Violento schianto tra auto e camion Grave 32enne

Incidente a Marostica

Marostica 24 aprile 2020 Alle 13.45  i vigili del fuoco sono intervenuti lungo la nuova Gasparona a Marostica per lo scontro tra un’auto e un camion da cantiere: ferito l’automobilista di 32 anni.

I pompieri hanno messo in sicurezza i mezzi e utilizzando cesoie, divaricatori e martinetti idraulici estratto il conducente della Bmw 320 finita fuori strada. Il ferito è stato stabilizzato dal personale sanitario del Suem e trasferito in ospedale in gravi condizioni: la prognosi è riservata. Illeso l’autista del mezzo pesante. I carabinieri hanno eseguito i rilievi del sinistro mentre il personale del commissariato ha deviato il traffico.

Rogo su Cima Marana bruciano venti ettari

Incendio su Cima Marana: in fiamme 20 ettari di bosco

Valdagno 11 aprile 2020 Un’alta colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, sta creando allarme per la vastità del rogo. I pompieri, intervenuti nel primo pomeriggio, si sono avvalsi del supporto di un Canadair decollato da Genova

Allarme per un incendio in corso dal primo pomeriggio di sabato a Cima Marana nel comune di Crespadoro, nell’alta valle del Chiampo. Le fiamme hanno interessato 20 ettari di bosco, in una zona estremamente impervia.“

Le squadre intervenute da Arzignano, Schio, Vicenza e Padova con un’autopompa, tre autobotti e un modulo antincendio boschivo stanno lavorando per l’estinzione delle fiamme. Le autobotti dei pompieri stanno operando a supporto dell’elicottero dell’antincendio boschivo regionale per il rifornimento idrico delle vasche.

Alle 18.30 sul target dell’incendio anche un Canadair dei Vigili del fuoco decollato da Genova, con una capacità di carico di 6 mila litri d’acqua, e due elicotteri, uno della Regione e uno dei Vigili del Fuoco, dotati di serbatoi da 800 litri ciascuno.

“Il nostro servizio di antincendio boschivo, con il supporto dei Vigili del fuoco, è intervenuto con tempestività – spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin – Stiamo incontrando qualche problema con l’approvvigionamento di acqua – conclude Bottacin – che non ci impedisce comunque di circoscrivere l’incendio e procedere nell’opera di spegnimento che però difficilmente potrà concludersi entro stanotte. Rimaniamo costantemente in contatto con il sindaco di Crespadoro e l’area interessata sarà presidiata da terra fino a domattina”.

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Coronavirus, pompieri in servizio anche se “contagiati”

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15 marzo 2020 I vigili del fuoco? In servizio anche se affetti da Coronavirus. Ma solo per necessità.  Si legge al rigo undici di pagina uno: “Il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che venga posto in quarantena con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria, potrà essere richiamato in servizio per comprovate necessità operative laddove risulti asintomatico”.

Recita così il documento contenente le nuove disposizioni per i vigili del fuoco a fronte dell’emergenza sanitaria per il Covid19. Un paragrafo sconcertante, che lascia non pochi dubbi.

È obbligato alla quarantena chiunque sia sospettato di essere affetto da Coronavirus. Dunque, come potrebbe un pompiere rientrare in servizio e lavorare a stretto contatto con colleghi e cittadini se reputato dalle ASL persona “pericolosa” per la salute tanto da rinchiuderlo in casa per quattordici? “Senza dubbio è un pericolo, ma è difficile che ci chiamino per degli interventi ordinari. Lo hanno scritto, ma dovrebbe essere un caso davvero eccezionale. Un terremoto, un grande incendio. Insomma, rientreremmo in servizio solo in caso di vera urgenza.” Ci dice Pompeo Mannone, segretario Fns (CISL). Ma chi ne farebbe le spese? Gli anziani, magari anche gli immunodepressi. I cittadini più vulnerabili.

Dunque i pompieri, a leggere le carte, potrebbero essere richiamati in servizio anche se positivi al Coronavirus. L’unica prerogativa è essere “asintomatici.” Come se chi fosse colpito dal virus senza che questo si manifesti con febbre e tosse non corresse il rischio di contagiare gli altri. “La possibilità di rientrare in servizio anche se abbiamo contratto il Coronavirus potrebbe creare dei problemi evidenti”, ammette Mannone. Che poi specifica: “Ma se dobbiamo salvare delle vite? Come possiamo fare? Siamo costretti a tornare. In carenza di uomini dobbiamo mettere al primo posto il servizio ai cittadini e quindi correre il rischio”.

Un rischio alto, non solo per loro, considerando le regole stringenti prese dal governo per cercare di azzerare i contagi del virus. L’unico modo per fermarlo è isolarlo. Isolarci. Restare in casa. “Lascia il virus fuori dalla porta” dice uno dei tanti spot del Governo, ma il virus potrebbe entrare dalla nostra porta di casa vestito da vigile del fuoco. L’intero Paese è stato dichiarato “zona rossa”, gli italiani sono costretti a stare rinchiusi nelle proprie case, boutique e negozi con saracinesche abbassate e poi il rischio di contagio si lascia correre proprio a chi avrebbe bisogno di aiuto.

I vigili del fuoco sono tra le categorie più penalizzate. Gli uomini in servizio sono sprovvisti di protezioni. Che scarseggiano ovunque. Le mascherine, che sono state fornite alle varie stazioni di comando, sono troppo poche per garantirne l’utilizzo a tutti. Secondo il Comando Generale i pompieri dovrebbero usufruirne solo in casi “di estrema necessità”. Ma chi valuta quali siano questi casi? Qualcuno riesce a prevedere la situazione che si troverà a dover affrontare l’uomo in servizio prima di arrivare sul luogo? Difficile. E così diventa impossibile riuscire a preservare la salute dei lavoratori e dei cittadini che hanno bisogno di loro, in assenza di protocolli operativi specifici e con materiale a disposizione a rischio esaurimento scorte. “Non solo di mascherine, ma anche di uomini. Siamo già in pochi e qualcuno ha già contratto il virus. Come faremo?” Ci dice Mannone al telefono.

Il Governo, concentrato sull’emergenza, potrebbe dimenticarsi delle innumerevoli assunzioni da fare. I vigili del fuoco sono pochi, ne servono altri. Chissà se dopo aver stanziato 25 miliardi per fare la guerra al Coronavirus ne troveranno altri per i pompieri. “Speriamo!” Conclude il segretario nazionale della CISL.

Schianto tra auto sotto il cavalcavia: muore una 50 enne, 4 i feriti

Montebello 29 febbraio 2020 Sabato sera, poco prima delle 21, due auto sono rimaste coinvolte in un tragico incidente stradale che è costato la vita ad una donna.

Lo schianto è avvenuto sotto il cavalcavia autostradale, a ridosso del casello di Montebello Vicentino. La squadra dei pompieri arrivata da Lonigo ha messo in sicurezza i mezzi ed estratto dalla Fiat Croma rovesciata il conducente, un 53enne originario di Bassano del Grappa ma residente a Fonte, nel Trevigiano, il quale è stato stabilizzato dai sanitari per essere trasferito in ospedale. L’uomo si trova ora ricoverato in gravi condizioni in Terapia Intesiva, all’ospedale San Bortolo di Vicenza.

Niente da fare nonostante i soccorsi per la passeggera, Sara Pavan, 51 enne di Cologna Veneta (Verona), dichiarata morta dal personale medico del Suem intervenuto sul posto.

Feriti il conducente dell’Audi A3, un 22enne residente a Gambellara e i passeggeri di 24 e 21 anni. I tre giovani sono stati stabilizzati e trasferiti in ospedale dalle ambulanze intervenute da Lonigo e Arzignano. Sul posto la Polizia stradale i carabinieri di Valdagno e Arzignano e la Polizia municipale per la deviazione del traffico i rilievi dell’incidente.

Secondo una prima ricostruzione sembra che la Croma abbia svoltato a sinistra senza rispettare lo Stop e l’Audi A3, proveniente dal lato opposto, non abbia saputo evitare l’impatto.

Il Summano brucia ancora

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Santorso 6 febbraio 2020 0re 19.30 Almeno due focolai distinti sono segnalati dalle 19 sul Monte Summano. Le fiamme sono visibili da Santorso e Carrè. Al momento sono al lavoro quattro squadre dei vigili del fuoco e i volontari della protezione civile

Proprio ieri la protezione civile del Veneto aveva dichiarato lo «stato di grave pericolosità» per incendi boschivi nel Vicentino e nel Veronese a causa del tempo secco e del forte vento.

Santorso Venerdi 7 febbraio 2020 ore 6 .I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la serata sul monte Summano al fine di evitare il propagarsi dell’incendio ed evitare così che il fuoco potesse divorare ampie porzioni di bosco, come già avvenuto in passato. Le operazioni sono state tutt’altro che semplici visto che almeno uno dei due focolai si trovava in una zona raggiungibile solo a piedi. Difficile, anche a causa del buio, sbilanciarsi sulle cause dei roghi; sicuramente la vegetazione secca e il forte vento hanno contribuito alla diffusione delle fiamme. Non si esclude che dietro ai fuochi ci possa essere la mano di qualche piromane, come già avvenuto in passato, in quest’area.

 

 

Cade e finisce nel torrente

Valdagno 2 febbraio 2020 Dramma intorno alle 13 in contrada Pregrassi, a Valdagno. Un 57enne è morto mentre stava tagliando alcune piante sotto il piano stradale della Sp45. L’uomo è caduto, rotolando lungo il pendio e finendo riverso dentro un piccolo torrente.Il personale medico del Suem 118 ha solo potuto constatare la morte del 57enne, residente nella stessa contrada. L’uomo potrebbe essere scivolato durante i lavori, ma non si esclude che a causare la caduta possa essere stato un malore. Dopo il nulla osta del magistrato il corpo è stato imbarellato e portato fino in strada dai vigili del fuoco. Le operazioni di soccorso sono terminate intorno alle 16.

 

Ricerca escursionista in Pasubio

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DOMENICA 26 GENNAIO. Dal primo pomeriggio di domenica, a Valli del Pasubio, sono scattate le ricerche per un escursionista di cui non si hanno più notizie da ieri. L’uomo, un 42 enne di Montecchio Maggiore, è uscito di casa nella giornata di sabato e non vi ha più fatto rientro. Questa mattina i familiari hanno fatto denuncia di scomparsa ai carabinieri. L’auto dell’uomo è stata rinvenuta nel parcheggio del rifugio Balasso, ma di lui nessuna traccia. I vigili del fuoco intervenuti con il personale di Schio e Vicenza con l’UCL (unità di comando locale) dove stanno operando gli operatori TAS (topografia applicata al soccorso), che coordinano le ricerche anche con l’impiego dei nuclei cinofili arrivati dai comandi di Padova e Venezia. Alle ricerche stanno partecipando anche squadre del soccorso alpino.

LUNEDÌ 27 GENNAIO. ore 18 Stanno rientrando le ultime squadre del Soccorso alpino ancora impegnate nella ricerca dell’escursionista quarantaduenne di Montecchio Maggiore.

Dopo una prima fase questa mattina, altre zone sono state indagate nel pomeriggio e anche l’elicottero di Verona emergenza (arrivato al Passo Pian delle Fugazze perché al Balasso le nuvole impedivano l’avvicinamento) è tornato per trasportare in quota al Rifugio Papa tre squadre, delle quali una è scesa dalla Strada delle Gallerie, una dalla Val Fontana d’Oro, una dalla Strada degli Scarubbi. Oggi dopo le prime rotazioni della mattina, i soccorritori lasciati sul Monte Cornetto hanno percorso il Sentiero dell’Arroccamento, il Vajo Stretto, la discesa verso Malga Boffetal. Le squadre lasciate al Papa hanno invece visionato il Vajo sud, la direttissima e il Boale d’Inverno verso la bassa Val Canale. Altri gruppi si sono mossi con la Protezione civile nella zona attorno all’Ossario e sulle strade che da Forte Maso scendono a Contrà Pianegonda. I soccorritori hanno anche effettuato calate sotto il Monte Castiglieri. Controllata anche l’area attorno a Passo Baffelan e Passo Ganè. Oggi erano presenti una sessantina di persone del Soccorso alpino di Schio, coordinatore della ricerca, Arsiero, Padova, Recoaro – Valdagno e Verona, della Proezione civile di Schio e Valdagno, dei Vigili del fuoco e dell’Associazione nazionale dei carabinieri. Le autorità competenti stanno valutando come procedere nella ricerca nelle prossime ore.

 

Ore 8 Sono ripartite questa mattina le ricerche del quarantaduenne di Montecchio Maggiore, di cui non si sa più nulla da quando sabato ha parcheggiato la sua auto al Rifugio Balasso per una camminata sul Pasubio.

Ieri sera i tre cani molecolari del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, che hanno lavorato in sequenza, hanno individuato una traccia dalla macchina dell’uomo e oggi parte della ricerca si è concentrata nella zona dell’Ossario, mentre altre squadre sono tornate a battere i sentieri alti.

L’elicottero di Verona emergenza ha trasportato sulla parte sommitale del Pasubio i soccorritori, che stanno scendendo lungo i canali non visionati ieri. Alcune squadre sono invece state elitrasportate sul Monte Cornetto e stanno percorrendo gli itinerari che conducono al Ponte tibetano e altri canali.

In tutta l’area non c’è copertura telefonica e l’attività del cellulare dell’uomo, che non è raggiungibile, non ha dato alcun esito utile per una eventuale geolocalizzazione.

“Accerchiati, tiravano bottiglie”: i balordi contro i vigili del fuoco

Milano 1 gennaio 2020

I pompieri sono stati assaliti in via Gola. Erano intervenuti per spegnere un incendio in mezzo alla strada. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha permesso ai vigili del fuoco di terminare il loro lavoro

“Ci hanno accerchiato….tirato bottiglie e rubato le chiavi dell’autopompa, non permettendoci di fare il nostro lavoro. Solo l’intervento delle Volanti della PS e una Botte a supporto ci ha permesso di spegnere l’incendio di rifiuti buttati in mezzo alla strada”. La folle aggressione nei confronti dei pompieri intervenuti qualche minuto dopo la mezzanotte in via Gola, poco lontano dai Navigli, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I vigili del fuoco erano intervenuti questa notte per spegnere il rogo di alcuni rifiuti gettati in mezzo alla via, forse lanciati in seguito ai bagordi fatti durante i festeggiamenti per l’ultima notte dell’anno.

L’aggressione ai Vigili del fuoco

Un gruppo di persone li ha però accerchiati e aggrediti, lanciando bottiglie e perfino rubando le chiavi dell’autopompa. Impedendo così ai pompieri di poter svolgere il loro lavoro. Una zona non facile quella di via Gola, nella periferia milanese, dove si è svolta ieri l’aggressione. Tanto da portare i vigili del fuoco a essere spesso accompagnati e scortati da agenti e militari. La scorsa notte però forse è mancato il tempo materiale per richiedere l’aiuto delle forze dell’ordine. Hanno quindi deciso di andare sul posto da soli, senza scorta. Appena arrivati sono stati accerchiati e attaccati. I vigili del fuoco non hanno quindi potuto svolgere il loro lavoro in breve tempo.

La necessità di chiedere i rinforzi

Prima di riuscire a spegnere le fiamme, che stavano continuando a espandersi, mettendo a repentaglio l’incolumità di residenti e abitazioni, hanno dovuto chiedere aiuto ai rinforzi. Ritardando quindi anche le operazioni necessarie a domare l’incendio. Quando sono arrivate le macchine della polizia, gli agenti intervenuti sono riusciti a riportare la situazione alla normalità, consentendo così ai pompieri di svolgere il loro lavoro. Come spiegato nel post sulla pagina Facebook: “Solo l’intervento delle volanti della polizia e un’altra autobotte a supporto ci hanno permesso di spegnere l’incendio di rifiuti buttati in mezzo alla strada subito dopo la mezzanotte”.

Tanti i commenti su Facebook

Tanti, tantissimi i commenti a supporto dei pompieri. Molti hanno voluto esprimere il loro sgomento per quanto avvenuto. Un utente ha scritto: “Ma come si fa a toccare gli uomini di un corpo che ti toglie dalle macerie e tira fuori da una macchina accartocciata, ti viene a prendere sopra a un tetto se sei in pericolo…..!!”. Vergognoso è stato il termine maggiormente usato per descrivere il terribile fatto.

Grave incidente Ponte Verde

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Recoaro terme 24 novembre 2019

Grave incidente nella notte i località Ponte Verde a Recoaro Terme: tre giovani sono rimasti gravemente feriti in un’uscita di strada.E’ accaduto intorno alle tre lungo la strada provinciale Sp246: l’auto, con a bordo tre giovani, è finita contro un muretto ed è andata distrutta. Lo schianto,violentissimo, ha svegliato gli abitanti della zona, che hanno chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti oltre al Suem i vigili del fuoco volontari, arrivati dal locale distaccamento: hanno messo in sicurezza l’auto ed utilizzando cesoie e divaricatori hanno liberato ed estratto uno dei feriti rimasto incastrato nell’abitacolo della vettura.I tre giovani sono stati stabilizzati dal personale del Suem 118 e trasportati in ospedale. Illeso invece l’autista. Le operazioni di soccorso sono terminate dopo circa un’ora.

Cascina di Alessandria

Alessandria 6 novembre 2019 Per fare saltare in aria la cascina di Quargnento (Alessandria) è stato usato un ordigno ‘fai da te’ con un materiale ben diverso da quello utilizzato dalla criminalità organizzata. Sul posto sono stati trovati degli inneschi: collegati ad una bombola inesplosa c’erano dei fili elettrici e un timer. Lo spiega il procuratore di Alessandria, Enrico Cieri che coordina l’inchiesta per omicidio plurimo e crollo doloso. Sui corpi dei tre vigili del fuoco morti, sotto le macerie è stato eseguito l’esame esterno: dai risultati si capirà se sarà necessaria l’autopsia. Oggi gli inquirenti stanno ascoltando altre testimonianze. Per il momento non c’è alcun indagato e tutte le persone sono state ascoltate come “informate sui fatti”.

Sta migliorando il carabiniere rimasto ferito. Roberto Borlengo, 31 anni, sarà operato venerdì nell’ospedale di Asti. “Sono stato svegliato verso le tre di notte dai carabinieri che sono venuti a suonare alla mia porta per chiedermi di seguirli”, racconta il padre, Marco Borlengo. “Mio figlio, che è in servizio alla stazione di Solero (Alessandria), è stato sbalzato dall’esplosione e ricoperto di macerie. Oggi sta meglio, ha riportato ferite al viso e alla gamba. Ieri Roberto era distrutto – aggiunge – non per il dolore provato, ma per chi ha perso la vita”.

Un vaso di fiori e un biglietto: ‘Per i nostri eroi’. E’ quanto una mano anonima ha lasciato nella notte davanti alla cascina di Quargnento in ricordo dei tre vigili del fuoco Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo, morti lunedì notte nell’esplosione che ha distrutto l’edificio. Nel corso della giornata sono numerosi i cittadini del paese dell’alessandrino che hanno voluto rendere loro omaggio sostando qualche minuto davanti all’area posta sotto sequestro.

I vigili del fuoco morti ad Alessandria “chiamiamoli per nome Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo. Mariti, padri amorevoli, che hanno perso la vita in un incidente, forse un attentato. La magistratura indagherà e confidiamo che quanto prima se ci sono dei colpevoli avranno un nome e un cognome”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti che indagano sull’esplosione in cui sono morti tre vigili del fuoco non si esclude, secondo quanto appreso dall’ANSA, quella di dissidi tra il proprietario dell’abitazione e il figlio, così come la pista legata al risarcimento assicurativo. Al momento, però, viene sottolineato, si tratta solo di ipotesi di lavoro: le indagini proseguono a 360 gradi.

La Procura di Alessandria ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per l’esplosione. Omicidio plurimo e crollo doloso di edificio i reati ipotizzati. Sulla vicenda gli inquirenti, che hanno ascoltato i proprietari della cascina e i loro familiari, mantengono il massimo riserbo.

Il proprietario della cascina di via San Francesco d’Assisi è stato ascoltato come persona informata sui fatti. La casa era disabitata e, per un certo periodo, era stata anche messa in vendita. Secondo il procuratore, l’uomo non ha riferito “nulla di significativo se non una mera ricapitolazione dei fatti. Sono tutte informazioni che vanno comparate, bilanciate, esaminate, pesate. Siamo ancora all’inizio dell’indagine: c’è un lavoro di accertamento tecnico, di attività scientifica affidata ai Carabinieri di Alessandria e del Ris di Parma. Stiamo lavorando”, ha concluso precisando che sono state sentite anche altre persone.Esplode cascina nell’Alessandrino: morti tre vigili del fuoco

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al prefetto Salvatore Mulas, capo dipartimento dei Vigili del fuoco, un messaggio: “In questa dolorosa circostanza desidero esprimere a lei e al Corpo la mia solidale vicinanza, rinnovando il profondo sentimento di fiducia e riconoscenza per la generosa dedizione al servizio della collettività”.

“La morte dei tre vigili del fuoco a Quargnento addolora tutta l’Italia. Il mio commosso pensiero alle vittime e un abbraccio alle famiglie e ai feriti. Solidarietà e pieno sostegno ai vigili del fuoco, eroi sempre in prima linea per garantire la nostra incolumità”, ha scritto invece il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Twitter.

“Una preghiera e un pensiero per i vigili del fuoco morti questa notte e un abbraccio alle famiglie e ai colleghi feriti. Onore a chi mette in gioco la propria vita per salvare quella degli altri, l’Italia piange per voi”. Così Matteo Salvini, leader della Lega ed ex ministro dell’Interno.

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese si è recata in visita ai due vigili del fuoco e al carabiniere feriti. “Ovviamente – ha riferito all’uscita dall’ospedale di Asti – sono molto provati, per loro è stata un’esperienza terribile. Non pensano a se stessi, ma ai compagni che non ci sono più. Sarà una prova molto difficile da superare”.

Matteo Gastaldo (46 anni), Marco Triches (38) e Antonino Candido (32)