un pedone. Nonostante fosse in emergenza, nonostante viaggiasse rispettando i limiti con prudenza e diligenza, è stato condannato. Perché?

Ancora una condanna in Cassazione per l’autista di un mezzo di emergenza

La notizia è di pochi giorni fa ed è stata rilanciata da Responsabile Civile. L’iter giuridico di questa condanna è contorto e articolato. Il conducente del mezzo di soccorso – un Vigile del Fuoco a bordo di una APS – durante un servizio con lampeggianti e sirene accese ha invaso la corsia di sinistra di una strada urbana, per evitare dei veicoli fermi sulla corsia di marcia dove era presente un semaforo rosso. Un pedone, non avvedendosi dell’arrivo dell’autopompa, ha attraversato le strisce pedonali sull’intersezione proprio mentre il mezzo stava arrivando, restando però nascosto fino all’ultimo momento da un autobus fermo in sosta, che stava facendo scendere i passeggeri. L’impatto è stato inevitabile, e in primo grado la giustizia aveva dato ragione all’autista del mezzo di soccorso, dichiarandolo innocente. Secondo il primo giudice che ha valutato il caso infatti non c’è reato, escludendo i profili di colpa specifica e generica. L’autopompa dai rilievi stava rispettando i limiti vigenti, il Vigile del Fuoco ha fatto affidamento sul rispetto da parte dei veicoli fermi di lasciargli la dovuta precedenza (rispetto violato dal pedone, in considerazione delle cuffie usate per ascoltare la musica che aveva sulle orecchie). Rimaneva solo il problema della visuale, ostruita ad entrambi dall’autobus fermo. Secondo la sentenza di primo grado, che assolveva il Vigile del Fuoco, nemmeno alla velocità di 20 kilometri all’ora sarebbe stato possibile evitare l’impatto. 

Il ribaltamento in Appello: affidarsi agli altri non basta

Nonostante l’assoluzione piena, la Procura e le parti civili si erano rivolte in appello al tribunale superiore di Bologna, dove il giudizio era stato ribaltato: il conducente del mezzo di soccorso – ha rilevato la corte, in una disamina più di diritto che di sostanza – anche laddove impegnato in un servizio di emergenza, non può creare situazioni di pericolo e deve tenere conto di particolari situazioni createsi durante la circolazione, siano esse di traffico o generate per altri motivi. Nel caso di specie la corte d’Appello ha ribaltato il giudizio perché proprio in considerazione della scarsa visuale, prima di immettersi sull’incrocio e di passare sulle strisce pedonali, l’autista Vigile del Fuoco avrebbe dovuto verificare l’assenza di pedoni (che avevano luce verde per attraversamento). Secondo la corte i pedoni potrebbero non aver percepito il transito dei mezzi di soccorso. Inoltre l’autista avrebbe dovuto prevedere la presenza di potenziali attraversatosi, essendo un giorno feriale, alle ore 13, ed essendo in sosta proprio un autobus in quel momento. 

La Cassazione è un giudice di legittimità: in futuro questa sentenza farà scuola

Il ribaltamento, ovviamente, non è andato giù alla difesa dell’imputato. Per questo motivo è scattato un ricorso in Cassazione per una piena e chiara interpretazione dell’articolo 177 del codice della strada, che riguarda nello specifico proprio la condotta dei mezzi e il tema della “prudenza e diligenza”. Che cosa significano? Purtroppo la massima corte di giustizia italiana ha confermato la sentenza di appello, sottolineando come l’interpretazione dell’articolo 177 comma 2 sia giusta quando avviene in modo restrittivo. Nel caso di specie, c’erano le seguenti condizioni:

  • Strada molto trafficata
  • Presenza di un incrocio con passaggio pedonale ampio
  • Luce semaforica rossa per il mezzo di soccorso e verde per i pedoni
  • Ingombro del bus di trasporto fermo sulla corsia adiacente
  • Blocco del traffico causato dal bus
  • Impedimento della visuale ai pedoni in un’ora di punta di giorno feriale

Secondo la Corte bisognava prevedere il passaggio di persone in attraversamento.

La presenza di un intervento di emergenza in atto che costringeva l’autista del mezzo di soccorso a violare il codice della strada, non doveva superare la regola della comune prudenza. Regola che doveva imporre di verificare che nessun pedone avesse iniziato o proseguito l’attraversamento. Secondo la Corte di Cassazione in quel frangente “prudenza e diligenza” avrebbero consigliato di rallentare a passo d’uomo o fermare il mezzo di soccorso, a causa delle troppe variabili in gioco. 

Dalla prudenza alla preveggenza: perché?

Allora il giudice di primo grado ha interpretato male l’articolo 177? Secondo la Cassazione si. Il comma 2 di questo articolo dice chiaramente che prudenza e diligenza devono appartenere all’autista del mezzo di soccorso, sia esso sanitario, dei Vigili del Fuoco o delle Forze dell’Ordine. Non si può fare affidamento sul rispetto da parte degli altri utenti della strada dell’obbligo di lasciare libero il passo, atteso che anche per essi vale la regola della prudenza e della diligenza. L’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui, purché rientri nel limite della prevedibilità. Secondo la corte infine, il giudice di primo grado non avrebbe inserito nella sua previsione anche la presenza dell’ingombro dell’autobus, una circostanza che – riducendo la visuale – avrebbe dovuto imporre maggiore prudenza. 

Il Vigile del Fuoco quindi è stato condannato per Lesioni personali, articolo 590 del codice penale, e al pagamento di 1.400 euro di spese processuali. La sentenza apre con ogni probabilità alla istituzione di un processo in sede civile, che rischia di diventare un caso di specie dalle conseguenze davvero gravi per chi si occupa di guida in emergenza. La prevedibilità di un evento è uno dei punti di maggiore difficoltà per qualsiasi situazione di guida in emergenza.

Maltempo, alberi caduti e tetti scoperchiati: notte di lavoro per i vigili del fuoco

8 luglio 2021 Sono stati circa 150 gli interventi dei vigili del fuoco impegnati dal tardo pomeriggio di giovedì alla mattina di venerdì per il forte temporale che ha colpito le province di Vicenza e Verona.

In provincia di Vicenza circa 50 gli interventi dei vigili del fuoco con l’apporto anche delle squadre dei volontari di Recoaro e Thiene per taglio rami, alberi e pali pericolosi, scoperchiato un tetto a Foza. Intervento delle squadre dei vigili del fuoco per ripristinare la strada in località Monte Corno località Castelletto a Calvene per la caduta di alcuni pini di notevole dimensione che isolavano alcune abitazioni. Comuni maggiormente interessati dal maltempo: Asiago, Gallio, Foza, Schio, Rosà, Bassano del Grappa, Valli del Pasubio, Isola Vicentina, Vicenza.

A Verona il dispositivo di soccorso dei vigili del fuoco è stato rinforzato con il richiamo di personale libero del servizio. Oltre 100 le operazioni di soccorso per taglio alberi e rimozione oggetti pericolanti. Comuni maggiormente interessati: Mozzecane, Villafranca, Verona San Martino Buon Albergo.

Presente con 2 squadre anche il distaccamento di Recoaro per tutta la notte , bravi ragazzi, come sempre in forza , complimenti anche ai nuovi volontari che hanno rotto il ghiaccio .

BARELLA PER SOCCORSO IN AMBIENTI OSTILI

Come sempre si cerca di stare sul tema del soccorso tecnico urgente , con questa nuova attrezzatura molto all’avanguardia ed indispensabile nel nostro territorio montano .Un ringraziamento particolare all’associazione nazionale volontari che grazie ai contributi fondamentali del Comune di Recoaro Terme hanno donato al distaccamento di Vigili del Fuoco Volontari di Recoaro Terme questa barella spallabile che andrà ad integrare la nostra dotazione , un ulteriore ringraziamento ai tecnici della Kong venuti per addestrarci nel suo corretto utilizzo.

Notizie tecniche

Evoluzione di un grande classico, Lecco 2.0 è la nuova barella per il soccorso in montagna che mantiene la stessa versatilità della versione precedente con nuove caratteristiche che la rendono ancora più versatile ed efficiente!
Le caratteristiche principali sono:

– nuova comoda sacca da trasporto rinforzata e verricellabile che permette uno stivaggio ultra-rapido; dotata di etichetta personalizzabile per una rapida identificazione

– pronta per l’uso in meno di un minuto montata da un solo operatore

– telaio e telo pre-assemblati, nessun componente che può essere perso

– telaio diviso in 3 segmenti 

– nuovi maniglioni ergonomici a sezione variabile (ovale-tondo) per una distribuzione del carico sulle spalle e un trasporto più confortevole

– cerniera del telo dotata di 4 cursori che permette l’apertura parziale per ispezione e gestione del ferito

– cerniera aggiuntiva lato piedi

– visiera trasparente che permette di mantenere il contatto visivo con il ferito

– ampia gamma di accessori che garantiscono la massima affidabilità nelle varie condizioni di utilizzo

La sua lunghezza, manici compresi, è di 3.1 metri. Senza manici è lunga 2.0 metri. Smontata e inserita nello zaino da trasporto, ha un ingombro di 85x55x22 centimetri. Il peso è di 16 kg (zaino escluso).

Il telo è dotato di una serie di cinghiaggi di colori differenti per immobilizzare il ferito in più punti. Le quattro cinghie di chiusura esterne garantiscono un bloccaggio perfetto. Il telo è completamente apribile con cerniera lampo a doppia apertura per consentire l’ispezione degli arti inferiori. Cerniera aggiuntiva all’altezza dei piedi. Le sue ampie dimensioni e la lunghezza delle cinghie di chiusura, consentono l’inserimento del materassino a depressione (accessorio utilissimo per garantire il perfetto immobilizzo del ferito).

Gli spallacci sono ricoperti da una comoda imbottitura e si distinguono in anteriori e posteriori. Gli spallacci anteriori si possono montare in posizione diritta per il trasporto normale, o in posizione girata per pendii estremamente ripidi o salti strapiombanti in modo di impedire al soccorritore di scivolare fuori con le spalle. La lunghezza dei manici posteriori permette al soccorritore una buona visibilità sul terreno.

La barella, completa di spallacci, è stata progettata per sopportare un carico di lavoro (SWL) uniformemente distribuito sul telo pari a 180 kg (fattore di sicurezza 1:4). Tale carico non deve mai essere applicato in un solo punto. La Kong ha riprodotto in laboratorio condizioni simili a quelle di effettivo utilizzo, effettuando test distruttivi di trazionatura lenta. Il bilancino di sospendita da elicottero, e quello per uso teleferica, permettono di sopportare un carico SWL di kg 500 (fattore di sicurezza 1:4). Il fettuccione per calata barella, inserito correttamente come da istruzioni, è garantito per un carico SWL di kg 400 (fattore di sicurezza 1:4).

Vincitrice del premio Compasso d’Oro, segnalazione d’onore anno 1994.

Scheda tecnica riportata da https://www.kong.it/it/prodotto/lecco20/

Visita in Distaccamento

Recoaro Terme 8 maggio 2021 Questa mattina il Sindaco Armando Cunegato e l’Assessore con delega alla Protezione Civile Giovanni Ceola hanno fatto visita al distaccamento Volontari Vigili del fuoco Recoaro Terme, incontrando per l’occasione l’on. Erik Umberto Pretto.
Sotto un bel sole è stato dato il benvenuto agli 8 nuovi volontari assegnati al distaccamento recoarese, uno dei due presenti in Provincia di Vicenza e dei circa 38 di tutto il Veneto.
Con il contributo del Comune a breve arriverà in dotazione ai nostri vigili del fuoco anche una nuova barella spallabile del valore di circa 2.500 euro, attrezzatura richiesta da tempo per facilitare alcune tipologie di intervento.
All’on. Pretto è stato inoltre chiesto un supporto per intercettare alcuni possibili finanziamenti che permetterebbero di concretizzare anche il progetto di nuova sede dedicata a Vigili del Fuoco Recoaro Terme.
A tutti questi volontari va ancora una volta il ringraziamento di tutta la nostra comunità per la dedizione e il prezioso lavoro che svolgono per il nostro territorio.