Incendio a Porto Marghera

Venezia, incendio a Porto Marghera video - Corriere TV

Venerdi 15 maggio 2020 Porto Marghera Nella tarda mattinata di oggi,una impressionante nube di fumo denso nero si è alzata in cielo, visibile da tutta la terraferma veneziana: proveniva da un incendio scoppiato alla 3V Sigma di Malcontenta, azienda specializzata in prodotti chimici che occupa un’area di 12mila metri quadri a poca distanza dal punto in cui si incrociano via Fratelli Bandiera, la strada regionale 11 e via Malcontenta. Si sono verificate diverse esplosioni. Il Comune di Venezia ha invitato in via precauzionale i cittadini a chiudersi in casa e chiudere le finestre. Verso le 14 è stato annunciato il cessato allarme, con l’incendio ormai circoscritto dai vigili del fuoco. Le squadre dei pompieri sono accorse da tutta la provincia con 30 automezzi e 90 operatori. Nel pomeriggio sono in corso le operazioni di spegnimento degli ultimi focolai e la messa in sicurezza degli impianti, successivamente saranno svolte le indagini per determinare le cause dell’innesco del rogo.

Un grande dispiegamento di forze si è riversato sul posto tra vigili del fuoco, ambulanze, forze dell’ordine e protezione civile. Due operai sono rimasti direttamente coinvolti e gravemente feriti per le ustioni, quindi trasportati nei centri grandi ustioni di Padova e Verona: si tratta di due trentenni di origini straniere, rispettivamente romeno e indiano, che lavorano alla 3V Sigma per conto di un’azienda esterna con sede a Terni. Altri lavoratori potrebbero essere stati intossicati. Il grande fumo nero denso ha attirato l’attenzione dei cittadini, che sono usciti in strada per osservare il rogo, soprattutto a Marghera. Ma la nube, come detto, era visibile anche da Mestre, Venezia e ampie zone della provincia. Molti haano segnalato anche un forte odore nell’aria. L’assessore regionale Bottacin ha spiegato che «l’Arpav sta facendo indagini a tutto campo per verificare le sostanze che stanno bruciando. È possibile che si tratti di acetone, ma è una notizia non ufficiale e non verificata». Sembra che uno degli impianti interessati dal rogo fosse in manutenzione. Il sindaco Luigi Brugnaro ha aggiunto: «Manteniamo la prudenza e aspettiamo i dati dell’Arpav, ma non abbiamo motivo di allarme ulteriore, la popolazione non è in pericolo».

In tarda mattinata il Comune di Venezia aveva comunicato: «Un incendio è divampato in uno stabilimento di Malcontenta. Sono in corso verifiche da parte dei vigili del fuoco e dei tecnici Arpav. In via prudenziale la centrale operativa della polizia locale e la protezione civile comunale invitano tutti i residenti nel territorio della municipalità di Marghera a portarsi in un luogo chiuso e tenere chiuse porte e finestre». Per garantire la sicurezza degli operatori è stata chiusa la viabilità per un raggio di 1,5 chilometri. I lavoratori della zona sono stati evacuati dai rispettivi stabilimenti. Una parte di loro si è trovata bloccata, con le strade chiuse dalle pattuglie, e si sono rifugiati al centro commerciale Panorama.

Tra i primi a commentare l’episodio c’è Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera: «Il grave, impressionante incendio che da questa mattina infuria sulla 3V Sigma è in un certo senso un incendio, un disastro, annunciato. Solo pochi mesi fa, infatti, i lavoratori avevano scioperato per la sicurezza, denunciando tra l’altro l’insufficienza degli impianti anti incendio. In tutti questi anni, poi, abbiamo sollevato, come Municipalità di Marghera, la questione della sicurezza nelle aziende che, a partire dal vecchio complesso del petrolchimico, si sono autonomizzate, con diversa fortuna. La mancanza di investimenti adeguati, sia sul ciclo produttivo che sulla sicurezza interna, dei lavoratori e degli impianti, rende la situazione pericolosa. Come drammaticamente questa mattina si è dimostrato. Da Arpav, dagli enti di controllo, dalla magistratura, dalle istituzioni, attendiamo tutte le informazioni necessarie su cosa sia accaduto, su cosa sia uscito nell’aria, di chi siano le responsabilità».

La 3V Sigma ha diffuso una nota nella giornata di sabato in cui «esprime piena solidarietà e vicinanza ai due operai rimasti coinvolti dall’evento, con l’augurio che si possano rimettere al più presto. Ad ora, purtroppo, nessuna informazione certa sul loro stato di salute è stata condivisa e vogliamo esprimere alle loro famiglie tutta la nostra partecipazione». Continua la nota: «Non sono note le cause dell’incidente, tuttora in corso di accertamento e per le quali forniremo ogni supporto alle autorità competenti. L’incendio sembra si sia sviluppato nei pressi di un serbatoio ove i due operai della ditta di manutenzione esterna stavano lavorando. Le procedure di sicurezza dell’azienda, sia sotto il profilo della tutela dell’ambiente, sia sotto il profilo della prevenzione infortuni sul lavoro, sono assolutamente idonee e rispetto ad esse l’azienda da sempre riserva particolare attenzione ed adeguati investimenti. Tutti i controlli e le ispezioni compiuti da parte degli enti competenti hanno anche di recente dato esito positivo, riscontrando la correttezza delle misure di prevenzione adottate dall’azienda. L’azienda si dichiara a totale disposizione delle autorità intervenute nella ricostruzione del sinistro e pienamente collaborativa per la messa in sicurezza dell’area, nonché per ogni adempimento operativo, ivi incluso il trasferimento delle merci, compiuto in coordinamento con esse. Lo stabilimento di Porto Marghera è considerato strategico, come dimostra un recente ed impegnativo investimento che era da poco terminato. Siamo vicini a tutti collaboratori, nonché a tutti i fornitori dipendenti dalla nostra filiera, rassicurandoli sulla piena volontà dell’azienda per affrontare e risolvere la difficile fase che ci attende».

Violento schianto tra auto e camion Grave 32enne

Incidente a Marostica

Marostica 24 aprile 2020 Alle 13.45  i vigili del fuoco sono intervenuti lungo la nuova Gasparona a Marostica per lo scontro tra un’auto e un camion da cantiere: ferito l’automobilista di 32 anni.

I pompieri hanno messo in sicurezza i mezzi e utilizzando cesoie, divaricatori e martinetti idraulici estratto il conducente della Bmw 320 finita fuori strada. Il ferito è stato stabilizzato dal personale sanitario del Suem e trasferito in ospedale in gravi condizioni: la prognosi è riservata. Illeso l’autista del mezzo pesante. I carabinieri hanno eseguito i rilievi del sinistro mentre il personale del commissariato ha deviato il traffico.

Rogo su Cima Marana bruciano venti ettari

Incendio su Cima Marana: in fiamme 20 ettari di bosco

Valdagno 11 aprile 2020 Un’alta colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, sta creando allarme per la vastità del rogo. I pompieri, intervenuti nel primo pomeriggio, si sono avvalsi del supporto di un Canadair decollato da Genova

Allarme per un incendio in corso dal primo pomeriggio di sabato a Cima Marana nel comune di Crespadoro, nell’alta valle del Chiampo. Le fiamme hanno interessato 20 ettari di bosco, in una zona estremamente impervia.“

Le squadre intervenute da Arzignano, Schio, Vicenza e Padova con un’autopompa, tre autobotti e un modulo antincendio boschivo stanno lavorando per l’estinzione delle fiamme. Le autobotti dei pompieri stanno operando a supporto dell’elicottero dell’antincendio boschivo regionale per il rifornimento idrico delle vasche.

Alle 18.30 sul target dell’incendio anche un Canadair dei Vigili del fuoco decollato da Genova, con una capacità di carico di 6 mila litri d’acqua, e due elicotteri, uno della Regione e uno dei Vigili del Fuoco, dotati di serbatoi da 800 litri ciascuno.

“Il nostro servizio di antincendio boschivo, con il supporto dei Vigili del fuoco, è intervenuto con tempestività – spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin – Stiamo incontrando qualche problema con l’approvvigionamento di acqua – conclude Bottacin – che non ci impedisce comunque di circoscrivere l’incendio e procedere nell’opera di spegnimento che però difficilmente potrà concludersi entro stanotte. Rimaniamo costantemente in contatto con il sindaco di Crespadoro e l’area interessata sarà presidiata da terra fino a domattina”.

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Coronavirus, pompieri in servizio anche se “contagiati”

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15 marzo 2020 I vigili del fuoco? In servizio anche se affetti da Coronavirus. Ma solo per necessità.  Si legge al rigo undici di pagina uno: “Il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che venga posto in quarantena con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria, potrà essere richiamato in servizio per comprovate necessità operative laddove risulti asintomatico”.

Recita così il documento contenente le nuove disposizioni per i vigili del fuoco a fronte dell’emergenza sanitaria per il Covid19. Un paragrafo sconcertante, che lascia non pochi dubbi.

È obbligato alla quarantena chiunque sia sospettato di essere affetto da Coronavirus. Dunque, come potrebbe un pompiere rientrare in servizio e lavorare a stretto contatto con colleghi e cittadini se reputato dalle ASL persona “pericolosa” per la salute tanto da rinchiuderlo in casa per quattordici? “Senza dubbio è un pericolo, ma è difficile che ci chiamino per degli interventi ordinari. Lo hanno scritto, ma dovrebbe essere un caso davvero eccezionale. Un terremoto, un grande incendio. Insomma, rientreremmo in servizio solo in caso di vera urgenza.” Ci dice Pompeo Mannone, segretario Fns (CISL). Ma chi ne farebbe le spese? Gli anziani, magari anche gli immunodepressi. I cittadini più vulnerabili.

Dunque i pompieri, a leggere le carte, potrebbero essere richiamati in servizio anche se positivi al Coronavirus. L’unica prerogativa è essere “asintomatici.” Come se chi fosse colpito dal virus senza che questo si manifesti con febbre e tosse non corresse il rischio di contagiare gli altri. “La possibilità di rientrare in servizio anche se abbiamo contratto il Coronavirus potrebbe creare dei problemi evidenti”, ammette Mannone. Che poi specifica: “Ma se dobbiamo salvare delle vite? Come possiamo fare? Siamo costretti a tornare. In carenza di uomini dobbiamo mettere al primo posto il servizio ai cittadini e quindi correre il rischio”.

Un rischio alto, non solo per loro, considerando le regole stringenti prese dal governo per cercare di azzerare i contagi del virus. L’unico modo per fermarlo è isolarlo. Isolarci. Restare in casa. “Lascia il virus fuori dalla porta” dice uno dei tanti spot del Governo, ma il virus potrebbe entrare dalla nostra porta di casa vestito da vigile del fuoco. L’intero Paese è stato dichiarato “zona rossa”, gli italiani sono costretti a stare rinchiusi nelle proprie case, boutique e negozi con saracinesche abbassate e poi il rischio di contagio si lascia correre proprio a chi avrebbe bisogno di aiuto.

I vigili del fuoco sono tra le categorie più penalizzate. Gli uomini in servizio sono sprovvisti di protezioni. Che scarseggiano ovunque. Le mascherine, che sono state fornite alle varie stazioni di comando, sono troppo poche per garantirne l’utilizzo a tutti. Secondo il Comando Generale i pompieri dovrebbero usufruirne solo in casi “di estrema necessità”. Ma chi valuta quali siano questi casi? Qualcuno riesce a prevedere la situazione che si troverà a dover affrontare l’uomo in servizio prima di arrivare sul luogo? Difficile. E così diventa impossibile riuscire a preservare la salute dei lavoratori e dei cittadini che hanno bisogno di loro, in assenza di protocolli operativi specifici e con materiale a disposizione a rischio esaurimento scorte. “Non solo di mascherine, ma anche di uomini. Siamo già in pochi e qualcuno ha già contratto il virus. Come faremo?” Ci dice Mannone al telefono.

Il Governo, concentrato sull’emergenza, potrebbe dimenticarsi delle innumerevoli assunzioni da fare. I vigili del fuoco sono pochi, ne servono altri. Chissà se dopo aver stanziato 25 miliardi per fare la guerra al Coronavirus ne troveranno altri per i pompieri. “Speriamo!” Conclude il segretario nazionale della CISL.

Schianto tra auto sotto il cavalcavia: muore una 50 enne, 4 i feriti

Montebello 29 febbraio 2020 Sabato sera, poco prima delle 21, due auto sono rimaste coinvolte in un tragico incidente stradale che è costato la vita ad una donna.

Lo schianto è avvenuto sotto il cavalcavia autostradale, a ridosso del casello di Montebello Vicentino. La squadra dei pompieri arrivata da Lonigo ha messo in sicurezza i mezzi ed estratto dalla Fiat Croma rovesciata il conducente, un 53enne originario di Bassano del Grappa ma residente a Fonte, nel Trevigiano, il quale è stato stabilizzato dai sanitari per essere trasferito in ospedale. L’uomo si trova ora ricoverato in gravi condizioni in Terapia Intesiva, all’ospedale San Bortolo di Vicenza.

Niente da fare nonostante i soccorsi per la passeggera, Sara Pavan, 51 enne di Cologna Veneta (Verona), dichiarata morta dal personale medico del Suem intervenuto sul posto.

Feriti il conducente dell’Audi A3, un 22enne residente a Gambellara e i passeggeri di 24 e 21 anni. I tre giovani sono stati stabilizzati e trasferiti in ospedale dalle ambulanze intervenute da Lonigo e Arzignano. Sul posto la Polizia stradale i carabinieri di Valdagno e Arzignano e la Polizia municipale per la deviazione del traffico i rilievi dell’incidente.

Secondo una prima ricostruzione sembra che la Croma abbia svoltato a sinistra senza rispettare lo Stop e l’Audi A3, proveniente dal lato opposto, non abbia saputo evitare l’impatto.

Il Summano brucia ancora

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Santorso 6 febbraio 2020 0re 19.30 Almeno due focolai distinti sono segnalati dalle 19 sul Monte Summano. Le fiamme sono visibili da Santorso e Carrè. Al momento sono al lavoro quattro squadre dei vigili del fuoco e i volontari della protezione civile

Proprio ieri la protezione civile del Veneto aveva dichiarato lo «stato di grave pericolosità» per incendi boschivi nel Vicentino e nel Veronese a causa del tempo secco e del forte vento.

Santorso Venerdi 7 febbraio 2020 ore 6 .I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la serata sul monte Summano al fine di evitare il propagarsi dell’incendio ed evitare così che il fuoco potesse divorare ampie porzioni di bosco, come già avvenuto in passato. Le operazioni sono state tutt’altro che semplici visto che almeno uno dei due focolai si trovava in una zona raggiungibile solo a piedi. Difficile, anche a causa del buio, sbilanciarsi sulle cause dei roghi; sicuramente la vegetazione secca e il forte vento hanno contribuito alla diffusione delle fiamme. Non si esclude che dietro ai fuochi ci possa essere la mano di qualche piromane, come già avvenuto in passato, in quest’area.

 

 

Cade e finisce nel torrente

Valdagno 2 febbraio 2020 Dramma intorno alle 13 in contrada Pregrassi, a Valdagno. Un 57enne è morto mentre stava tagliando alcune piante sotto il piano stradale della Sp45. L’uomo è caduto, rotolando lungo il pendio e finendo riverso dentro un piccolo torrente.Il personale medico del Suem 118 ha solo potuto constatare la morte del 57enne, residente nella stessa contrada. L’uomo potrebbe essere scivolato durante i lavori, ma non si esclude che a causare la caduta possa essere stato un malore. Dopo il nulla osta del magistrato il corpo è stato imbarellato e portato fino in strada dai vigili del fuoco. Le operazioni di soccorso sono terminate intorno alle 16.

 

Ricerca escursionista in Pasubio

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DOMENICA 26 GENNAIO. Dal primo pomeriggio di domenica, a Valli del Pasubio, sono scattate le ricerche per un escursionista di cui non si hanno più notizie da ieri. L’uomo, un 42 enne di Montecchio Maggiore, è uscito di casa nella giornata di sabato e non vi ha più fatto rientro. Questa mattina i familiari hanno fatto denuncia di scomparsa ai carabinieri. L’auto dell’uomo è stata rinvenuta nel parcheggio del rifugio Balasso, ma di lui nessuna traccia. I vigili del fuoco intervenuti con il personale di Schio e Vicenza con l’UCL (unità di comando locale) dove stanno operando gli operatori TAS (topografia applicata al soccorso), che coordinano le ricerche anche con l’impiego dei nuclei cinofili arrivati dai comandi di Padova e Venezia. Alle ricerche stanno partecipando anche squadre del soccorso alpino.

LUNEDÌ 27 GENNAIO. ore 18 Stanno rientrando le ultime squadre del Soccorso alpino ancora impegnate nella ricerca dell’escursionista quarantaduenne di Montecchio Maggiore.

Dopo una prima fase questa mattina, altre zone sono state indagate nel pomeriggio e anche l’elicottero di Verona emergenza (arrivato al Passo Pian delle Fugazze perché al Balasso le nuvole impedivano l’avvicinamento) è tornato per trasportare in quota al Rifugio Papa tre squadre, delle quali una è scesa dalla Strada delle Gallerie, una dalla Val Fontana d’Oro, una dalla Strada degli Scarubbi. Oggi dopo le prime rotazioni della mattina, i soccorritori lasciati sul Monte Cornetto hanno percorso il Sentiero dell’Arroccamento, il Vajo Stretto, la discesa verso Malga Boffetal. Le squadre lasciate al Papa hanno invece visionato il Vajo sud, la direttissima e il Boale d’Inverno verso la bassa Val Canale. Altri gruppi si sono mossi con la Protezione civile nella zona attorno all’Ossario e sulle strade che da Forte Maso scendono a Contrà Pianegonda. I soccorritori hanno anche effettuato calate sotto il Monte Castiglieri. Controllata anche l’area attorno a Passo Baffelan e Passo Ganè. Oggi erano presenti una sessantina di persone del Soccorso alpino di Schio, coordinatore della ricerca, Arsiero, Padova, Recoaro – Valdagno e Verona, della Proezione civile di Schio e Valdagno, dei Vigili del fuoco e dell’Associazione nazionale dei carabinieri. Le autorità competenti stanno valutando come procedere nella ricerca nelle prossime ore.

 

Ore 8 Sono ripartite questa mattina le ricerche del quarantaduenne di Montecchio Maggiore, di cui non si sa più nulla da quando sabato ha parcheggiato la sua auto al Rifugio Balasso per una camminata sul Pasubio.

Ieri sera i tre cani molecolari del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, che hanno lavorato in sequenza, hanno individuato una traccia dalla macchina dell’uomo e oggi parte della ricerca si è concentrata nella zona dell’Ossario, mentre altre squadre sono tornate a battere i sentieri alti.

L’elicottero di Verona emergenza ha trasportato sulla parte sommitale del Pasubio i soccorritori, che stanno scendendo lungo i canali non visionati ieri. Alcune squadre sono invece state elitrasportate sul Monte Cornetto e stanno percorrendo gli itinerari che conducono al Ponte tibetano e altri canali.

In tutta l’area non c’è copertura telefonica e l’attività del cellulare dell’uomo, che non è raggiungibile, non ha dato alcun esito utile per una eventuale geolocalizzazione.

“Accerchiati, tiravano bottiglie”: i balordi contro i vigili del fuoco

Milano 1 gennaio 2020

I pompieri sono stati assaliti in via Gola. Erano intervenuti per spegnere un incendio in mezzo alla strada. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha permesso ai vigili del fuoco di terminare il loro lavoro

“Ci hanno accerchiato….tirato bottiglie e rubato le chiavi dell’autopompa, non permettendoci di fare il nostro lavoro. Solo l’intervento delle Volanti della PS e una Botte a supporto ci ha permesso di spegnere l’incendio di rifiuti buttati in mezzo alla strada”. La folle aggressione nei confronti dei pompieri intervenuti qualche minuto dopo la mezzanotte in via Gola, poco lontano dai Navigli, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I vigili del fuoco erano intervenuti questa notte per spegnere il rogo di alcuni rifiuti gettati in mezzo alla via, forse lanciati in seguito ai bagordi fatti durante i festeggiamenti per l’ultima notte dell’anno.

L’aggressione ai Vigili del fuoco

Un gruppo di persone li ha però accerchiati e aggrediti, lanciando bottiglie e perfino rubando le chiavi dell’autopompa. Impedendo così ai pompieri di poter svolgere il loro lavoro. Una zona non facile quella di via Gola, nella periferia milanese, dove si è svolta ieri l’aggressione. Tanto da portare i vigili del fuoco a essere spesso accompagnati e scortati da agenti e militari. La scorsa notte però forse è mancato il tempo materiale per richiedere l’aiuto delle forze dell’ordine. Hanno quindi deciso di andare sul posto da soli, senza scorta. Appena arrivati sono stati accerchiati e attaccati. I vigili del fuoco non hanno quindi potuto svolgere il loro lavoro in breve tempo.

La necessità di chiedere i rinforzi

Prima di riuscire a spegnere le fiamme, che stavano continuando a espandersi, mettendo a repentaglio l’incolumità di residenti e abitazioni, hanno dovuto chiedere aiuto ai rinforzi. Ritardando quindi anche le operazioni necessarie a domare l’incendio. Quando sono arrivate le macchine della polizia, gli agenti intervenuti sono riusciti a riportare la situazione alla normalità, consentendo così ai pompieri di svolgere il loro lavoro. Come spiegato nel post sulla pagina Facebook: “Solo l’intervento delle volanti della polizia e un’altra autobotte a supporto ci hanno permesso di spegnere l’incendio di rifiuti buttati in mezzo alla strada subito dopo la mezzanotte”.

Tanti i commenti su Facebook

Tanti, tantissimi i commenti a supporto dei pompieri. Molti hanno voluto esprimere il loro sgomento per quanto avvenuto. Un utente ha scritto: “Ma come si fa a toccare gli uomini di un corpo che ti toglie dalle macerie e tira fuori da una macchina accartocciata, ti viene a prendere sopra a un tetto se sei in pericolo…..!!”. Vergognoso è stato il termine maggiormente usato per descrivere il terribile fatto.

Grave incidente Ponte Verde

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Recoaro terme 24 novembre 2019

Grave incidente nella notte i località Ponte Verde a Recoaro Terme: tre giovani sono rimasti gravemente feriti in un’uscita di strada.E’ accaduto intorno alle tre lungo la strada provinciale Sp246: l’auto, con a bordo tre giovani, è finita contro un muretto ed è andata distrutta. Lo schianto,violentissimo, ha svegliato gli abitanti della zona, che hanno chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti oltre al Suem i vigili del fuoco volontari, arrivati dal locale distaccamento: hanno messo in sicurezza l’auto ed utilizzando cesoie e divaricatori hanno liberato ed estratto uno dei feriti rimasto incastrato nell’abitacolo della vettura.I tre giovani sono stati stabilizzati dal personale del Suem 118 e trasportati in ospedale. Illeso invece l’autista. Le operazioni di soccorso sono terminate dopo circa un’ora.