Pinuccio un ” Diverso ma Uguale “

Pinuccio un “diverso ma Uguale “e la famiglia del corpo nazionale 

Un paio d’anni fa qualcuno al Viminale mi disse… “Voi non siete la stessa cosa deglì 20604311_101510097232071_1667659034599776607_neffettivi non siete uguali”. Quel signore era il Sottosegretario al Ministero degli Interni On.le Giampiero Bocci (PD) con delega al Vigili del Fuoco. lo gli risposi “E’  vero , non siamo la stessa cosa, ma facciamo esattamente gli stessi inter­venti e corriamo gli stessi rischi insieme al nostri colleghi effettivi”. Lui non capì e andò dritto per la sua strada.Ma la verità è ineludibile e soprattutto non la ri­scrive la politica o la fantomatica “pressione sin­dacale”. Eccoci quindi purtroppo qui, oggi, a piangere uno di quelli che non sono la stessa cosa, ma che hanno lasciato la propria vita sul­l’intervento purtroppo come è successo agli altri colleghi di Catania qualche tempo prima.Noi,che saliamo sull’autopompa, sappiamo bene che Il grado o Il ruolo non fa Il pompiere ne pur­ troppo ti esime dal rischio … di morire. Il fuoco non fa distinzione, come Il cittadino che chiede soccorso non guarda se sul fregio c’è scritto vo­lontario oppure no. Chissà se questa nuova aria politica espirata dal popolo, nella cabina eletto­rale, toglierà un po’ di presunzione e porterà un po’ di saggezza a chi ci governa. Chissà se un giorno arriverà la giusta attenzione a questi figli di un’unica famiglia, diversi ma uguali, incomin­ciando a portargli un po’ più di rispetto magari da vivi e non da morti. Oggi però sappiamo che dob­biamo continuare a combattere per la nostra so­pravvivenza  ricominciando  dopo  un  colpo durissimo,la scomparsa di un amico,un collega, un figlio e lo dobbiamo fare guardando avanti so­stenendoci su quello che c’è di buono.Il giorno del funerale di Pinuccio La Vigna,nella sua città natale in provincia di Campobasso,riporta i miei ricordi a questi giorni difficili e in particolare a due momenti su tutti che hanno segnato In maniera in­delebile la mia anima più forse ancora della com­memorazione nella chiesa ad Assago di fronte alle massime autorità e ai vigili volontari provenienti da ogni parte d’Italia.La telefonata di quel maledetto venerdì sera men­tre ero a Roma,ad incidente appena avvenuto, con le sue fasi concitate nel tentativo di dare un concreto sostegno ai colleghi e alla famiglia e a far si che la polizza assicurativa a cui Pinuccio aveva aderito tesserandosi con noi,fosse immediatamente operativa. Alle Domenica in distacca­mento con il Capo  del Corpo  Nazionale  lng. Giorni, il Direttore Regionale non ché Comandante Reggente di Milano Pellicano e Il Dirigente ad­detto ovvero il Vice Comandante Abate. DI Pinuc­cio e degli splendidi ragazzi di PIEVE con Il suo capo, Il collega RADAELLI,non mi dimenticherò mai e penso che se ne parlerà ancora a lungo.

Oggi però voglio partavi della grande umanità di­mostrata dai nostri più alti vertici del Corpo Na­zionale In questi giorni e In particolare Domenica prima del funerale di Stato.Pinuccio-La-Vigna

Gioacchino, un Capo del Corpo Nazionale che sicuramente verrà da tutti ricordato per la sua si­gnorilità: un uomo,un gentiluomo.Figlio d’arte con i pompieri nel DNA che domenica non riu­sciva a trattenere la commozione, ferito come un padre che perde un suo figlio. Da papà ha stretto ognuno di loro parlandogli a lungo. Da papà sa­pendo che la famiglia, Il Corpo Nazionle, aveva accusato nuovamente Il colpo a poche settimane da un’altra enorme tragedia, quella appunto di Catania che aveva visto cadere due colleghi per­manenti; ha preso in mano le redini della casa, fa­cendosi sentire ancora più presente e volendo a tutti i costi stringere a se i suoi figli …tutti. Non a caso subito dopo è corso alla sede Centrale di Milano di via Messina. Tutto il personale del Co­mando lo attendeva insieme ai colleghi degli altri distaccamenti volontari. La famiglia stava facendo quello che tutte le famiglie purtroppo fanno quando succedono certe tragedie.Serra i ranghi. Si stringe e allo stesso tempo si fortifica.

Dante, 34 anni nel Corpo Nazionale con una carriera che parla da se,con incarichi di comando e dirigenziali praticamente in tutta Italia.Già coman­dante nella sua Milano che l’aveva visto laurearsi, ora Dirigente Generale e Direttore Regionale della Lombardia. Un altro Uomo con la U maiuscola. Un altro padre e allo stesso tempo come un parente stretto, uno di famiglia per i famigliari di Pinuccio. Per loro e per tutti noi un punto di riferimento as­soluto. Sempre vìcino allo Zio e alla compagna di Pinuccio come se fosse davvero stato uno che fre­quentava le loro case da una vita. Un’umanità è una delicatezza che non si possono scrivere su un curriculum ma che sono davanti agli  occhi di tutti. Mario, quello che ha tentato di nascondere di più la sofferenza. Primo dirigente dopo aver svolto vari incarichi ed essere stato Comandante di Como, ora Vice Comandante nel Comando che l’ha lan­ciato come Funzionario del Corpo Nazionale. Mario soffre da pompiere, In silenzio,cercando di non far trasparire nulla. Mario è un ufficiale che Sa cosa significa avere le mani sporche sull’inter­vento, L’Aquila e L’Emilia con i loro tragici terremoti ne sono testimoni. Mario sa che la truppa quando accusa un colpo del genere ha bisogno del Co­mandante. Di quello con lo sguardo fermo, che non fa trasparire l’emozione e indica la rotta.In assoluta sintonia con i suoi superiori,proferisce stare al suo posto,senza riflettori.Mario fa funzionare tutto alla perfezione.E se oggi un Comando impor­tantissimo è difficilissimo come Milano funziona bene è grazie a gente come Lui. Mario è un pom­piere come speriamo di diventare noi.

Li ho volutamente chiamati per nome. non per vantarmi dell’amicizia e stima che mi lega con tutti e tre dopo anni di lavoro insieme, ma per sottolineare quello che in molti sicuramente non cono­scevamo o semplicemente non hanno avuto la fortuna di scoprire e vedere come l’ho avuta io. Perché oltre quella divisa, a quel gradi a quel mezzo imponente che attraversa la città in sirena,  ci sono soprattutto degli uomini. Questi sono gli uomini che compongono il Corpo Nazionale.

Questa è la vera famiglia, quella che non fa distin­zioni e che sa quanto è importante stare uniti, so­prattutto in momenti come questo.

Pinuccio era orgoglioso di far parte di questa fa­miglia,e noi comelui. Ripartiamo da qui.

Coraggio ragazzi, potrebbe da qui a poco arrivare una chia­mata . Non c’è più tempo per pensare.

Tra poco qualcuno potrebbe avere bisogno di noi

…. dei diversi ma uguali.

#perlagentetra/agente – #perivolontaritraivolontari – #sulatesta

Articolo Tratto da VFV Antincendio e Protezione civile n°2 aprile /giugno 2018

Presidente Nazionale Luca Bonello

Sempre in prima linea

12-5-18

Non si fa il proprio dovere perchè qualcuno ci dica grazie, lo si fa per principio, per sè stessi, per la propria dignità. Oriana Fallaci

Noi nel nostro piccolo distaccamento diamo questo contributo alla comunità , facciamo ciò che possiamo e siamo ciò che facciamo , in prima linea per il soccorso a persona , animali e cose , in questo nostro difficile territorio prealpino , fatto di piccole e grandi realtà in alcuni casi difficili da raggiungere , se non con la profonda conoscenza del nostro territorio .

Il pompiere paura non ne ha …

Sia ben chiaro , il pompiere non è un eroe , è una persona ed è umano , avere paura non vuol dire non avere coraggio , la paura rende le persone attente e prudenti , riflessive sulle decisioni .

Questi sono i vigili del fuoco , questi sono i volontari .

Spot dei Vigili del Fuoco

” Nei miei stivali ci sono anni di interventi
piccoli, grandi, difficili, facili
ci sono le vesciche degli incendi boschivi 
ci sono i passi, le scale, il freddo, il sudore
nel mio elmetto ci sono pensieri belli e brutti
ci sono scelte non sempre facili da prendere
ci sono i ricordi fatti di vite, di morte, di allegria,
di orgoglio, ma anche sconfitte e dolore
nel mio giaccone c’è il mio cuore
spesso massacrato da emozioni e sforzi
ma sempre pronto
questa divisa spesso è stato il mio rifugio del sentirsi uomo
il mio orgoglio più profondo
e se dovessi raccontare l’amore per una passione
userei i miei anni di pompiere
quelli che tutti noi ogni giorno sentono senza un attimo di tregua
queste emozioni di un pompiere non sono di un eroe
ma di un UOMO.” 

Linee guida per Ricerca Persona

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La ricerca di persone è sempre una cosa complessa , un spiegamento di forze a 360 gradi , tutti per un unico obbiettivo , dare una speranza alle persone che attendono notizie sui propri cari , le parole e le sterili polemiche non servono , arrivati in fondo si può solo dire “se” e “ma” …di fronte a questa unica vita , ma il soccorritore questo lo sa bene , qualunque sia la propria casacca o divisa che dir si voglia . “Un volontario dei vigili del fuoco “

OBIETTIVO DELLE LINEE GUIDA

Fornire le specifiche tecniche per la predisposizione di un documento di pianificazione
territoriale, finalizzato alla definizione dell’assetto organizzativo, dei ruoli operativi e delle attività connesse alle battute di ricerca.

LO SCENARIO PROVINCIALE E IL PIANO DI RICERCA

L’individuazione dello scenario e dei rischi insistenti sul territorio è fondamentale per
una corretta pianificazione degli interventi di previsione e di gestione delle ricerche dello scomparso.
La tipologia dei rischi possibili si desume dallo studio delle caratteristiche del territorio e dall’analisi dell’ambiente e delle attività antropiche, come pure dalla relazione con cui alcuni casi di scomparsa si sono manifestati nel passato e dalla loro frequenza.
A tale scopo, occorre che il documento dettagli con apposito Piano di ricerca i singoli
scenari di riferimento, secondo il seguente schema di massima:

a) scomparsa in montagna;
b) scomparsa in mare;
c) scomparsa in centro abitato;
d) scomparsa in località impervia o disabitata;
e) scomparsa in località lacustre o fiume.

Le Prefetture-UTG, sulla base dell’articolazione interna degli uffici stabilita dal Prefetto competente, dovranno individuare in base ai singoli scenari, specifiche procedure operative volte a favorire la costituzione e l’organizzazione di apposite unità di ricerca e a promuovere l’azione coordinata delle stesse da parte dei soggetti incaricati.

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI SCOMPARSA

Gli scomparsi dovranno essere distinti a seconda dell’età, del sesso e della nazionalità (minorenni, maggiorenni, ultra 65enni), nonché della motivazione (allontanamento volontario, possibile vittima di reato, possibili disturbi psicologici, allontanamento da istituti/comunità, sottrazione da parte del coniuge o altro familiare). Per ogni categoria, in relazione alla motivazione della scomparsa (così come individuata all’atto della denuncia) dovrà essere prevista una specifica procedura di attivazione delle ricerche, salvo i casi in cui la scomparsa sia connessa alla commissione di un reato. In tale ultima ipotesi resta riservato all’Autorità Giudiziaria competente l’iniziativa di autorizzare specifiche attività di ricerca.

I SOGGETTI COINVOLTI A VARIO TITOLO E LE RELATIVE COMPETENZE A LIVELLO TERRITORIALE
Specificare il ruolo di ogni ente/organo coinvolto

– Il Prefetto e l’Ufficio Territoriale del Governo
– L’Autorità giudiziaria competente
– Le Forze di Polizia
– Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
– Il Sindaco
– La Polizia locale
– I Servizi Socio-assistenziali
– Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico
– Le Aziende Sanitarie Locali/La Centrale Operativa – “118”
– Le Associazioni di volontariato (quelle inserite negli appositi elenchi provinciali e quelle operanti anche su base regionale e/o nazionale, quali, ad esempio, l’Associazione “Penelope”, “Telefono Azzurro”, “Alzheimer Uniti”
– Il Sistema locale di Protezione Civile

LE FASI OPERATIVE: GESTIONE DEGLI INTERVENTI

1 Individuazione delle fasi operative

Il documento di pianificazione dovrà individuare preventivamente le risorse umane e strumentali da impiegare nelle battute di ricerca di una persona scomparsa. In tutti i casi, è auspicabile che per facilitare il supporto nelle fasi di ricerca la Prefettura stabilisca specifiche intese a carattere provinciale e/o regionale con le altre Istituzioni locali, come le ASL, i Comuni, le Autorità Portuali e Aeroportuali, nonché con le principali aziende pubbliche e private addette ai servizi infrastrutturali (es. aziende di trasporto pubblico, servizio taxi, società autostradali, società telefoniche, emittenti radiotelevisive, detentori di apparati di videosorveglianza, ecc.), con gli enti assistenziali e con le associazioni di volontariato.
Si riportano a titolo di esempio, le fasi essenziali correlate alle attività operative:

-ALLARME DI SCOMPARSA E FASE INFORMATIVA
-ATTIVAZIONE DEL PIANO DI RICERCA
-ATTIVAZIONE DELL’UNITA’ DI RICERCA
-PIANIFICAZIONE DELL’INTERVENTO
-GESTIONE DELL’INTERVENTO
-SOSPENSIONE O CHIUSURA DELLE RICERCHE
-RAPPORTO FINALE

2 Allarme di scomparsa

Le procedure di allertamento, “ALERTING SYSTEM”, dovranno essere pianificate preventivamente e preferibilmente informatizzate per garantire la trasmissione in tempi
rapidi delle informazioni verso tutti i soggetti coinvolti. In particolare, per mezzo di tale sistema dovranno essere diramati gli allertamenti verso gli operatori tenuti a partecipare alle attività di ricerca.

3 Fase informativa

E’ la fase che assume particolare rilevanza ai fini della tempestività degli interventi. Si ritiene che tale tempestività possa essere conseguita se la denuncia di scomparsa di una persona venga effettuata immediatamente per consentire all’operatore di polizia degli uffici-denunce di raccogliere le informazioni necessarie ad individuare esattamente la motivazione della scomparsa. Per arricchire ulteriormente questa fase di acquisizione informativa e dettagliare meglio la motivazione della scomparsa, sarà opportuno acquisire dal denunciante quante più notizie possibili sulle circostanze dell’evento, atteso che tutte le informazioni sono, comunque, determinanti per gestire in modo corretto gli interventi di ricerca.
Si potranno, comunque, determinare due situazioni:

1) Notizia qualificata: località definita, tempo di scomparsa definito. In questo caso,
saranno attivate le unità di ricerca, appositamente individuate a seconda dei vari
scenari, per lo svolgimento della fase operativa
2) Notizia non qualificata: località non definita, tempi e modalità della scomparsa
dubbi. In tal caso, la notizia sarà comunque tempestivamente trattata dalle Forze di
Polizia e saranno sempre e subito informate le centrali operative per gli opportuni
allertamenti.

4 Fase Operativa: attivazione del piano e delle unità di ricerca

Nel caso di notizia qualificata, espletata la prima fase informativa e, in particolare, quando la scomparsa sia riconducibile a persone, maggiorenni o minorenni, in pericolo di vita, dovrà essere attivato il piano di ricerca e allertate le apposite unità di ricerca. Sulla base degli scenari descritti dal piano di ricerca, potranno verificarsi le seguenti
situazioni:
L’area di presunta scomparsa è:
a) antropizzata, cioè con presenza di insediamenti abitativi e infrastrutturali;
b) non antropizzata, cioè non raggiungibile attraverso le normali vie di
comunicazione.

Nel primo caso, ove sussista l’esigenza di attuare il piano di ricerca, chi ha ricevuto la notizia della scomparsa, oltre all’assolvimento delle proprie specifiche incombenze, informerà immediatamente la Prefettura, che ricevuta la notizia attiverà tempestivamente, secondo la pianificazione prestabilita, le unità di ricerca. Tali unità dovranno affluire nel minor tempo possibile, sulla base dello specifico scenario, nel luogo indicato nella pianificazione provinciale. Anche nel secondo caso, chi ha ricevuto la notizia informerà immediatamente la Prefettura che, ricevuta la notizia, attiverà tempestivamente, nel caso specifico, il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. La competenza del CNSAS ad intervenire e a coordinare le diverse Organizzazioni/Enti e Associazioni di volontariato, in stretto collegamento con la Prefettura competente, sentito il Sindaco del Comune interessato, richiederà, eventualmente, il coinvolgimento di ulteriori forze da far concorrere alle operazioni di ricerca. In tutti i casi, il messaggio di allerta/attivazione delle Unità di ricerca conterrà le
informazioni più significative di descrizione dello scomparso, la sua fotografia recente, la data e il luogo della scomparsa.

5 Gestione dell’intervento

Il documento finale di pianificazione dovrà contenere la descrizione dei vari scenari e le modalità di intervento, sulla base di quanto ipotizzato nelle presenti linee guida. Allo scopo di disporre in tempo reale di tutte le notizie riferite all’andamento delle operazioni di ricerca, il responsabile dell’unità operativa terrà costanti contatti con la forza di Polizia individuata nel piano di ricerca e la Prefettura competente, per la valutazione dell’eventuale ricorso alle ulteriori specifiche ricerche.

6 Sospensione o chiusura delle ricerche

La chiusura delle ricerche, anche in caso di esito negativo, nonché l’eventuale sospensione temporanea delle stesse, verrà concordata tra le Forze di Polizia competenti, sentita la Prefettura. Di ciò verrà, comunque, informato il Sindaco del Comune territorialmente competente. Prima della sospensione definitiva o temporanea delle ricerche il coordinatore delle operazioni si accerterà dell’avvenuto rientro di tutte le squadre impegnate. La sospensione o temporanea chiusura delle ricerche è, altresì, disposta, nei casi in cui l’Autorità Giudiziaria salva la possibilità di ripresa delle ricerche stesse, in virtù di successivi accordi e disposizioni.

7 Rapporto finale

Alla chiusura delle operazioni di ricerca, qualunque sia stato l’esito delle stesse, si dovrà procedere ad una valutazione finale da svolgersi, con il concorso di tutti i rappresentanti degli enti che hanno avuto parte attiva nelle operazioni di ricerche, presso la Prefettura. Delle valutazioni svolte si darà atto in una sintetica relazione finale contenente in particolare gli eventuali suggerimenti migliorativi delle procedure operative.In tutte le ipotesi sopra descritte, il piano di ricerca dovrà dettagliare anche le modalità per favorire i collegamenti tra le Forze di Polizia e gli operatori degli Enti/Associazioni impiegati nelle battute di ricerca.

I RAPPORTI CON I FAMILIARI DEGLI SCOMPARSI

Fermo restando, ovviamente,  a partire dalla prima fase informativa è essenziale che gli operatori provvedano a supportare i familiari degli scomparsi, sia per fornire chiarimenti sugli sviluppi delle battute di ricerca che per assumere ulteriori e più approfondite informazioni sulla persona e sulle circostanze dell’evento. In alcuni casi , sarà opportuno individuare, all’interno della Prefettura, un referente in grado di fornire le possibili informazioni sulle battute di ricerca. Per quanto riguarda le forze di Polizia si rinvia alle disposizioni impartite dai rispettivi Organi di vertice e direttive del Capo della Polizia, nella sua qualità di Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.
Per la sua rappresentatività a livello nazionale, l’Associazione “Penelope” costituisce
un punto di riferimento molto utile per il sostegno legale e psicologico ai familiari degli
scomparsi.

I RAPPORTI CON I MASS MEDIA

È possibile nominare un responsabile in rappresentanza della Prefettura. Per le Forze di Polizia, valgono le disposizioni emanate dai rispettivi Organi di vertice e quelle impartite dal Capo della Polizia quale Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.

Una gestione attenta delle relazioni con i media, in caso di battute di ricerca, rende
necessario tenere presente che:

-i mass media sono utilizzati per appelli volti ad acquisire ulteriori
informazioni, ovvero per interessare una platea più vasta di cittadini;
-l’uso delle metodologie di comunicazione favorisce lo scambio informativo;
-l’uso di media specializzati agevola il flusso informativo.
È determinante, pertanto, organizzare adeguatamente la modalità di gestione del
volume e della qualità delle informazioni ricevute. A livello locale dovrà essere valutata la possibilità di avvalersi di appositi disciplinari per la gestione dei rapporti con i media, al fine di determinare i limiti e le modalità per soddisfare la richiesta di informazioni.

I vigili del fuoco visti dai bambini

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Quel giorno all’asilo la maestra era arrivata con una splendida notizia per i tutti i bambini: si andava in gita! Matteo non stava più nella pelle e nemmeno Aurora; erano curiosi entrambi di sapere dove li avrebbero portati e lo stupore e la gioia si moltiplicarono quando la maestra disse che la settimana dopo, sarebbero andati a fare visita alla caserma dei vigili del fuoco!

“Che bello! ” disse subito Matteo  ” Vedrò da vicino un vero camion dei pompieri e magari ci faranno anche salire! ” .

Aurora non era molto convinta di questa gita, infondo a lei non interessavano per niente i vigili del fuoco, ma era comunque curiosa di scoprire quello che avrebbero visto.

I giorni passarono e finalmente giunse il momento tanto atteso: la maestra fece mettere tutti in fila, il più grande dava la mano al più piccolo e così disposti salirono sullo scuolabus che li portò alla caserma dei pompieri.

Scendendo, li accolse subito un signore alto con i capelli scuri, fiero nella sua divisa, che diede loro il benvenuto ed incominciò a raccontare la storia dei vigili del fuoco.

Disse loro che, all’interno della caserma, c’era un vecchio camion il quale era stato il primo ad essere utilizzato e che per tanti anni li aveva per così dire accompagnati nei loro interventi; adesso, era tenuto quasi come una reliquia in esposizione in mezzo al cortile.

Matteo non vedeva l’ora di vederlo, anche Aurora sembrava incuriosita e così, quando finalmente andarono fuori, si infilò dietro a Matteo che senza farsi notare dal gruppo, si stava dirigendo a gran carriera al centro dell’ampio cortile dove, circondato e protetto da una piccola recinzione, sostava il famoso camion storico.

I bambini rimasero stupiti, era veramente grande, imponente; il colore era un po’ sbiadito dagli anni e la carrozzeria aveva qualche ammaccatura, ma era ancora carico di avventura con la sua lunga scala ripiegata in alto e la sua pompa ordinatamente riposta e pronta ad essere srotolata all’occorrenza ” Come mi piacerebbe salire! ”  sospirò Matteo che stava già quasi scavalcando la recinzione ” No! Non si può! ” disse la più prudente Aurora, ma era troppo tardi perché il suo amico era già vicino al camion pronto a saltarci sopra.

“Oh! Chi mi viene a trovare? ” disse tutto ad un tratto una vociona. I due bambini si accorsero con meraviglia che il camion si era animato e stava parlando!
“Sono così tanti anni che non mi muovo, ormai sono vecchio ed acciaccato, ma mi mancano le mie avventure, i miei salvataggi, i miei successi! “
“Perché non ti usano più? Per me sei bellissimo!” disse Matteo che nel frattempo era già al volante.

Aurora si era seduta di fianco e si stava entusiasmando cercando di premere gli innumerevoli bottoni presenti sull’ampio cruscotto. Dopo qualche istante con stupore si accorsero che i loro vestiti erano cambiati e che stavano indossando le divise da pompieri! Il camion si stava muovendo e sfrecciava lungo le vie della città ridacchiando “

Vi farò vivere una delle mie avventure! Che bello, che gioia, io ero il più bravo e tutti mi ammiravano! Una volta hanno anche dato un premio a tutta la squadra e ci hanno scattato una foto dove io ero in mezzo a tutti! Una vera celebrità! “.

La sirena suonava e i due bimbi si sentivano importanti proprio come il loro amico che li stava conducendo verso una casa dalla quale stava uscendo del gran fumo dal tetto.

In poco tempo furono là, Aurora si affrettò a premere il bottone che allungava la scala dove Matteo si era già piazzato tenendosi al cestello ed afferrando la pompa che si srotolava a mano a mano che salivano. Il camion dirigeva l’operazione dando ordini ai suoi aiutanti: era scoppiato un bell’incendio ed il tetto della casa rischiava di crollare, ma i nostri amici erano già pronti con l’acqua; purtroppo però la pompa si era incastrata e Matteo non sapeva come fare, ma grazie al rapidissimo intervento del camion che disse ai due bambini come muoversi, in poco tempo la casa fu salvata e la folla che si era radunata attorno, li applaudì con gioia.

Matteo e Aurora avevano i visini anneriti dal fumo ed anche il camion era mezzo affumicato, ma erano tutti e tre felici.

“Ah! La gioia di salvare vite e cose ti rende orgoglioso di quello che fai! Vedete come sono importante? Se non ci fossi io e i miei amici vigili del fuoco moltissimi incidenti finirebbero con case distrutte e famiglie che piangono! “
“Proprio così, è vero, bravo…ehi ma non hai un nome?”  chiese Matteo  “Chiamatemi Mr. Spegni Fuoco ” rispose tutto fiero il camion e la folla intonò anche una canzoncina in suo onore.

” Bambini venite è ora di spostarsi ” dopo un attimo la voce della maestra destò improvvisamente Aurora e Matteo che si ritrovarono in mezzo ai loro compagni davanti ad un mezzo che, come stavano spiegando, serviva per muoversi sul fango.

All’inizio non capirono cos’era successo ” Ci siamo immaginati tutto! ” disse Aurora sconsolata.

Intanto la maestra li stava conducendo proprio da Mr. Spegni Fuoco al centro del cortile.

Il signore che li aveva accolti all’inizio incominciò a raccontare la storia del vecchio camion narrando le avventure vissute e, mentre Matteo e Aurora ascoltavano ancora un po’ straniti, Mr. Spegni Fuoco si animò di nuovo e guardandoli fece loro l’occhiolino. I due bimbi allora si misero a ridere ricambiando il gesto tutti contenti.

Tornando a casa la sera, memori della loro piccola avventura, raccontarono ai loro genitori quanto sono bravi ed importanti i vigili del fuoco.

Fiaba di Mara Menino

 

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Il cuscino Vetter o Holmatro

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Questa foto è stata scattata a seguito dell’incidente ferroviario di Pioltello(presa dal Fatto Quotidiano). È evidente che è da poco accaduto il disastro,nella foto ho cerchiato in verde l’unico Vigile del Fuoco presente nell’immagine. Bene quello che all’apparenza sembra un registro o comunque un portadocumenti è in realtà un cuscino da sollevamento(vengono gonfiati con aria compressa e possono sollevare anche un’autovettura)…. ma un’altra cosa che a molti ovviamente sarà sfuggita è un altro particolare: l’elmetto…se ci fate caso è di colore grigio chiaro…. nei vigili del fuoco quel colore serve per identificare i funzionari,gli ufficiali di guardia,i comandanti o comunque i dirigenti.
Ovviamente non entro nel merito delle altre figure presenti nell’immagine,do per scontato che ognuno di loro in quel momento è impegnato a dare concretamente,per quanto di loro dovere,una mano in questa tragedia.
Quello che mi preme sottolineare è come in situazioni di emergenza ci muoviamo come una squadra unica al di là del grado e del ruolo, immagino che il caposquadra all’interno del treno abbia chiesto il cuscino gli altri erano impegnati e il funzionario sia andato sull’APS a prenderlo senza pensarci un attimo.
Ripeto a scanso di equivoci,non è un intento polemico e non voglio che lo diventi è semplicemente un motivo in più di orgoglio per il mio lavoro e per il concetto di squadra,i ruoli vengono rispettati ci mancherebbe però nel momento del bisogno ci muoviamo uniti con un unico obiettivo:portare soccorso.

Antonio Orlandi Vigile del Fuoco

Qui sotto altra immagine dopo l’incidente del deragliamento del treno a Pioltello Milano

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Cuscini Vetter o  Holmatro

I cuscini Vetter o  Holmatro , o semplicemente cuscino di sollevamento, sono un tipo di attrezzatura pneumatica in dotazione al Corpo Nazionale e vengono utilizzati negli interventi di sollevamento dei corpi ingombranti.
I cuscini sgonfi hanno uno spessore di circa 3 cm, misura che permette loro di venire inseriti facilmente sotto qualsiasi corpo; si presentano, quindi, come un sistema particolarmente adatto per la tecnica di sollevamento.
L’attrezzatura è costituita da una bombola di aria compressa a 200 atmosfere, un riduttore con relativi manometri, una centralina di comando, tubi di collegamento contraddistinti da diversi colori e dai cuscini veri e propri.
Quest’ultimi sono costituiti da uno strato esterno di neoprene resistente agli idrocarburi e da uno strato esterno di neoprene resistente agli idrocarburi e da uno interno, di laminette di acciaio, che li rende estremamente resistenti. Il materiale impiegato per la loro costruzione è a prova di taglio ed abrasione e presenta esternamente delle nervature antisdrucciolamento. Per azionare l’apparecchiatura è necessario eseguire le seguenti operazioni:
· montare il regolatore di pressione con gli annessi manometri, dopo aver accertato che
il volantino di regolazione sia completamente allentato, onde evitare di danneggiare i
manometri per il conseguente colpo d’ariete e la membrana di riduzione della pressione
che rimarrebbe sotto pressione
· aprire il volantino di erogazione della bombola e controllare la pressione dell’aria sul
relativo manometro
· collegare i tubi alla centralina e da questa ai cuscini
· regolare la pressione di esercizio a circa 8 atm
· agire sulle leve di comando della centralina che permettono il riempimento e lo
svuotamento dei cuscini.
Una volta che il cuscino ha acquisito la sua massima espansione, se l’altezza da raggiungere è maggiore, sarà necessario inserire degli spessori, per mantenere il corpo
sollevato. In seguito si sgonfierà il cuscino od i cuscini (in quanto essi possono essere anche utilizzati contemporaneamente uno sull’altro) e si inseriranno sotto di esso degli spessori prima di gonfiarlo nuovamente.

Pensieri del vigile del fuoco

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Articolo tratto da Vigili del fuoco fan page

Vorrei che tu potessi capire il dolore di una famiglia, che alle 2 di notte, ci guarda mentre cerchiamo di salvare la loro casa divorata dalle fiamme…mentre piangendo spera che tutti quegli idranti le ridiano i sacrifici di una vita… Vorrei che tu potessi conoscere la frustrazione che si prova, quando un’equipaggio di una APS che guida in urgenza, viene ostacolato da te, che non rallenti e non ci lasci la strada libera per poter passare, e il primo commento di chi ci sta aspettando sarà :” Perchè ci avete messo così tanto tempo ??!” Vorrei che tu conoscessi i miei pensieri quando taglio e allargo le lamiere di un macchina accartocciata per tirar fuori un ragazzo incastrato…poteva essere chiunque, un mio amico, mia madre, la mia ragazza…come sarà la reazione dei genitori di questo ragazzo chiamati dalla polizia?? Vorrei che tu potessi capire, ciò che si prova quando partiamo per una chiamata di soccorso e fermare il cuore mentre ti vesti e ti prepari fin quando non si arriva sul posto… Vorrei che tu potessi sentire le urla di una madre sulla riva di un fiume mentre a bordo di un gommone cerco in ogni increspatura,in ogni gorgo,dietro ogni frasca,il corpo di suo figlio… Vorrei che tu potessi essere negli occhi di un bambino che sognano vedendoci sfrecciare a tutta velocità a sirene spiegate,o in quelli della madre che lo tiene in braccio sa che ogni nostra folle corsa è per qualcosa di grave… beh forse non capisci… eppure noi siamo sempre pronti per una nuova chiamata 24h al giorno, 365 giorni all’anno. Siamo umani come te,ma in più siamo Vigili del Fuoco…….

Il pompiere Paura Non Ne Ha

https://www.facebook.com/vigilidelfuocolafanpage/