Prudenza e diligenza non bastano più

La foto dal luogo dell'indicente, fonte Gazzetta di Modena

Modena 12 dicembre 2013 Travolta sulle strisce dai vigili del fuoco

La ventenne in Neurorianimazione: aveva le cuffiette, ha attraversato senza udire la sirena dell’autopompa che sfrecciava

Marija Kitanowski, vent’anni, origine serbe, studentessa. Verso l’una, sta aspettando il verde al passaggio pedonale. È quello sulla trafficata via Giardini, all’altezza dell’ampio incrocio con Jacopo Barozzi. Fa freddo, la ragazza si è avvolta una sciarpa al collo: ieri mattina aveva scelto la compagnia delle cuffiette, un po’ di musica mentre si cammina, mentre ci si sposta a piedi. Marija ascolta musica, attende che il suo semaforo, quello per i pedoni, diventi verde. Vede che alla sua sinistra in attesa c’è un autobus pieno di studenti, la situazione è del tutto normale, come deve essere in prossimità di un semaforo. Scatta il verde. Lei procede, passa senza indecisioni, sta per raggiungere lo spartitraffico che divide in due la Giardini nei sensi di marcia. Un altro passo e sarebbe arrivata. In quell’istante, a sirene spiegate e con il lampeggiante, passa una camionetta dei vigili del fuoco. È un’autopompa con quattro vigili chiamati ad intervenire con urgenza in largo Garibaldi, dove era stata segnalata una fuga di gas. Passava veloce, gli altri mezzi si erano accostati proprio per farla passare, avendo sentito da tempo la sirena. Forse anche il bus era a lato della strada proprio per quel motivo. La camionetta passa, la ragazza non sente perché ha le cuffiette, un botto, Marija vola lontano sull’asfalto. È stata centrata dalla parte anteriore sinistra dell’automezzo dei pompieri, a testimoniare che è stata davvero una questione di secondi e di metri. Scattano i soccorsi, dal bus scendono tanti studenti, per terra resta la sciarpa con le cuffiette. L’ambulanza sfreccia con al ventenne e raggiunge l’ospedale di Baggiovara. Marija è in gravissime condizioni nel reparto di Neurochirurgia.


Pedoni e utilizzo di cellulari e cuffie ( fonte Regione Veneto – Comune di Verona )

Con la diffusione dei riproduttori digitali di musica, dagli iPod agli smartphone, sempre più pedoni (ma anche ciclisti) indossano durante i loro spostamenti auricolari e cuffie create proprio per eliminare i suoni della strada.

Se per gli automobilisti ormai è cosa nota che distrarsi mentre si guida può essere fatale, non lo è altrettanto il fatto che la distrazione può risultare pericolosa anche mentre si pedala o si cammina per strada.

Oltre alla distrazione, anche l’impossibilità di ascoltare i suoni dell’ambiente circostante e la privazione sensoriale che ne deriva, risulta il fattore determinante l’aumento dei sinistri in cui sono coinvolti pedoni muniti di cuffie.

L’aumento di casi simili negli ultimi anni appare proporzionale alla crescente popolarità delle nuove tecnologie di riproduzione musicale con cuffie, ed il fenomeno risulta in tale crescita che la Germania ha realizzato sulle proprie strade dei semafori a terra per pedoni distratti.In Europa quasi una persona su cinque è un pedone distratto (distracted walkers) e recenti indagini ci informano che sono più di mille le vittime coinvolte ogni anno in incidenti stradali la cui causa sembra essere la distrazione dettata dall’uso di cellulari e dispositivi tecnologici: per arginare questo fenomeno c’è chi invoca l’introduzione di sanzioni per le persone che attraversano la strada mentre chattano (text walking) o fanno uso di cuffie, come quelle che puniscono chi telefona mentre guida.

Due i concetti sui quali si richiama l’attenzione di tutti gli utenti della strada, siano pedoni o ciclisti:

  1. camminare per strada ascoltando musica ad alto volume con le cuffie o distrarsi utilizzando lo smartphone impedisce di percepire i rischi dell’ambiente circostante;
  2. isolarsi utilizzando cuffie insonorizzate per giocare oppure utilizzare le app preferite mentre si cammina per strada allontana dal mondo reale e dai molti rischi ai quali si è esposti, adottando per distrazione comportamenti pericolosi o anche per evitare gli errori degli altri. 

27 luglio 2021 Prudenza e diligenza non bastano: condannato un soccorritore

Le regole di guida in emergenza valgono anche per i Vigili del Fuoco, e la condanna di un effettivo dell’Emilia-Romagna apre il campo a diversi rischi, con un cambio di passo sull’interpretazione della “prudenza e diligenza”. Vi spieghiamo perché serve la “preveggenza”.

E’ stata confermata dalla Cassazione la condanna per lesioni personali ad un soccorritore Vigile del Fuoco che, durante un viaggio verso un’emergenza – con sirene e lampeggianti accesi – ha investito un pedone. Nonostante fosse in emergenza, nonostante viaggiasse rispettando i limiti con prudenza e diligenza, è stato condannato. Perché?

Ancora una condanna in Cassazione per l’autista di un mezzo di emergenza

La notizia è di pochi giorni fa ed è stata rilanciata da Responsabile Civile. L’iter giuridico di questa condanna è contorto e articolato. Il conducente del mezzo di soccorso – un Vigile del Fuoco a bordo di una APS – durante un servizio con lampeggianti e sirene accese ha invaso la corsia di sinistra di una strada urbana, per evitare dei veicoli fermi sulla corsia di marcia dove era presente un semaforo rosso. Un pedone, non avvedendosi dell’arrivo dell’autopompa, ha attraversato le strisce pedonali sull’intersezione proprio mentre il mezzo stava arrivando, restando però nascosto fino all’ultimo momento da un autobus fermo in sosta, che stava facendo scendere i passeggeri. L’impatto è stato inevitabile, e in primo grado la giustizia aveva dato ragione all’autista del mezzo di soccorso, dichiarandolo innocente. Secondo il primo giudice che ha valutato il caso infatti non c’è reato, escludendo i profili di colpa specifica e generica. L’autopompa dai rilievi stava rispettando i limiti vigenti, il Vigile del Fuoco ha fatto affidamento sul rispetto da parte dei veicoli fermi di lasciargli la dovuta precedenza (rispetto violato dal pedone, in considerazione delle cuffie usate per ascoltare la musica che aveva sulle orecchie). Rimaneva solo il problema della visuale, ostruita ad entrambi dall’autobus fermo. Secondo la sentenza di primo grado, che assolveva il Vigile del Fuoco, nemmeno alla velocità di 20 kilometri all’ora sarebbe stato possibile evitare l’impatto. 

Il ribaltamento in Appello: affidarsi agli altri non basta

Nonostante l’assoluzione piena, la Procura e le parti civili si erano rivolte in appello al tribunale superiore di Bologna, dove il giudizio era stato ribaltato: il conducente del mezzo di soccorso – ha rilevato la corte, in una disamina più di diritto che di sostanza – anche laddove impegnato in un servizio di emergenza, non può creare situazioni di pericolo e deve tenere conto di particolari situazioni createsi durante la circolazione, siano esse di traffico o generate per altri motivi. Nel caso di specie la corte d’Appello ha ribaltato il giudizio perché proprio in considerazione della scarsa visuale, prima di immettersi sull’incrocio e di passare sulle strisce pedonali, l’autista Vigile del Fuoco avrebbe dovuto verificare l’assenza di pedoni (che avevano luce verde per attraversamento). Secondo la corte i pedoni potrebbero non aver percepito il transito dei mezzi di soccorso. Inoltre l’autista avrebbe dovuto prevedere la presenza di potenziali attraversatosi, essendo un giorno feriale, alle ore 13, ed essendo in sosta proprio un autobus in quel momento. 

La Cassazione è un giudice di legittimità: in futuro questa sentenza farà scuola

Il ribaltamento, ovviamente, non è andato giù alla difesa dell’imputato. Per questo motivo è scattato un ricorso in Cassazione per una piena e chiara interpretazione dell’articolo 177 del codice della strada, che riguarda nello specifico proprio la condotta dei mezzi e il tema della “prudenza e diligenza”. Che cosa significano? Purtroppo la massima corte di giustizia italiana ha confermato la sentenza di appello, sottolineando come l’interpretazione dell’articolo 177 comma 2 sia giusta quando avviene in modo restrittivo. Nel caso di specie, c’erano le seguenti condizioni:

  • Strada molto trafficata
  • Presenza di un incrocio con passaggio pedonale ampio
  • Luce semaforica rossa per il mezzo di soccorso e verde per i pedoni
  • Ingombro del bus di trasporto fermo sulla corsia adiacente
  • Blocco del traffico causato dal bus
  • Impedimento della visuale ai pedoni in un’ora di punta di giorno feriale

Secondo la Corte bisognava prevedere il passaggio di persone in attraversamento.

La presenza di un intervento di emergenza in atto che costringeva l’autista del mezzo di soccorso a violare il codice della strada, non doveva superare la regola della comune prudenza. Regola che doveva imporre di verificare che nessun pedone avesse iniziato o proseguito l’attraversamento. Secondo la Corte di Cassazione in quel frangente “prudenza e diligenza” avrebbero consigliato di rallentare a passo d’uomo o fermare il mezzo di soccorso, a causa delle troppe variabili in gioco. 

Dalla prudenza alla preveggenza: perché?

Allora il giudice di primo grado ha interpretato male l’articolo 177? Secondo la Cassazione si. Il comma 2 di questo articolo dice chiaramente che prudenza e diligenza devono appartenere all’autista del mezzo di soccorso, sia esso sanitario, dei Vigili del Fuoco o delle Forze dell’Ordine. Non si può fare affidamento sul rispetto da parte degli altri utenti della strada dell’obbligo di lasciare libero il passo, atteso che anche per essi vale la regola della prudenza e della diligenza. L’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui, purché rientri nel limite della prevedibilità. Secondo la corte infine, il giudice di primo grado non avrebbe inserito nella sua previsione anche la presenza dell’ingombro dell’autobus, una circostanza che – riducendo la visuale – avrebbe dovuto imporre maggiore prudenza. 

Il Vigile del Fuoco quindi è stato condannato per Lesioni personali, articolo 590 del codice penale, e al pagamento di 1.400 euro di spese processuali. La sentenza apre con ogni probabilità alla istituzione di un processo in sede civile, che rischia di diventare un caso di specie dalle conseguenze davvero gravi per chi si occupa di guida in emergenza. La prevedibilità di un evento è uno dei punti di maggiore difficoltà per qualsiasi situazione di guida in emergenza.

Maltempo, alberi caduti e tetti scoperchiati: notte di lavoro per i vigili del fuoco

8 luglio 2021 Sono stati circa 150 gli interventi dei vigili del fuoco impegnati dal tardo pomeriggio di giovedì alla mattina di venerdì per il forte temporale che ha colpito le province di Vicenza e Verona.

In provincia di Vicenza circa 50 gli interventi dei vigili del fuoco con l’apporto anche delle squadre dei volontari di Recoaro e Thiene per taglio rami, alberi e pali pericolosi, scoperchiato un tetto a Foza. Intervento delle squadre dei vigili del fuoco per ripristinare la strada in località Monte Corno località Castelletto a Calvene per la caduta di alcuni pini di notevole dimensione che isolavano alcune abitazioni. Comuni maggiormente interessati dal maltempo: Asiago, Gallio, Foza, Schio, Rosà, Bassano del Grappa, Valli del Pasubio, Isola Vicentina, Vicenza.

A Verona il dispositivo di soccorso dei vigili del fuoco è stato rinforzato con il richiamo di personale libero del servizio. Oltre 100 le operazioni di soccorso per taglio alberi e rimozione oggetti pericolanti. Comuni maggiormente interessati: Mozzecane, Villafranca, Verona San Martino Buon Albergo.

Presente con 2 squadre anche il distaccamento di Recoaro per tutta la notte , bravi ragazzi, come sempre in forza , complimenti anche ai nuovi volontari che hanno rotto il ghiaccio .

Schio , vasto incendio sul Novegno

Ripartiti di notte alcuni focolai sul Novegno | Schio

Schio 15 aprile 2020 Con la Protezione Civile che lavora senza sosta da quando è esplosa l’emergenza covid , al piromane è venuto in mente, nel pomeriggio di oggi, mercoledì 15 aprile, di appiccare ben 5 focolai, che stanno tenendo impegnati e mettendo a dura prova i Vigili del Fuoco.

Si tratta di 5 lingue di fuoco accese in punti ben distanziati, proprio per fare danno e con il vento che si registra da un paio di giorno, le fiamme stanno facendo presto a propagarsi.

I pompieri stanno spegnendo i roghi prima che faccia buio e della situazione è stato subito informato il sindaco Valter Orsi, che è andato su tutte le furie. “Chi ha commesso questo gesto è un grande imbecille, un incivile, un frustrato, un delinquente, che non sta tenendo conto di quanto il territorio stia patendo a causa dell’emergenza covid-19 – ha dichiarato il primo cittadino scledense – E da quanto mi è stato riferito, ha agito con spregiudicatezza, appiccando il fuoco in zone ben distanziate, ma per guadagnarsi la via di fuga e non correre rischi di non rimanere intrappolato. I nostri Vigili del Fuoco stanno lavorando incessantemente, ma c’è da tenere in conto l’impegno della Protezione Civile e dei suoi volontari, che sono impiegati attualmente nell’emergenza sanitaria, che stanno affrontando con uno spiegamento di forze che li sta mettendo a dura prova. Per questo – ha concluso Orsi – definisco il piromane, che ha agito sul Novegno, un grande imbecille, che spero venga individuato e arrestato”.

Aggiornamento 20.00

Con l’aiuto di due autocisterne e un’autobotte agricola si sta trasferendo sul Novegno acqua per riempire le vasche che servono all’approvvigionamento dell’elicottero. “Grazie ai tre cittadini che ce li hanno prestati per questa emergenza”, ha sottolineato Orsi, che ha anche ipotizzato la necessità dell’arrivo di un ulteriore elicottero domattina.

Aggiornamento 22.10

E’ quasi completamente spento l’incendio che dal pomeriggio di mercoledì 15 aprile è divampato nel monte Novegno a Schio. Uno spiegamento di forze per domare le fiamme, sviluppate in numerosi focolai, appiccati volontariamente da qualcuno. “Fondamentale il supporto di cittadini che ci hanno prestato i mezzi per i rifornimenti dell’acqua – ha evidenziato il sindaco Orsi – Un lavoro grandioso da parte di Vigili del Fuoco e Protezione Civile. Sono stati fantastici”.

Ancora fiamme sul Monte Novegno.

Stanotte sono ripartiti alcuni dei focolai dell’incendio, molto probabilmente doloso, che ha interessato il bosco nella zona sopra Santa Caterina e nell’area di Forte Rione, tra Schio e Torrebelvicino.I vigili del fuoco del distaccamento scledense, intorno alle 2, sono tornati sulla montagna, dando il via alle operazioni per lo spegnimento, rese difficili dalla pendenza del terreno. Sul monte sono tornati anche i volontari della protezione civile Alto Vicentino Pasubio, i quali stanno proseguendo con le attività di bonifica.

Nel frattempo, continua la caccia ai piromani da parte dei carabinieri forestali della stazione di Schio.

Rogo su Cima Marana bruciano venti ettari

Incendio su Cima Marana: in fiamme 20 ettari di bosco

Valdagno 11 aprile 2020 Un’alta colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, sta creando allarme per la vastità del rogo. I pompieri, intervenuti nel primo pomeriggio, si sono avvalsi del supporto di un Canadair decollato da Genova

Allarme per un incendio in corso dal primo pomeriggio di sabato a Cima Marana nel comune di Crespadoro, nell’alta valle del Chiampo. Le fiamme hanno interessato 20 ettari di bosco, in una zona estremamente impervia.“

Le squadre intervenute da Arzignano, Schio, Vicenza e Padova con un’autopompa, tre autobotti e un modulo antincendio boschivo stanno lavorando per l’estinzione delle fiamme. Le autobotti dei pompieri stanno operando a supporto dell’elicottero dell’antincendio boschivo regionale per il rifornimento idrico delle vasche.

Alle 18.30 sul target dell’incendio anche un Canadair dei Vigili del fuoco decollato da Genova, con una capacità di carico di 6 mila litri d’acqua, e due elicotteri, uno della Regione e uno dei Vigili del Fuoco, dotati di serbatoi da 800 litri ciascuno.

“Il nostro servizio di antincendio boschivo, con il supporto dei Vigili del fuoco, è intervenuto con tempestività – spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin – Stiamo incontrando qualche problema con l’approvvigionamento di acqua – conclude Bottacin – che non ci impedisce comunque di circoscrivere l’incendio e procedere nell’opera di spegnimento che però difficilmente potrà concludersi entro stanotte. Rimaniamo costantemente in contatto con il sindaco di Crespadoro e l’area interessata sarà presidiata da terra fino a domattina”.

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Brucia ditta stoccaggio rifiuti: allarme rientrato

Incendio nella ditta di rifiuti, al lavoro tutta la notte ...

Montebello Vicentino Giovedi 2 aprile 2020 ORE 20 Un grosso incendio è divampato questa sera verso le 19.30 in una ditta di stoccaggio di rifiuti industriali in via Lungo Chiampo a Montebello Vicentino. Si tratta della Futura Srl. Sono intervenuti i vigili del fuoco con dieci mezzi, i tecnici Arpav e i carabinieri. In supporto anche tre mezzi dei pompieri dalla provincia di Verona. Una densa colonna di fumo nero è visibile a chilometri di distanza

AGGIORNAMENTO ORE 21.55 Proseguono le operazioni da parte dei vigili del fuoco. L’incendio è divampato all’interno di un capannone, nella parte centrale, e al momento è sotto controllo. Sul posto circa una trentina di pompieri con otto automezzi da Vicenza e provincia e i rinforzi arrivati dal veronese. Un mezzo dell’azienda sta portando all’esterno il materiale dove si è sviluppata la combustione. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza proseguiranno presumibilmente per tutta la notte.

L’assessore regionale Bottacin precisa: «L’incendio di Montebello è sotto controllo. I vigili del fuoco stanno continuando le operazioni di spegnimento e di smassamento. Arpav ha prelevato i campioni dell’aria e il sindaco ha emesso l’ordinanza di mantenimento di porte e finestre chiuse vietando il prelievo di ortaggi».

VENERDÌ 3 APRILE

ORE 7.30  Sono proseguite tutta la notte le operazioni di spegnimento del capannone della ditta Futura di trattamento e stoccaggio rifiuti di via Lungo Chiampo a Montebello. L’incendio è divampato intorno alle 19:30 di giovedì sera, con lo sviluppo di un’alta colonna di fumo visibile a chilometri di distanza, che ha allarmato i cittadini. I vigili del fuoco arrivati da Arzignano, Vicenza, Caldiero e Verona con tre autopompe, tre autobotti, un carro schiuma, un carro aria e 30 operatori coordinati dal funzionario di guardia e il capo servizio hanno iniziato le operazioni di spegnimento, che hanno coinvolto la parte centrale del capannone. A bruciare materiale secco in lavorazione che la ditta assembla in un prodotto combustibile per stufe. Alle 22, il rogo è stato messo sotto controllo dall’intenso lavoro dei pompieri, grazie anche alla compartimentazione del capannone, che ha bloccato l’estensione dell’incendio all’intera struttura. Stanno ora proseguendo le operazioni di bonifica iniziate ieri sera  con lo svuotamento del capannone del materiale interessato dall’incendio grazie all’ausilio  di una pala gommata dell’azienda. Le operazioni si concluderanno presumibilmente nella giornata odierna con la valutazione statica delle strutture e la messa in sicurezza del capannone. Le cause dell’incendio sono al vaglio degli operatori dell’ufficio di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco di Vicenza.

AGGIORNAMENTO ORE 14 E’ stata revoca l’ordinanza precauzionale del sindaco di Montebello, Dino Magnabosco, emessa nella serata di giovedì a seguito dell’incendio dello stabilimento della Futura srl di via Lungochiampo con cui si raccomandava alla popolazione di rimanere in casa e di chiudere tutte le finestre. Resta tuttavia valida la parte in cui per i prossimi quindici giorni si raccomanda ai cittadini di lavare accuratamente frutta e ortaggi provenienti dai propri orti e giardini.

Il sindaco di Montebello, Dino Magnabosco, raccomanda a tutti i cittadini «di restare in casa e chiudere le finestre». Analoghi inviti sono arrivati anche dai sindaci di diversi Comuni della zona.

 

 

 

GIOVEDÌ 2 APRILE 

 

 

 

 

(LE FOTO DEI LETTORI).

 

Il sindaco di Montebello, Dino Magnabosco, raccomanda a tutti i cittadini «di restare in casa e chiudere le finestre». Analoghi inviti sono arrivati anche dai sindaci di diversi Comuni della zona.

Cade e finisce nel torrente

Valdagno 2 febbraio 2020 Dramma intorno alle 13 in contrada Pregrassi, a Valdagno. Un 57enne è morto mentre stava tagliando alcune piante sotto il piano stradale della Sp45. L’uomo è caduto, rotolando lungo il pendio e finendo riverso dentro un piccolo torrente.Il personale medico del Suem 118 ha solo potuto constatare la morte del 57enne, residente nella stessa contrada. L’uomo potrebbe essere scivolato durante i lavori, ma non si esclude che a causare la caduta possa essere stato un malore. Dopo il nulla osta del magistrato il corpo è stato imbarellato e portato fino in strada dai vigili del fuoco. Le operazioni di soccorso sono terminate intorno alle 16.

 

“Accerchiati, tiravano bottiglie”: i balordi contro i vigili del fuoco

Milano 1 gennaio 2020

I pompieri sono stati assaliti in via Gola. Erano intervenuti per spegnere un incendio in mezzo alla strada. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha permesso ai vigili del fuoco di terminare il loro lavoro

“Ci hanno accerchiato….tirato bottiglie e rubato le chiavi dell’autopompa, non permettendoci di fare il nostro lavoro. Solo l’intervento delle Volanti della PS e una Botte a supporto ci ha permesso di spegnere l’incendio di rifiuti buttati in mezzo alla strada”. La folle aggressione nei confronti dei pompieri intervenuti qualche minuto dopo la mezzanotte in via Gola, poco lontano dai Navigli, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I vigili del fuoco erano intervenuti questa notte per spegnere il rogo di alcuni rifiuti gettati in mezzo alla via, forse lanciati in seguito ai bagordi fatti durante i festeggiamenti per l’ultima notte dell’anno.

L’aggressione ai Vigili del fuoco

Un gruppo di persone li ha però accerchiati e aggrediti, lanciando bottiglie e perfino rubando le chiavi dell’autopompa. Impedendo così ai pompieri di poter svolgere il loro lavoro. Una zona non facile quella di via Gola, nella periferia milanese, dove si è svolta ieri l’aggressione. Tanto da portare i vigili del fuoco a essere spesso accompagnati e scortati da agenti e militari. La scorsa notte però forse è mancato il tempo materiale per richiedere l’aiuto delle forze dell’ordine. Hanno quindi deciso di andare sul posto da soli, senza scorta. Appena arrivati sono stati accerchiati e attaccati. I vigili del fuoco non hanno quindi potuto svolgere il loro lavoro in breve tempo.

La necessità di chiedere i rinforzi

Prima di riuscire a spegnere le fiamme, che stavano continuando a espandersi, mettendo a repentaglio l’incolumità di residenti e abitazioni, hanno dovuto chiedere aiuto ai rinforzi. Ritardando quindi anche le operazioni necessarie a domare l’incendio. Quando sono arrivate le macchine della polizia, gli agenti intervenuti sono riusciti a riportare la situazione alla normalità, consentendo così ai pompieri di svolgere il loro lavoro. Come spiegato nel post sulla pagina Facebook: “Solo l’intervento delle volanti della polizia e un’altra autobotte a supporto ci hanno permesso di spegnere l’incendio di rifiuti buttati in mezzo alla strada subito dopo la mezzanotte”.

Tanti i commenti su Facebook

Tanti, tantissimi i commenti a supporto dei pompieri. Molti hanno voluto esprimere il loro sgomento per quanto avvenuto. Un utente ha scritto: “Ma come si fa a toccare gli uomini di un corpo che ti toglie dalle macerie e tira fuori da una macchina accartocciata, ti viene a prendere sopra a un tetto se sei in pericolo…..!!”. Vergognoso è stato il termine maggiormente usato per descrivere il terribile fatto.

Calendario 2020

cal pompieri

Ciao a tutti anche quest’anno con grande sforzo siamo riusciti a fare il calendario , non proprio come volevamo , ma l’importante era farlo , ora è disponibile . Vi ricordo che il calendario non è in vendita e che l’offerta rimane libera , ricordando che l’incasso verrà usato per acquistare materiale e strumenti per aumentare la capacita del nostro servizio tecnico urgente . Grazie a tutti.

Donna scomparsa Valdagno

laura

Piccole Riflessioni 

Un ringraziamento a tutti quanti hanno collaborato a questa , missione , a chi ha coordinato , ha chi ha camminato , a chi si è prodigato in questa ricerca …a chi con fedeltà e passione porta avanti tutta la macchina di soccorso , un dispiegamento di forze , uomini animali e mezzi , con un obbiettivo unico , ritrovare la persona persa …in questo caso Laura , non occorre elencare chi e come…questa e la dimostrazione che insieme si può fare bene. 

Distaccamento Vigili del fuoco volontari di Recoaro Terme

VALDAGNO 25 Agosto. È stato il marito a dare l’allarme, dopo che sabato verso mezzogiorno al suo ritorno a casa non ha più visto la moglie. I parenti hanno provato più volte a contattare Laura senza successo. Ha lasciato a casa documenti, portafoglio e cellulare e non ha il suo amatissimo cagnolino con sé, come era solita fare quando usciva.

Il marito ha subito iniziato a cercare nei dintorni dell’abitazione, che si trova lungo la strada provinciale che porta al passo Zovo, ha poi chiesto ai vicini e parenti se avessero visto la moglie. La ricerca è stata vana e si visto costretto a dare l’allarme.

Ore 8. Ore di angoscia per i familiari e i residenti di Novale. Laura Zordan, 63 anni, casalinga, sparita da casa verso mezzogiorno di sabato, non si trova. Sono continuate tutta la notte e stanno proseguendo anche questa mattina le ricerche della donna. Si stanno setacciato il fondovalle e i boschi della zona intorno a Novale.

Le squadre dei vigili del fuoco con l’aiuto dei droni, delle unità cinofile della Protezione civile e dell’Ana, e i carabinieri sono sul posto. L’area dove la donna è scomparsa viene perlustrata anche con un elicottero.

26 agosto 2019 . Ore 12. Confusa, disorientata ma in buone condizioni di salute. È stata ritrovata poco fa, intorno alle 12, la donna di 63 anni scomparsa sabato a mezzogiorno dalla sua abitazione di Novale.

A ritrovarla, vicino a casa, sono stati i volontari e le forze dell’ordine impegnati da due giorni nelle ricerche partite subito dopo la segnalazione della scomparsa.

Le ricerche, ricordiamo, erano scattate su tutta l’area di Novale e zone limitrofe 24 ore fa, quando il marito di Laura Zordan aveva lanciato l’allarme.

Dopo ore di angoscia e numerose squadre di volontari, vigili del fuoco, carabinieri, all’opera anche durante le due notti scorse, finalmente il lieto fine e un sospiro di sollievo per i familiari e gli amici.

REPORT PROTEZIONE CIVILE VALLE DELL’AGNO

In merito al ritrovamento della Sig.ra Laura, nostra compaesana, si voleva encomiare il grande lavoro di regia svolto dal corpo dei Vigili del Fuoco dove fin da subito hanno impiegato uomini, unita’ cinofile, utilizzato mezzi come droni a rilevamento notturno, un elicottero nonché la coordinazione nelle ricerche delle squadre di nostri volontari e cinofili.
La minuziosa ricerca si è conclusa questa mattina con il ritrovamento della Sig.ra Laura da parte dei Vigili del Fuoco. Questa operazione che ha coinvolto tutti dai VVFF, Carabinieri, 118, Volontari e compaesani ha dimostrato che l’unione fa la forza e il grande cuore di tutti abbraccia la Sig.ra Laura. Bentrovata.