Valle Agno Emergenze 2.0

L'immagine può contenere: 8 persone, tra cui Erik Umberto Pretto, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'aperto

Non si fa il proprio dovere perchè qualcuno ci dica grazie , lo si fa per principio, per se stessi… per la propria dignità. Otiana Fallaci

Oggi sabato 21 settembre 2019 a “Valle agno emergenze 2019” i vigili del fuoco volontari di Recoaro Terme si sono presentati alle scuole ed alla cittadinanza della vallata dell’agno lanciando la campagna reclutamento aspiranti volontari 2019/2020. Per l’occasione è passato per un saluto istituzionale l’On. Pretto che ringraziamo per il tempo dedicatoci!

Anche quest’anno noi del Distaccamento Vigili del Fuoco Volontari di Recoaro Terme siamo stati presenti a Valdagno con Valle Agno Emergenze , ringraziamo , chi ci ha dato questa possibilità tutte le Associazioni presenti che con grandissima professionalità donano il loro tempo a questa grande macchina sempre pronta nelle emergenze , ricordo inoltre la nostra campagna reclutamento volontari , ringraziando anticipatamente chi volesse entrare a far parte di questa grande famiglia del Corpo nazionale Vigili del Fuoco

 

Il pompiere paura non ne ha

” IL POMPIERE PAURA NON NE HA ”

Quante volte l’abbiamo sentito questo ritornello; i primi tempi la cantavamo durante il corso di formazione, sul pullman a fine addestramento. Un classico che si ripete ad ogni corso.

Poi cresci, giri caserme, conosci colleghi, cambi realtà.. ma quella canzone non ti abbandona mai, te la senti cantare per strada da ragazzi che ti fissano mentre stai sul mezzo fermo al semaforo, dai bambini e dalle scolaresche che vengono a trovarti in caserma; una strofa che ci fa sentire tutti un po’ più “uomini duri”. E tutto passa con un sorriso.

La verità però è che il pompiere di paura ne ha. E pure tanta.

– Ha paura quando si trova dentro a un appartamento che brucia e rimane solo perché il collega che è entrato con lui sta finendo la bombola e deve uscire.

– Ha paura quando in un locale invaso dal fumo la sua lampada non illumina più lontano delle sue mani.

– Ha paura quando suona la campana e all’interfono sente annunciare che dentro la macchina incidentata ci sono persone incastrate.

– Ha paura quando sale sul mezzo e mentre si veste deve ripassare nella mente la procedura più veloce e più sicura da adottare per quell’intervento.

– Ha paura quando entra in un appartamento pieno di gas che non si capisce da dove proviene.

– Ha paura quando si deve arrampicare per andare a soccorrere al 6° piano di un palazzo che non conosce, in una zona nuova, di una città che non è la sua, qualcuno che non ha mai visto prima.

– Ha paura quando entrato in un appartamento l’esplosimetro suona all’impazzata.

– Ha paura di vedere la paura negli occhi dei medici, quando gli dicono che non c’è più niente da fare.

– Ha paura quando non sa cosa rispondere a chi gli chiede come sta il figlio, il cugino, il nonno, il genitore o l’amico…

Ha paura. Ma è la paura a gestire la calma nel nostro lavoro. È lei che ci governa, che ci segnala i pericoli e che in qualche modo ci protegge da essi.

Perché tutti hanno paura, alcuni l’hanno avuta, alcuni l’avranno, altri fanno finta di non averla. Ma senza paura, non saremmo pompieri.

Quindi il pompiere paura ne ha, solo che ha deciso di combatterla, ogni giorno.

#vigilidelfuoco

Pompieri senza addetti

IMG_20190825_133732

Fino a poco tempo fa la situazione era molto grave ora il problema diventa la sicurezza del Vigile del fuoco”. Si fa sempre più critica la situazione relativa alle condizioni di lavoro dei Vigili del fuoco in servizio al comando di Vicenza.

Il segretario provinciale di Conapo Moreno Bevilacqua fa sapere che: “La sede centrale di Vicenza è con forza lavoro di 8 operatori su 13 previsti come minimo. Il distaccamento di Lonigo, con forza minima prevista di 5 unità, vede in servizio 3 soli Vigili del fuoco. In un territorio come il Vicentino, molto antropizzato, molto industrializzato, con una viabilità importante e con un orografia particolare, non è accettabile continuare ad avere questi numeri in servizio di soccorso. (Ricordo solo il recente incendio alla Isello Vernici, di competenza del distaccamento di Lonigo). Questa situazione, è dettata da scelte scellerate dell’amministrazione a vari livelli”.

“Come Organizzazione sindacale chiediamo all’amministrazione centrale di porre più attenzione al comando di Vicenza e al Veneto tutto – sottolineano il sindacato – Provincia e regione completamente dimenticate dal Dipartimento dei Vigili del fuoco”.

“Fino a poco tempo fa la situazione era molto grave, poiché si rischiava di non riuscire a portare soccorso al cittadino e, in eventi eccezionali si rischiava l’infortunio del personale costretto a ritmi estenuanti – conclude Bevilacqua – Ora, non mi vergogno a dirlo, il problema principale, diventa proprio la sicurezza del Vigile del fuoco”.

 

Ponte Morandi

57019418_10217255165884581_8880017679604252672_n

“ Fu una telefonata.
La sua voce e quella lucidità atroce: “ Papà, mi è caduto il Ponte del Polcevera davanti. Corri qui. È una catastrofe”.
Sono Marco, sono un pompiere. A quelle parole di mio figlio, Emilio, anche lui vigile del fuoco, scattai. Andai in aeroporto e formai una squadra di cinque uomini compreso me: mi mancavano alla pensione solo 18 giorni. Molto probabilmente sarebbe stata l’ultima missione. E non avrei mai immaginato fosse a Genova-dentro quel suo petto, nella sua gabbia toracica.

Alle 13:00 ero li sotto, sotto l’ex viadotto Morandi. Al Comando del Cratere, la stazione provvisoria dei pompieri nei luoghi del disastro, presi ordini e mi assegnarono a un punto ben preciso.

Mi chiamo Marco e sono un Vigile del fuoco.
Ero assegnato al greto del Polcevera, sotto il pilone riverso- la gola del Morandi impiccata a testa in giù. Mi guardai attorno. Non era la prima volta che vedevo i frangiflutti di una tragedia. Ma lì c’era qualcosa di inedito. Le architetture stralunate, il capovolgimento delle geometrie naturali, un enorme viadotto piantato in un fiume-quelle che una volta erano state le sue braccia sfarzose-adesso alterate in una magnitudo genuflessa e arresa.

Fu un’ Audi bianca. Cofano e tetto schiacciati, una piastra piatta, nessuna forma di auto, orizzontale di inferno. Dentro, quella maglietta colorata. I volti di chi finisce nelle tragedie hanno un codice dell’orrore, quasi comune a tutti: lo sguardo interrotto. Alla stampa che mi intervisto’ dopo, dissi che in quella maglietta colorata, io avevo letto dello stupore. Mi chiesi perché avevo detto quella cosa ai giornalisti.
Ora ho la risposta: era una proiezione, il viso dello stupore era in realtà il mio, il mio sgomento senza spiegazioni.
O forse, io e quella maglietta colorata eravamo semplicemente uniti, vivi e morti, in quel: “ perché ?”. La domanda. Quella domanda.
Scheletrica, abissale, divaricata, spalancata.

Mi chiamo Marco Vedelago, sono un uomo e ho fatto per una vita il Vigile del Fuoco. Lavorai molte ore quel giorno. Non trovai persone vive. Tornai a casa e lasciai che il getto d’acqua della doccia mi lavasse i segni, gli odori, le macchie dell’operazione più difficile della mia vita: il crollo del Ponte Morandi. Pietrificato in una cabina di acqua tiepida, lasciai che sul mio volto scorresse non solo il getto della doccia. Ma che che uscisse anche l’acqua della mia anima-lungo le guance. Nasceva dalle ciglia. E non riuscivo a fermarla più”.

400 Vigili del Fuoco lavorarono per turni e senza sosta nei giorni successivi al 14 Agosto 2018. Con abnegazione e senso del dovere. Salvarono diverse vite umane. E per la psicologia del soccorso- i soccorritori sono vittime di terzo grado- dopo chi ha perso la vita e i loro familiari.

Ricordiamoci dei Vigili del Fuoco quando combattono per i loro diritti.

E il grazie a loro è oltre. E’ senza fine, come la loro umanità.

14 aprile 2019

Sara Tagliente

Campo scuola per i bambini

IMG-20190717-WA0008

Il distaccamento Volontari di Recoaro Terme torna nel campo estivo per i bambini a Rovegliana , vedere gli occhi sgranati ad ammirare il nostro operato , le nostre attrezzature , ci riempie il cuore e tutto questo non ha prezzo.

Ringraziamento

Grazie mille a tutti, in particolare a Andrea, Fabio e Stefania, per la disponibilità e la professionalità dimostrata , i bambini sono stati entusiasti ed emozionati. Siete stati il migliore intervento esterno del nostro centro estivo!

Le educatrici Margherita, Anna e Silvia

IMG-20190717-WA0011