Foza. Fiamme all’assalto del bosco

Sembra non avere fine la lunga serie di incendi che da qualche settimana a questa parte sta colpendo su più fronti l’intera regione Veneto e il Vicentino in particolare: da stamattina bruciano i boschi di Foza, nei pressi di località Tommasini.

Centinaia di ettari bruciati con un dispendio immane di risorse umane e idriche proprio in un momento in cui le precipitazione latitano da mesi lasciando a secco l’intero comprensorio.

Per l’incendio nel piccolo comune altopianese, segnalato ancora stamane poco dopo le 10 del mattino, sono tuttora presenti numerose squadre dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Asiago, Vicenza e Thiene, oltre ai volontari della Protezione Civile e del nucleo AIB sempre di Asiago: indubbia la matrice dolosa del rogo che risulta innescato in punti molto distanti tra loro al fine di acuirne e aggravarne gli effetti.

Per molte ore, oltre a due elicotteri della struttura regionale che si approvvigionano nel lago di Corlo ad Arsiè, si è affiancato anche il potente Erickson Air Crane S-64: chiusa per precauzione la strada provinciale 76 della Valgadena dalla località Costalta fino al centro di Foza, a seguito segnalazione di alcuni massi in carreggiata oltre che per agevolare le operazioni di spegnimento.

Il Summano brucia, vasto incendio nel bosco

Dal primo pomeriggio di mercoledì, i Vigili del fuoco stanno operando sul Monte Summano nei pressi di via Rovrea a Piovene Rocchette per un incendio sterpaglia nel bosco di vaste proporzione, che ha anche minacciato un’abitazione.

I pompieri arrivati da Schio e con il supporto dei volontari di Thiene e dell’elicottero Drago 71 del reparto volo di Venezia e successivamente della Regione, hanno operato per scongiurare che le fiamme raggiungessero la casa che è stata salvata.

Sono ora in corso le operazioni di spegnimento con lanci effettuati dagli elicotteri e l’intervento da terra con squadre miste dei Vigili del fuoco e volontari di Protezione civile dell’antincendio boschivo regionale.

Incidente mortale in Valle dell’Agno , auto contro camion all’imbocco della galleria

Cornedo Vicentino 16 marzo 2022 Gravissimo incidente oggi nel primo pomeriggio a Cornedo Vicentino. E’ accaduto alle 14.30 all’ingresso del tunnel ‘Serenissima’ sulla variante della Provinciale 246. Una persona, di cui non si conosce ancora l’identità, rimasta a lungo incastrata fra le lamiere, è morta. Si tratterebbe di un cittadino di 31 anni di nazionalità indiana residente a Castelgomberto.

Non è ancora chiara la dinamica ma dalle prime ipotesi un’auto Audi, alla cui guida vi era la vittima, in fase di sorpasso all’uscita dalla galleria si è scontrata con un bilico Volvo (di un’azienda di Montebello, condotto da un italiano di circa 50 anni) che viaggiava verso Sud da Spagnago in direzione di Cereda. Coinvolta anche un’auto Volkswagen condotta da un cittadino marocchino.

I pompieri arrivati da Schio e Arzignano, hanno messo in sicurezza i mezzi, e collaborato ai soccorsi del conducente della Volkswagen Golf, rimasto ferito e preso in cura dai sanitari SUEM. Niente da fare per il conducente dell’Audi A3 deceduto sul colpo, come accertato dal medico. Illeso il conducente del mezzo pesante. Sul posto la polizia locale e i carabinieri che hanno bloccato il traffico ed eseguito i rilievi del sinistro per determinate le cause dell’incidente. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono terminate alle 16:00 circa.

Vasto incendio doloso al Tretto.

Schio 12 Marzo 2022 Località Bosco di Tretto

ORE 7.30 – Dalla tarda serata di ieri brucia il bosco al monte Brazome, sopra contra’ Alba di Tretto. L’allarme è scattato poco dopo le 22.30 e sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco di Thiene e la protezione civile scledense specializzata in incendi boschivi. L’area interessata in un primo momento sembra interessare sterpaglie e bosco. Il fronte dell’incendio è piuttosto ampio, come testimoniano le tre lingue di fuoco ben visibili a chilometri di distanza. Le operazioni di spegnimento sono ancora in corso ed è stato richiesto anche l’intervento dell’elicottero.

ORE 10 – Le operazioni di spegnimento sono iniziate dalla lingua di fuoco che sta salendo verso il Novegno. Il fronte dell’incendio, partito da sopra contra’ Alba, è molto ampio, ma fortunatamente non sta coinvolgendo abitazioni ma solo sterpaglie e bosco. L’elicottero fa carichi ogni 5 minuti e l’acqua, che scarseggia, la stanno portando su gli agricoltori con le autobotti da Schio. Operazioni ancora in corso. 

ORE 12 – Prosegue senza sosta l’intervento dei vigili del fuoco sul Monte Brazome, sopra contra’ Alba, per un vasto incendio boschivo divampato nella tarda serata di ieri. Nella notte i pompieri hanno monitorato il rogo per escludere che le fiamme potessero estendersi a strutture rurali. Questa mattina, come detto, sono iniziate le operazioni di spegnimento con la presenza dell’elicottero regionale. Sul posto il personale dei vigili del fuoco di Schio, Vicenza e i volontari di Thiene, supportato dalle squadre di protezione civile dell’antincendio regionale. Atteso l’intervento di un secondo elicottero per fronteggiare l’incendio che ha un fronte di diverse centinaia di metri.

ORE 16 – Continua incessante l’impegno di vigili del fuoco e volontari della protezione civile per domare l’incendio divampato nella tarda serata di ieri sul Monte Brazome. Sembrano esserci pochi dubbi sull’origine dolosa del rogo, tanto che il sindaco di Schio Valter Orsi ha lanciato un appello su Facebook: «Aiutateci a individuare il criminale. Chi avesse notato qualcosa lo segnali senza tentennamenti alle forze dell’ordine. Fatelo per il nostro ambiente, fatelo per rispetto delle decine di persone impegnate nel cercare di domare l’incendio. A loro il mio grazie di cuore».

ORE 18.30 – I lavori di spegnimento dell’incendio divampato nella tarda serata di ieri sul Monte Brazome al Tretto si sono conclusi verso le 18. I mezzi dei vigili del fuoco, impiegati per domare le vaste fiamme che hanno divorato il bosco, stanno facendo rientro dopo circa 20 ore di lavoro. Tutta la zona resta sotto stretta sorveglianza per monitorare la ripartenza di eventuali focolai.

Costa Concordia, dieci anni dal naufragio

Costa Concordia

Credo sia doveroso il ricordo di quei 8 uomini che per primi arrivarono alla costa Concordia , una testimonianza di chi per primo coordinò i soccorsi , i vigili del fuoco non si ritengono eroi , sono persone umane che mettono davanti a se una missione , salvare vite , con la loro costante e minuziosa continua preparazione e ognuno con le proprie specializzazioni , a loro va il nostro grandissimo ringraziamento e l’orgoglio di avere la possibilità di far parte di questo corpo , ed in questa grande famiglia .

Il racconto del coordinatore dei soccorsi dei vigili del fuoco

È incredibile ma già 10 anni sono trascorsi da quel venerdì 13 gennaio. Ricordo la corsa affannosa da Roma con la vettura irrispettosa di qualsiasi limite di velocità, le continue telefonate durante il percorso con l’amico, il prefetto Giuseppe Linardi, con cui già tracciavamo le linee della gestione dei soccorsi, le disposizioni al personale di Grosseto di cui ero comandante, il Centro operativo nazionale che pretendeva aggiornamenti che nessuno era in grado di fornire e mentre viaggiavo alla massima velocità verso Porto S. Stefano cercavo di prefigurarmi lo scenario operativo. Una nave da 3.000 persone semi affondata davanti Giglio Porto. Ma dove? Come? Difficile da credere, ancora più difficile prefigurarsi il piano operativo. Alle 22:45 sono sul molo, il fedele Roberto Trapassi è già lì con la mia attrezzatura. Mi cambio direttamente sulla banchina non c’è anima viva e fa dannatamente freddo, la motovedetta della Capitaneria di porto ci attende con i motori accesi. Conto i miei uomini nove in tutto, maledettamente pochi, ma è stato il meglio che siamo riusciti a fare con così poco preavviso, altri ne arriveranno, senza considerare i due sommozzatori trasportati con l’elicottero del Suem e già all’opera insieme ai colleghi della polizia.
Ci imbarchiamo nel nero inchiostro della notte sul mare, siamo tutti in silenzio, forse consci dell’ ardua sfida che ci attende. E infine eccola! Immensa balena spiaggiata, lucine intermittenti, a centinaia, ci lampeggiano da bordo, sono i naufraghi. Il primo impatto è da togliere il fiato, il mio primo pensiero è mo che c…o faccio. Ma è un attimo, scarto l’idea di scendere sul Giglio, si punta dritto verso la biscaglina di prua, troppo ripida per fare scendere i passeggeri e pertanto libera. Il moto ondoso provocato dalle numerose imbarcazioni accorse non rende facile l’arrembaggio siamo costretti a cambiare natante in mare aperto e a trasbordare su di un gommone, da lì finalmente affianchiamo la murata e iniziamo l’ascesa. In poco siamo sul fianco della nave. Decine di persone rassegnate ci guardano dai ponti sottostanti in cui sono rimaste bloccate. Decidiamo di dividerci in due squadre, una capitanata da Roberto si inoltra nell’interno dello scafo, l’altra alle mie dipendenze opera sui ponti esterni. Ho la necessità di mantenere i contatti telefonici con i vertici delle Amministrazioni, sono l’unico comandante a bordo. Già! Ho cercato invano gli ufficiali della nave, tutti hanno seguito l’esempio del loro famigerato capitano, tutti fuggiti.
Le ore passano veloci siamo saliti che era mezzanotte e già albeggia. Lo sbarco e il recupero dei superstiti procede senza sosta. Non abbiamo il tempo di pensare a cosa accadrebbe se la nave, come tutti si aspettano iniziasse la sua corsa verso gli abissi. Si muove sotto i nostri piedi, continua a inclinarsi ma non appare allontanarsi dalla linea di costa. Sono le otto, altro personale è arrivato da Grosseto e da Civitavecchia, abbiamo sbarcato l’ultima infortunata, una ragazza con delle fratture agli arti. Tempo di scendere a terra. Salgo da buon ultimo sulla barca della capitaneria accostata alla murata di poppa. Metto finalmente piede sull’isola e il mio sommesso ringraziamento va a santa Barbara, è andata bene anche questa volta.
Ma è da qui che inizia il difficile, bisogna organizzare le ricerche affrontando uno scenario per il quale non valgono né esperienza né procedure. Un foglio bianco su cui scrivere una pagina di riscossa della nazione. Chiamo il ministero voglio i migliori, mi traggiungeranno sull’isola Fabio Cuzzocrea, all’epoca comandante di Nuoro per aiutarmi nella gestione dei sommozzatori e Fabio Bargagna uno degli esperti nazionali Saf. Alle 8:30 la prima riunione operativa c’è il sindaco Sergio Ortelli, il comandante della Capitaneria, I miei funzionari Sgherri e Trapassi e pochi altri. Lo stato di emergenza verrà decretato solo dopo 10 giorni, nonostante le interlocuzioni con Franco Gabrielli Capo dell Protezione civile siano frequenti, di fatto siamo soli e i problemi tanti. Bisogna assicurare la logistica ai soccorritori e la piccola isola certo non aiuta, impensabile istallare un campo base, gestire i giornalisti arrivati da tutto il mondo, la libertà di stampa è garanzia di democrazia e va difesa, ma i cronisti sono un problema. Ci sono i parenti delle vittime, debbo gestire da responsabile dei soccorsi, nomina arrivata nella notte, i soccorritori di polizia di stato, guardia di finanza, capitaneria di porto, vigili del fuoco, comsubin della marina militare oltre ai volontari del Cnsas. Sono ore febbrili i traghetti da Porto S. Stefano scaricano uomini e mezzi e imbarcano i naufraghi. In 24 ore abbiamo rimandato tutti a casa e dato inizio alle ricerche a bordo nave. I piani di emergenza prendono forma, troviamo con i nostri Saf due passeggeri di nazionalità coreana rimasti bloccati a bordo, li riportiamo in salvo seguiti a poche ore dall’ultimo superstite, il commissario di bordo. Le ricerche continuano sia nella parte immersa che in quella emersa. Lavorare in quell’universo capovolto che è diventato il relitto più famoso del mondo non è semplice. Isoliamo la base operativa, una porzione del porto che comprende la veranda di un ristorante chiuso nel periodo invernale mio nuovo centro di comando e lavoriamo. Non sappiamo nulla della stabilità dello scafo e questa è la mia più grande preoccupazione, oltre al possibile inquinamento delle acque che metterebbe in crisi i dissalatori, la possibilità che qualche naufrago finito in mare sia stato trascinato via dalla corrente, la necessità di garantire l’operatività dei reparti, fare la conta dei dispersi, evitare infortuni al personale in uno scenario allucinante.
Il resto è cronaca. L’operazione Costa Concordia sarà un grande successo operativo e tecnologico. Nessuno al mio comando ha subito infortuni, si è lavorato in perfetta armonia tra diverse amministrazioni, abbiamo assolto al pietoso compito di restituire i corpi delle vittime. Il 12 notte ci ritroveremo in forma privata al Giglio, senza gradi, lustrini o riflettori, solo lî per onorare le vittime di questa tragedia del mare e da amici stringerci a coorte ancora una volta per dirci che c’è sempre un’Italia sana, la parte più bella di una grande nazione.
Un unico rimpianto non essere riuscito a fare ottenere a quegli undici eroici vigili del fuoco della prima ora il dovuto riconoscimento.
E che nessuno gridi più un inutile: «salga a bordo cazzo».

Ennio Aquilino
*coordinatore soccorsi vigili del fuoco

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Si blocca la strada che da Gallio sale a Campomulo

Asiago 5 dicembre 2021 Una nevicata quasi inaspettata quantomeno per intensità quella che attorno alle 16 del pomeriggio di oggi domenica 5 dicembre, si è affacciata sull’Altopiano dei Sette Comuni portando sicuramente un gradito effetto coreografico ma anche non pochi disagi.

La nevicata, breve ma appunto particolarmente copiosa, ha accumulato in poco più di un’ora diversi centimetri al suolo cogliendo alla sprovvista non pochi avventori giunti nelle località altopianesi per gustare l’aria natalizia dei mercatini entrati ormai nel vivo.

A peggiorare la situazione il fondo stradale ghiacciato: macchine non sempre equipaggiate con gomme termiche o catene come da obbligo in vigore dal 15 novembre, si sono trovate quindi in panne nelle principali arterie del comprensorio ostacolando il regolare deflusso del traffico di rientro nonchè il lavoro dei mezzi spartineve.

Sul posto anche i Vigili del Fuoco intervenuti loro malgrado per soccorrere gli improvvidi automobilisti: “Quando certi avventurieri della domenica” – si sfoga con la consueta schiettezza il Sindaco di Gallio Emanuele Munari –  “senza gomme termiche e catene a bordo, sfidano la sorte e il meteo…ostacolando i mezzi sgombraneve e mettendo a rischio la propria e l’altrui incolumità… queste sono le conseguenze. Ringrazio e chiedo anche scusa ai Vigili del Fuoco per averli disturbati oggi causa fenomeni umani”.

Eppure le previsioni parlavano chiaro circa il tempo di questi giorni con fioccate possibili sino a quote medio basse e temperature in discesa. Figuriamoci in montagna.

La donna di Schio aveva lasciato l’auto a Pian delle Fugazze e alla sera non era rientrata

Pian delle Fugazze 12 novembre 2021. Sabato sera attorno alle 22.40 il Soccorso alpino di Schio e quello di Recoaro – Valdagno sono stati attivati su richiesta del Soccorso alpino di Rovereto a seguito della segnalazione del mancato rientro di un’escursionista, partita alle 9.30 dal passo Pian delle Fugazze a Vallarsa, dove aveva lasciato la sua macchina parcheggiata, per un giro verso Campogrosso e il ponte di corde Avis e non rientrata.

La donna, 43 anni, di Schio, aveva mandato l’ultimo messaggio a un amico verso le 10, poi il telefono aveva continuato a suonare libero senza risposta. Sotto la pioggia battente, le squadre si sono distribuite lungo i possibili itinerari, da Pian delle Fugazze a Campogrosso, sotto la Sisilla, ponte Avis, sentiero della Loffa, malga Boffental, parte del sentiero del re, sentiero della Croce, Selletta nord ovest.

Sul posto anche i Vigili del fuoco di Schio e un’unità cinofila molecolare, che ha iniziato a guidare il conduttore lungo una traccia. Al vaglio anche le celle telefoniche e le telecamere, sotto la supervisione dei carabinieri. Mentre i soccorritori – oltre venti le persone ritrovatesi sul Pian delle Fugazze – valutavano come procedere nella notte e riprendere con nuove forze all’alba, poco prima delle 3 la donna è stata rintracciata a casa di un conoscente grazie ai controlli sulle celle agganciate dal cellulare, e quindi l’allarme è rientrato.

Valli del Pasubio scivola in un torrente e muore 78enne

Valli del Pasubio 30 ottobre 2021 Di lui non si avevano più notizie da ieri pomeriggio, quando i suoi familiari avevano dato l’allarme: il corpo è stato trovato senza vita nella notte nel greto del torrente. È accaduto a Valli del Pasubio. Il ritrovamento in contrada Scapini, nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre. La vittima è un 78enne del posto. L’uomo era uscito di casa nel pomeriggio senza più farvi rientro. Immediatamente erano scattate le ricerche coordinate dai vigili del fuoco. L’anziano è probabilmente scivolato lungo un sentiero scosceso poco lontano da casa, finendo nel torrente, dove è stato ritrovato dai vigili del fuoco. Il medico del Suem 118 ha solo potuto constatare la morte dell’anziano. La salma è stata recuperata dai pompieri e messa disposizione dell’autorità giudiziaria. Sul posto anche i carabinieri.

Esondazioni ed allagamenti Torri di Quartesolo

Allerta a Vicenza per la piena del Bacchiglione

VICENZA – Dal tardo pomeriggio i vigili del fuoco stanno operando a Vicenza in zona Settecà e Torri di Quartesolo per l’esondazione della roggia  Caveggiara: oltre 20 persone portate in salvo. In alcuni punti l’acqua ha raggiunto oltre un metro allagando i piani  bassi delle abitazioni.  Le squadre intervenute da Vicenza, Verona e Rovigo  con oltre 30 operatori tra cui gli operatori SAF (Speleo Alpino Fluviali) stanno ora operando per portare fuori  dalle abitazioni tutte le persone che si trovano in sicurezza nei piani alti. Le operazioni di soccorso vengono coordinate dal comandante dei vigili del fuoco Giuseppe Costa, che si trova sul posto delle operazioni.

Prosegue il monitoraggio della situazione del maltempo in città da parte del Coc a Vicenza. Al momento quattro strade sono chiuse alla circolazione, con transito consentito ai soli residenti in base all’evolversi della situazione, al fine di consentire l’esecuzione degli interventi in supporto alla cittadinanza da parte della protezione civile. Si tratta di strada di Settecà, dall’incrocio con Strada Padana Superiore verso Padova all’incrocio con via Falcone e Borsellino; strada dei Ponti di Debba, strada delle Caperse e via Cipro. Si raccomanda di limitare gli spostamenti nel quadrante est della città.Questo dopo una notte di allerta quella appena trascorsa a Vicenza, a causa dell’ingrossamento del fiume Bacchiglione che poco prima della mezzanotte ha superato il livello di guardia dei 4 metri e mezzo, arrivando a 4.65. Il passaggio della piena è preannunciato nelle prossime ore. Gli abitanti di Vicenza iscritti al servizio di allerta meteo comunale hanno ricevuto un sms che li invita «In via precauzionale a spostare dagli interrati/cantine delle zone a rischio allagamenti i veicoli e altri beni». 

Alle ore 4 il Bacchiglione a Ponte degli Angeli ha raggiunto quota metri 5,23 in centro a Vicenza. Il livello del fiume potrebbe restare elevato per alcune ore, ma, grazie all’apertura del bacino di laminazione di Caldogno e le attuali previsioni meteo, sembra escludersi un ulteriore innalzamento.  Sindaco e assessori hanno effettuato personalmente sopralluoghi sul territorio insieme con i tecnici comunali. La protezione civile, i Vigili del fuoco e Viacqua sono intervenuti per un allagamento nel piano interrato del Teatro Olimpico, dove sono presenti solo i vani tecnici e i servizi igienici. Al momento non sono state rilevate situazioni di criticità particolari ma, in via precauzionale, sono state installate le idrovore a Ponte degli Angeli, allo stadio e dietro al Tribunale nuovo. Come previsto dal piano comunale di emergenza, sono stati posizionati i sacchi di sabbia nei punti di distribuzione stabiliti.

L’apertura del bacino di Caldogno

L’apertura, per la prima volta dalla sua realizzazione, del bacino di laminazione di Caldogno ha scongiurato un nuovo rischio alluvione per la città di Vicenza, com’era avvenuto invece nel 2010, quando finirono sott’acqua gran parte della provincia e anche molti comuni del Padovano. Il bacino di Caldogno è una delle più grandi opere idrauliche realizzate in Italia, completato nel 2016 e sinora non era stato utilizzato. Ieri sera il Bacchiglione, che attraversa il centro della città del Palladio, aveva superato a mezzanotte a Ponte degli Angeli il livello di guardia di 4 metri e mezzo salendo poi velocemente fino a 5 metri e 25. Nella nella notte i tecnici hanno proceduto con l’apertura del bacino che ha poi favorito un graduale abbassamento del livello del Bacchiglione.. Stamane così il pluviometro di ponte degli Angeli, è sceso sotto il livello di guardia. 

Previsioni

Il meteo prevede che anche nelle prossime ore continuerà a nevicare in maniera copiosa sopra i 1000-1500 metri, mentre sotto i 1000-1500 metri si prevedono piogge intense per tutta la giornata di oggi. Questo significa che essendo caduti già più di 300 mm di pioggia il rischio idraulico e geologico è concreto in varie zone del Veneto, nello specifico in Provincia di Belluno, nella parte alta della provincia di Treviso, nel Veneto Orientale e nell’alta provincia di Vicenza.

Distrutto dal fuoco deposito rotoballe

Torri di quartesolo 28 novembre 2020 .Dalla notte di sabato, mezz’ora dopo la mezzanotte, i Vigili del fuoco stanno operando in via Adige a Marola di Torri di Quartesolo, all’interno della proprietà agricola di un agriturismo per l’incendio di oltre 300 rotoballe di fieno: nessuna persona è rimasta ferita .All’arrivo delle squadre dei pompieri il rogo era completamente generalizzato. I vigili del fuoco accorsi da Vicenza, Schio e con i volontari di Recoaro Terme e di Thiene con 3 autopompe, 2 autobotti e 18 operatori nel momento di massima intensità, hanno iniziato lo spegnimento del foraggio depositato sotto una tensostruttura e all’aperto per un totale di circa 1500 quintali di foraggio .Le cause del rogo sono al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Sulle cause del rogo sono in corso le verifiche da parte dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Le operazioni di spegnimento e bonifica della zona sono proseguite anche nella mattinata di sabato.