Incontri istituzionali di Santa Barbara

Visita istituzionale del Consigliere Regionale del Veneto  Silvia Rizzotto  e del nostro deputato Onorevole Erik Pretto 

Recoaro Terme 7 dicembre 2019 Oggi, per mantenere un impegno preso da tempo, data anche la recente ricorrenza di Santa Barbara, patrona e protettrice tra gli altri dei Vigili del Fuoco, sono stata a fare visita ad una squadra di angeli in divisa: i Vigili del Fuoco volontari del distaccamento di Recoaro Terme. Insieme al nostro deputato, l’Onorevole Erik Pretto, abbiamo avuto il piacere e l’onore di incontrare il Vice Capo Distaccamento Yuri Pozza ed alcuni dei 15 giovani volontari impiegati nella struttura, tra cui 2 donne. Piccola curiosità: l’unica caposquadra di sesso femminile in provincia di Vicenza, alla guida di volontari di questo settore, è proprio tra queste 2 donne! Grazie dell’accoglienza ragazzi, ma soprattutto grazie di cuore a tutti del lavoro che svolgete ogni giorno!

Un grande ringraziamento a tutti coloro che si sono impegnati nelle attività di promozione del distaccamento,
Ma un grazie e soprattutto complimenti ai nostri patentandi che oggi hanno concluso il corso per patenti di 2° grado in modo positivo, corso che ricordo essere stato notevolmente impegnativo, per argomenti e ore richieste.
Grazie a voi tutti POMPIERI!

Assessore regionale Bottacin a Thiene

L’assessore regionale alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, accompagnato dal Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Vicenza Luigi Diaferio, ha fatto visita alla sede del capoluogo e al distaccamento di Bassano del Grappa, per poi completare il percorso con un incontro a Thiene insieme ai vigili volontari di Recoaro e di Thiene.

“Per la prima volta in questa legislatura – spiega l’assessore – la Regione ha attivato una convenzione con il comando interregionale, formalizzando una collaborazione allo scopo di creare massima sinergia e gioco di squadra tra la nostra Protezione Civile e i pompieri. Con lo stesso obiettivo abbiamo promosso anche una legge regionale dedicata a sostenere l’attività e la formazione dei volontari dei Vigili del Fuoco”.

“Una sinergia fondamentale soprattutto in eventi di particolare spessore – conclude Bottacin -, dove diventa decisivo unire le diverse capacità e dare risposte in tempi rapidi e con un ingente numero di forze in campo, come è stata ad esempio la tempesta Vaia”.

Il pensiero di una mamma

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Ci sono dei pensieri semplici , ma fondamentali per chi crede in questa missione , così nel bene nel male , come quando suona la sirena e si parte per l’intervento , con l’intento unico di tornare in caserma stanchi ma felici per aver aiutato qualcuno , e qualche volta tristi per non aver potuto fare di più , ma consapevoli di aver fatto tutto il possibile per salvare una vita , un animale , un abitazione , una fabbrica che da lavoro a famiglie m tutto questo è il vigile del fuoco , tutti uniti permanenti e volontari per un unico scopo , il soccorso tecnico urgente a salvaguardia di persone , animali e cose.

Valle Agno Emergenze 2.0

L'immagine può contenere: 8 persone, tra cui Erik Umberto Pretto, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'aperto

Non si fa il proprio dovere perchè qualcuno ci dica grazie , lo si fa per principio, per se stessi… per la propria dignità. Otiana Fallaci

Oggi sabato 21 settembre 2019 a “Valle agno emergenze 2019” i vigili del fuoco volontari di Recoaro Terme si sono presentati alle scuole ed alla cittadinanza della vallata dell’agno lanciando la campagna reclutamento aspiranti volontari 2019/2020. Per l’occasione è passato per un saluto istituzionale l’On. Pretto che ringraziamo per il tempo dedicatoci!

Anche quest’anno noi del Distaccamento Vigili del Fuoco Volontari di Recoaro Terme siamo stati presenti a Valdagno con Valle Agno Emergenze , ringraziamo , chi ci ha dato questa possibilità tutte le Associazioni presenti che con grandissima professionalità donano il loro tempo a questa grande macchina sempre pronta nelle emergenze , ricordo inoltre la nostra campagna reclutamento volontari , ringraziando anticipatamente chi volesse entrare a far parte di questa grande famiglia del Corpo nazionale Vigili del Fuoco

 

Il pompiere paura non ne ha

” IL POMPIERE PAURA NON NE HA ”

Quante volte l’abbiamo sentito questo ritornello; i primi tempi la cantavamo durante il corso di formazione, sul pullman a fine addestramento. Un classico che si ripete ad ogni corso.

Poi cresci, giri caserme, conosci colleghi, cambi realtà.. ma quella canzone non ti abbandona mai, te la senti cantare per strada da ragazzi che ti fissano mentre stai sul mezzo fermo al semaforo, dai bambini e dalle scolaresche che vengono a trovarti in caserma; una strofa che ci fa sentire tutti un po’ più “uomini duri”. E tutto passa con un sorriso.

La verità però è che il pompiere di paura ne ha. E pure tanta.

– Ha paura quando si trova dentro a un appartamento che brucia e rimane solo perché il collega che è entrato con lui sta finendo la bombola e deve uscire.

– Ha paura quando in un locale invaso dal fumo la sua lampada non illumina più lontano delle sue mani.

– Ha paura quando suona la campana e all’interfono sente annunciare che dentro la macchina incidentata ci sono persone incastrate.

– Ha paura quando sale sul mezzo e mentre si veste deve ripassare nella mente la procedura più veloce e più sicura da adottare per quell’intervento.

– Ha paura quando entra in un appartamento pieno di gas che non si capisce da dove proviene.

– Ha paura quando si deve arrampicare per andare a soccorrere al 6° piano di un palazzo che non conosce, in una zona nuova, di una città che non è la sua, qualcuno che non ha mai visto prima.

– Ha paura quando entrato in un appartamento l’esplosimetro suona all’impazzata.

– Ha paura di vedere la paura negli occhi dei medici, quando gli dicono che non c’è più niente da fare.

– Ha paura quando non sa cosa rispondere a chi gli chiede come sta il figlio, il cugino, il nonno, il genitore o l’amico…

Ha paura. Ma è la paura a gestire la calma nel nostro lavoro. È lei che ci governa, che ci segnala i pericoli e che in qualche modo ci protegge da essi.

Perché tutti hanno paura, alcuni l’hanno avuta, alcuni l’avranno, altri fanno finta di non averla. Ma senza paura, non saremmo pompieri.

Quindi il pompiere paura ne ha, solo che ha deciso di combatterla, ogni giorno.

#vigilidelfuoco

Pompieri senza addetti

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Fino a poco tempo fa la situazione era molto grave ora il problema diventa la sicurezza del Vigile del fuoco”. Si fa sempre più critica la situazione relativa alle condizioni di lavoro dei Vigili del fuoco in servizio al comando di Vicenza.

Il segretario provinciale di Conapo Moreno Bevilacqua fa sapere che: “La sede centrale di Vicenza è con forza lavoro di 8 operatori su 13 previsti come minimo. Il distaccamento di Lonigo, con forza minima prevista di 5 unità, vede in servizio 3 soli Vigili del fuoco. In un territorio come il Vicentino, molto antropizzato, molto industrializzato, con una viabilità importante e con un orografia particolare, non è accettabile continuare ad avere questi numeri in servizio di soccorso. (Ricordo solo il recente incendio alla Isello Vernici, di competenza del distaccamento di Lonigo). Questa situazione, è dettata da scelte scellerate dell’amministrazione a vari livelli”.

“Come Organizzazione sindacale chiediamo all’amministrazione centrale di porre più attenzione al comando di Vicenza e al Veneto tutto – sottolineano il sindacato – Provincia e regione completamente dimenticate dal Dipartimento dei Vigili del fuoco”.

“Fino a poco tempo fa la situazione era molto grave, poiché si rischiava di non riuscire a portare soccorso al cittadino e, in eventi eccezionali si rischiava l’infortunio del personale costretto a ritmi estenuanti – conclude Bevilacqua – Ora, non mi vergogno a dirlo, il problema principale, diventa proprio la sicurezza del Vigile del fuoco”.

 

Ponte Morandi

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“ Fu una telefonata.
La sua voce e quella lucidità atroce: “ Papà, mi è caduto il Ponte del Polcevera davanti. Corri qui. È una catastrofe”.
Sono Marco, sono un pompiere. A quelle parole di mio figlio, Emilio, anche lui vigile del fuoco, scattai. Andai in aeroporto e formai una squadra di cinque uomini compreso me: mi mancavano alla pensione solo 18 giorni. Molto probabilmente sarebbe stata l’ultima missione. E non avrei mai immaginato fosse a Genova-dentro quel suo petto, nella sua gabbia toracica.

Alle 13:00 ero li sotto, sotto l’ex viadotto Morandi. Al Comando del Cratere, la stazione provvisoria dei pompieri nei luoghi del disastro, presi ordini e mi assegnarono a un punto ben preciso.

Mi chiamo Marco e sono un Vigile del fuoco.
Ero assegnato al greto del Polcevera, sotto il pilone riverso- la gola del Morandi impiccata a testa in giù. Mi guardai attorno. Non era la prima volta che vedevo i frangiflutti di una tragedia. Ma lì c’era qualcosa di inedito. Le architetture stralunate, il capovolgimento delle geometrie naturali, un enorme viadotto piantato in un fiume-quelle che una volta erano state le sue braccia sfarzose-adesso alterate in una magnitudo genuflessa e arresa.

Fu un’ Audi bianca. Cofano e tetto schiacciati, una piastra piatta, nessuna forma di auto, orizzontale di inferno. Dentro, quella maglietta colorata. I volti di chi finisce nelle tragedie hanno un codice dell’orrore, quasi comune a tutti: lo sguardo interrotto. Alla stampa che mi intervisto’ dopo, dissi che in quella maglietta colorata, io avevo letto dello stupore. Mi chiesi perché avevo detto quella cosa ai giornalisti.
Ora ho la risposta: era una proiezione, il viso dello stupore era in realtà il mio, il mio sgomento senza spiegazioni.
O forse, io e quella maglietta colorata eravamo semplicemente uniti, vivi e morti, in quel: “ perché ?”. La domanda. Quella domanda.
Scheletrica, abissale, divaricata, spalancata.

Mi chiamo Marco Vedelago, sono un uomo e ho fatto per una vita il Vigile del Fuoco. Lavorai molte ore quel giorno. Non trovai persone vive. Tornai a casa e lasciai che il getto d’acqua della doccia mi lavasse i segni, gli odori, le macchie dell’operazione più difficile della mia vita: il crollo del Ponte Morandi. Pietrificato in una cabina di acqua tiepida, lasciai che sul mio volto scorresse non solo il getto della doccia. Ma che che uscisse anche l’acqua della mia anima-lungo le guance. Nasceva dalle ciglia. E non riuscivo a fermarla più”.

400 Vigili del Fuoco lavorarono per turni e senza sosta nei giorni successivi al 14 Agosto 2018. Con abnegazione e senso del dovere. Salvarono diverse vite umane. E per la psicologia del soccorso- i soccorritori sono vittime di terzo grado- dopo chi ha perso la vita e i loro familiari.

Ricordiamoci dei Vigili del Fuoco quando combattono per i loro diritti.

E il grazie a loro è oltre. E’ senza fine, come la loro umanità.

14 aprile 2019

Sara Tagliente