Ragazzino 13enne finisce in acqua e muore annegato

Tragedia nel torrente Agno: ragazzino 13enne finisce in acqua e ...

Cornedo Vicentino 5 giugno 2020 Terribile tragedia , sulle sponde del torrente Agno, nei pressi di località Cozza nella frazione di Cereda. Un ragazzino di appena 13 anni, nato nel 2007, è morto mentre giocava in riva al corso d’acqua insieme a tre coetanei. Secondo le prime informazioni trapelate dalla zona non è ancora chiaro se la sfortunata vittima sia scivolata o si fosse tuffata deliberatamente, in un tratto del fiume – una sorta di “buca” – per poi non riemergere per alcuni drammatici minuti.

Sono stati gli stessi amici che erano con lui a dare subito dato l’allarme. Altre persone sarebbero accorse dalla pista ciclabile poco lontana. Gli operatori dei vigili del fuoco, arrivati per primi sul luogo dell’incidente da Arzignano e a seguire da Vicenza con la squadra nautica, si sono calati dalla pista ciclabile inoltrandosi in mezzo ai rovi, riuscendo a raggiungere 10 metri più in basso il greto del fiume, dove hanno subito avvistato il ragazzo.

Due vigili del fuoco vestiti con l’idrocostume e legati per la grande portata d’acqua del torrente (dovuta alle piogge di ieri) hanno raggiunto il ragazzo portandolo a riva. Subito sono iniziate le operazioni di rianimazione guidate da un medico del Suem di Valdagno e con la partecipazione del personale dei vigili del fuoco: i soccorritori si sono dati il cambio nelle manovre rianimatorie per oltre un’ora. Nessuno voleva arrendersi, ma purtroppo con esito negativo. Dichiarata la morte, il ragazzino è stato issato e recuperato con una barella e trasportato fino alla pista ciclabile. Sul posto i carabinieri di Valdagno.

Il nome del ragazzo verrà reso noto una volta che tutti i familiari saranno messi al corrente della disgrazia. Il 13enne era nato a Valdagno e viveva proprio a Cornedo Vicentino con la famiglia. Giocava a calcio in una società dell’Ovest Vicentino. Il drammatico evento si è verificato poco dopo le 17 di oggi pomeriggio: sul posto è arrivato anche il padre, informato della tragedia, confortato per quanto possibile da conoscenti e dai carabinieri della compagnia valdagnese, incaricati di capire e ricostruire cosa sia accaduto. La notizia ha gettato subito nello sgomento tutta la comunità locale.

Gravissimo incidente a Cornedo Vicentino

Scontro tra auto e camion nel tunnel: grave un ragazzo di 26 anni

Cornedo Vicentino 28 maggio 2020 Poco dopo le 16 di giovedì i vigili del fuoco sono intervenuti lungo la SP 246 nel tunnel che collega il comune di Cornedo a Cereda per uno scontro tra un’auto e un camion: ferito gravemente un giovane.

I pompieri arrivati da Arzignano, hanno messo in sicurezza i mezzi e lavorato con cesoie divaricatori e martinetti idraulici per liberare il 26 enne di Valdagno, rimasto incastrato tra le lamiere della Renault Clio.

L’automobilista gravemente ferito nell’impatto è stato stabilizzato dal personale sanitario del 118 e trasferito subito in ospedale sfruttando l’elisoccorso sopraggiunto dall’ospedale San Bortolo. Nel tunnel sono giunti anche i carabinieri, che hanno collaborato con il personale di polizia locale nella gestione del traffico e nei rilievi. Le dinamiche che hanno portato alla carambola, infatti, non risultano ancora chiare.

I carabinieri e la polizia locale hanno deviato il traffico e d eseguito i rilievi del sinistro per ricostruire la dinamica del sinistro. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono terminate dopo circa un’ora.

Violento incendio devasta la Geotex in Valsugana

Bassano del Grappa 29 maggio 2020 Un violentissimo incendio è scoppiato in tarda serata nello stabilimento della Geotex di Campolongo sul Brenta, frazione del nuovo comune di Valbrenta, in Valsugana. Non ci sarebbero feriti.

A dare l’allarme, intorno alle 22, alcuni dipendenti. L’azienda, leader di mercato in Europa nel settore dei geotessili non tessuti, ha sede in riva al Brenta in via Giusti 56 e occupa una sessantina di operai.

Sul posto sono in azione diverse squadre dei vigili del fuoco. Preoccupazione fra i residenti nella zona. I cittadini sono stati invitati, per precauzione, a tenere chiuse le finestre. Una grande nube nera si è alzata e si sta spostando verso sud e quindi Bassano, in tutta la zona è intenso l’odore di plastica bruciata.

Incendio a Porto Marghera

Venezia, incendio a Porto Marghera video - Corriere TV

Venerdi 15 maggio 2020 Porto Marghera Nella tarda mattinata di oggi,una impressionante nube di fumo denso nero si è alzata in cielo, visibile da tutta la terraferma veneziana: proveniva da un incendio scoppiato alla 3V Sigma di Malcontenta, azienda specializzata in prodotti chimici che occupa un’area di 12mila metri quadri a poca distanza dal punto in cui si incrociano via Fratelli Bandiera, la strada regionale 11 e via Malcontenta. Si sono verificate diverse esplosioni. Il Comune di Venezia ha invitato in via precauzionale i cittadini a chiudersi in casa e chiudere le finestre. Verso le 14 è stato annunciato il cessato allarme, con l’incendio ormai circoscritto dai vigili del fuoco. Le squadre dei pompieri sono accorse da tutta la provincia con 30 automezzi e 90 operatori. Nel pomeriggio sono in corso le operazioni di spegnimento degli ultimi focolai e la messa in sicurezza degli impianti, successivamente saranno svolte le indagini per determinare le cause dell’innesco del rogo.

Un grande dispiegamento di forze si è riversato sul posto tra vigili del fuoco, ambulanze, forze dell’ordine e protezione civile. Due operai sono rimasti direttamente coinvolti e gravemente feriti per le ustioni, quindi trasportati nei centri grandi ustioni di Padova e Verona: si tratta di due trentenni di origini straniere, rispettivamente romeno e indiano, che lavorano alla 3V Sigma per conto di un’azienda esterna con sede a Terni. Altri lavoratori potrebbero essere stati intossicati. Il grande fumo nero denso ha attirato l’attenzione dei cittadini, che sono usciti in strada per osservare il rogo, soprattutto a Marghera. Ma la nube, come detto, era visibile anche da Mestre, Venezia e ampie zone della provincia. Molti haano segnalato anche un forte odore nell’aria. L’assessore regionale Bottacin ha spiegato che «l’Arpav sta facendo indagini a tutto campo per verificare le sostanze che stanno bruciando. È possibile che si tratti di acetone, ma è una notizia non ufficiale e non verificata». Sembra che uno degli impianti interessati dal rogo fosse in manutenzione. Il sindaco Luigi Brugnaro ha aggiunto: «Manteniamo la prudenza e aspettiamo i dati dell’Arpav, ma non abbiamo motivo di allarme ulteriore, la popolazione non è in pericolo».

In tarda mattinata il Comune di Venezia aveva comunicato: «Un incendio è divampato in uno stabilimento di Malcontenta. Sono in corso verifiche da parte dei vigili del fuoco e dei tecnici Arpav. In via prudenziale la centrale operativa della polizia locale e la protezione civile comunale invitano tutti i residenti nel territorio della municipalità di Marghera a portarsi in un luogo chiuso e tenere chiuse porte e finestre». Per garantire la sicurezza degli operatori è stata chiusa la viabilità per un raggio di 1,5 chilometri. I lavoratori della zona sono stati evacuati dai rispettivi stabilimenti. Una parte di loro si è trovata bloccata, con le strade chiuse dalle pattuglie, e si sono rifugiati al centro commerciale Panorama.

Tra i primi a commentare l’episodio c’è Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera: «Il grave, impressionante incendio che da questa mattina infuria sulla 3V Sigma è in un certo senso un incendio, un disastro, annunciato. Solo pochi mesi fa, infatti, i lavoratori avevano scioperato per la sicurezza, denunciando tra l’altro l’insufficienza degli impianti anti incendio. In tutti questi anni, poi, abbiamo sollevato, come Municipalità di Marghera, la questione della sicurezza nelle aziende che, a partire dal vecchio complesso del petrolchimico, si sono autonomizzate, con diversa fortuna. La mancanza di investimenti adeguati, sia sul ciclo produttivo che sulla sicurezza interna, dei lavoratori e degli impianti, rende la situazione pericolosa. Come drammaticamente questa mattina si è dimostrato. Da Arpav, dagli enti di controllo, dalla magistratura, dalle istituzioni, attendiamo tutte le informazioni necessarie su cosa sia accaduto, su cosa sia uscito nell’aria, di chi siano le responsabilità».

La 3V Sigma ha diffuso una nota nella giornata di sabato in cui «esprime piena solidarietà e vicinanza ai due operai rimasti coinvolti dall’evento, con l’augurio che si possano rimettere al più presto. Ad ora, purtroppo, nessuna informazione certa sul loro stato di salute è stata condivisa e vogliamo esprimere alle loro famiglie tutta la nostra partecipazione». Continua la nota: «Non sono note le cause dell’incidente, tuttora in corso di accertamento e per le quali forniremo ogni supporto alle autorità competenti. L’incendio sembra si sia sviluppato nei pressi di un serbatoio ove i due operai della ditta di manutenzione esterna stavano lavorando. Le procedure di sicurezza dell’azienda, sia sotto il profilo della tutela dell’ambiente, sia sotto il profilo della prevenzione infortuni sul lavoro, sono assolutamente idonee e rispetto ad esse l’azienda da sempre riserva particolare attenzione ed adeguati investimenti. Tutti i controlli e le ispezioni compiuti da parte degli enti competenti hanno anche di recente dato esito positivo, riscontrando la correttezza delle misure di prevenzione adottate dall’azienda. L’azienda si dichiara a totale disposizione delle autorità intervenute nella ricostruzione del sinistro e pienamente collaborativa per la messa in sicurezza dell’area, nonché per ogni adempimento operativo, ivi incluso il trasferimento delle merci, compiuto in coordinamento con esse. Lo stabilimento di Porto Marghera è considerato strategico, come dimostra un recente ed impegnativo investimento che era da poco terminato. Siamo vicini a tutti collaboratori, nonché a tutti i fornitori dipendenti dalla nostra filiera, rassicurandoli sulla piena volontà dell’azienda per affrontare e risolvere la difficile fase che ci attende».

Violento schianto tra auto e camion Grave 32enne

Incidente a Marostica

Marostica 24 aprile 2020 Alle 13.45  i vigili del fuoco sono intervenuti lungo la nuova Gasparona a Marostica per lo scontro tra un’auto e un camion da cantiere: ferito l’automobilista di 32 anni.

I pompieri hanno messo in sicurezza i mezzi e utilizzando cesoie, divaricatori e martinetti idraulici estratto il conducente della Bmw 320 finita fuori strada. Il ferito è stato stabilizzato dal personale sanitario del Suem e trasferito in ospedale in gravi condizioni: la prognosi è riservata. Illeso l’autista del mezzo pesante. I carabinieri hanno eseguito i rilievi del sinistro mentre il personale del commissariato ha deviato il traffico.

Schio , vasto incendio sul Novegno

Ripartiti di notte alcuni focolai sul Novegno | Schio

Schio 15 aprile 2020 Con la Protezione Civile che lavora senza sosta da quando è esplosa l’emergenza covid , al piromane è venuto in mente, nel pomeriggio di oggi, mercoledì 15 aprile, di appiccare ben 5 focolai, che stanno tenendo impegnati e mettendo a dura prova i Vigili del Fuoco.

Si tratta di 5 lingue di fuoco accese in punti ben distanziati, proprio per fare danno e con il vento che si registra da un paio di giorno, le fiamme stanno facendo presto a propagarsi.

I pompieri stanno spegnendo i roghi prima che faccia buio e della situazione è stato subito informato il sindaco Valter Orsi, che è andato su tutte le furie. “Chi ha commesso questo gesto è un grande imbecille, un incivile, un frustrato, un delinquente, che non sta tenendo conto di quanto il territorio stia patendo a causa dell’emergenza covid-19 – ha dichiarato il primo cittadino scledense – E da quanto mi è stato riferito, ha agito con spregiudicatezza, appiccando il fuoco in zone ben distanziate, ma per guadagnarsi la via di fuga e non correre rischi di non rimanere intrappolato. I nostri Vigili del Fuoco stanno lavorando incessantemente, ma c’è da tenere in conto l’impegno della Protezione Civile e dei suoi volontari, che sono impiegati attualmente nell’emergenza sanitaria, che stanno affrontando con uno spiegamento di forze che li sta mettendo a dura prova. Per questo – ha concluso Orsi – definisco il piromane, che ha agito sul Novegno, un grande imbecille, che spero venga individuato e arrestato”.

Aggiornamento 20.00

Con l’aiuto di due autocisterne e un’autobotte agricola si sta trasferendo sul Novegno acqua per riempire le vasche che servono all’approvvigionamento dell’elicottero. “Grazie ai tre cittadini che ce li hanno prestati per questa emergenza”, ha sottolineato Orsi, che ha anche ipotizzato la necessità dell’arrivo di un ulteriore elicottero domattina.

Aggiornamento 22.10

E’ quasi completamente spento l’incendio che dal pomeriggio di mercoledì 15 aprile è divampato nel monte Novegno a Schio. Uno spiegamento di forze per domare le fiamme, sviluppate in numerosi focolai, appiccati volontariamente da qualcuno. “Fondamentale il supporto di cittadini che ci hanno prestato i mezzi per i rifornimenti dell’acqua – ha evidenziato il sindaco Orsi – Un lavoro grandioso da parte di Vigili del Fuoco e Protezione Civile. Sono stati fantastici”.

Ancora fiamme sul Monte Novegno.

Stanotte sono ripartiti alcuni dei focolai dell’incendio, molto probabilmente doloso, che ha interessato il bosco nella zona sopra Santa Caterina e nell’area di Forte Rione, tra Schio e Torrebelvicino.I vigili del fuoco del distaccamento scledense, intorno alle 2, sono tornati sulla montagna, dando il via alle operazioni per lo spegnimento, rese difficili dalla pendenza del terreno. Sul monte sono tornati anche i volontari della protezione civile Alto Vicentino Pasubio, i quali stanno proseguendo con le attività di bonifica.

Nel frattempo, continua la caccia ai piromani da parte dei carabinieri forestali della stazione di Schio.

Rogo su Cima Marana bruciano venti ettari

Incendio su Cima Marana: in fiamme 20 ettari di bosco

Valdagno 11 aprile 2020 Un’alta colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, sta creando allarme per la vastità del rogo. I pompieri, intervenuti nel primo pomeriggio, si sono avvalsi del supporto di un Canadair decollato da Genova

Allarme per un incendio in corso dal primo pomeriggio di sabato a Cima Marana nel comune di Crespadoro, nell’alta valle del Chiampo. Le fiamme hanno interessato 20 ettari di bosco, in una zona estremamente impervia.“

Le squadre intervenute da Arzignano, Schio, Vicenza e Padova con un’autopompa, tre autobotti e un modulo antincendio boschivo stanno lavorando per l’estinzione delle fiamme. Le autobotti dei pompieri stanno operando a supporto dell’elicottero dell’antincendio boschivo regionale per il rifornimento idrico delle vasche.

Alle 18.30 sul target dell’incendio anche un Canadair dei Vigili del fuoco decollato da Genova, con una capacità di carico di 6 mila litri d’acqua, e due elicotteri, uno della Regione e uno dei Vigili del Fuoco, dotati di serbatoi da 800 litri ciascuno.

“Il nostro servizio di antincendio boschivo, con il supporto dei Vigili del fuoco, è intervenuto con tempestività – spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin – Stiamo incontrando qualche problema con l’approvvigionamento di acqua – conclude Bottacin – che non ci impedisce comunque di circoscrivere l’incendio e procedere nell’opera di spegnimento che però difficilmente potrà concludersi entro stanotte. Rimaniamo costantemente in contatto con il sindaco di Crespadoro e l’area interessata sarà presidiata da terra fino a domattina”.

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Brucia ditta stoccaggio rifiuti: allarme rientrato

Incendio nella ditta di rifiuti, al lavoro tutta la notte ...

Montebello Vicentino Giovedi 2 aprile 2020 ORE 20 Un grosso incendio è divampato questa sera verso le 19.30 in una ditta di stoccaggio di rifiuti industriali in via Lungo Chiampo a Montebello Vicentino. Si tratta della Futura Srl. Sono intervenuti i vigili del fuoco con dieci mezzi, i tecnici Arpav e i carabinieri. In supporto anche tre mezzi dei pompieri dalla provincia di Verona. Una densa colonna di fumo nero è visibile a chilometri di distanza

AGGIORNAMENTO ORE 21.55 Proseguono le operazioni da parte dei vigili del fuoco. L’incendio è divampato all’interno di un capannone, nella parte centrale, e al momento è sotto controllo. Sul posto circa una trentina di pompieri con otto automezzi da Vicenza e provincia e i rinforzi arrivati dal veronese. Un mezzo dell’azienda sta portando all’esterno il materiale dove si è sviluppata la combustione. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza proseguiranno presumibilmente per tutta la notte.

L’assessore regionale Bottacin precisa: «L’incendio di Montebello è sotto controllo. I vigili del fuoco stanno continuando le operazioni di spegnimento e di smassamento. Arpav ha prelevato i campioni dell’aria e il sindaco ha emesso l’ordinanza di mantenimento di porte e finestre chiuse vietando il prelievo di ortaggi».

VENERDÌ 3 APRILE

ORE 7.30  Sono proseguite tutta la notte le operazioni di spegnimento del capannone della ditta Futura di trattamento e stoccaggio rifiuti di via Lungo Chiampo a Montebello. L’incendio è divampato intorno alle 19:30 di giovedì sera, con lo sviluppo di un’alta colonna di fumo visibile a chilometri di distanza, che ha allarmato i cittadini. I vigili del fuoco arrivati da Arzignano, Vicenza, Caldiero e Verona con tre autopompe, tre autobotti, un carro schiuma, un carro aria e 30 operatori coordinati dal funzionario di guardia e il capo servizio hanno iniziato le operazioni di spegnimento, che hanno coinvolto la parte centrale del capannone. A bruciare materiale secco in lavorazione che la ditta assembla in un prodotto combustibile per stufe. Alle 22, il rogo è stato messo sotto controllo dall’intenso lavoro dei pompieri, grazie anche alla compartimentazione del capannone, che ha bloccato l’estensione dell’incendio all’intera struttura. Stanno ora proseguendo le operazioni di bonifica iniziate ieri sera  con lo svuotamento del capannone del materiale interessato dall’incendio grazie all’ausilio  di una pala gommata dell’azienda. Le operazioni si concluderanno presumibilmente nella giornata odierna con la valutazione statica delle strutture e la messa in sicurezza del capannone. Le cause dell’incendio sono al vaglio degli operatori dell’ufficio di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco di Vicenza.

AGGIORNAMENTO ORE 14 E’ stata revoca l’ordinanza precauzionale del sindaco di Montebello, Dino Magnabosco, emessa nella serata di giovedì a seguito dell’incendio dello stabilimento della Futura srl di via Lungochiampo con cui si raccomandava alla popolazione di rimanere in casa e di chiudere tutte le finestre. Resta tuttavia valida la parte in cui per i prossimi quindici giorni si raccomanda ai cittadini di lavare accuratamente frutta e ortaggi provenienti dai propri orti e giardini.

Il sindaco di Montebello, Dino Magnabosco, raccomanda a tutti i cittadini «di restare in casa e chiudere le finestre». Analoghi inviti sono arrivati anche dai sindaci di diversi Comuni della zona.

 

 

 

GIOVEDÌ 2 APRILE 

 

 

 

 

(LE FOTO DEI LETTORI).

 

Il sindaco di Montebello, Dino Magnabosco, raccomanda a tutti i cittadini «di restare in casa e chiudere le finestre». Analoghi inviti sono arrivati anche dai sindaci di diversi Comuni della zona.

Coronavirus, pompieri in servizio anche se “contagiati”

Risultato immagini per pompieri coronavirus

15 marzo 2020 I vigili del fuoco? In servizio anche se affetti da Coronavirus. Ma solo per necessità.  Si legge al rigo undici di pagina uno: “Il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che venga posto in quarantena con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria, potrà essere richiamato in servizio per comprovate necessità operative laddove risulti asintomatico”.

Recita così il documento contenente le nuove disposizioni per i vigili del fuoco a fronte dell’emergenza sanitaria per il Covid19. Un paragrafo sconcertante, che lascia non pochi dubbi.

È obbligato alla quarantena chiunque sia sospettato di essere affetto da Coronavirus. Dunque, come potrebbe un pompiere rientrare in servizio e lavorare a stretto contatto con colleghi e cittadini se reputato dalle ASL persona “pericolosa” per la salute tanto da rinchiuderlo in casa per quattordici? “Senza dubbio è un pericolo, ma è difficile che ci chiamino per degli interventi ordinari. Lo hanno scritto, ma dovrebbe essere un caso davvero eccezionale. Un terremoto, un grande incendio. Insomma, rientreremmo in servizio solo in caso di vera urgenza.” Ci dice Pompeo Mannone, segretario Fns (CISL). Ma chi ne farebbe le spese? Gli anziani, magari anche gli immunodepressi. I cittadini più vulnerabili.

Dunque i pompieri, a leggere le carte, potrebbero essere richiamati in servizio anche se positivi al Coronavirus. L’unica prerogativa è essere “asintomatici.” Come se chi fosse colpito dal virus senza che questo si manifesti con febbre e tosse non corresse il rischio di contagiare gli altri. “La possibilità di rientrare in servizio anche se abbiamo contratto il Coronavirus potrebbe creare dei problemi evidenti”, ammette Mannone. Che poi specifica: “Ma se dobbiamo salvare delle vite? Come possiamo fare? Siamo costretti a tornare. In carenza di uomini dobbiamo mettere al primo posto il servizio ai cittadini e quindi correre il rischio”.

Un rischio alto, non solo per loro, considerando le regole stringenti prese dal governo per cercare di azzerare i contagi del virus. L’unico modo per fermarlo è isolarlo. Isolarci. Restare in casa. “Lascia il virus fuori dalla porta” dice uno dei tanti spot del Governo, ma il virus potrebbe entrare dalla nostra porta di casa vestito da vigile del fuoco. L’intero Paese è stato dichiarato “zona rossa”, gli italiani sono costretti a stare rinchiusi nelle proprie case, boutique e negozi con saracinesche abbassate e poi il rischio di contagio si lascia correre proprio a chi avrebbe bisogno di aiuto.

I vigili del fuoco sono tra le categorie più penalizzate. Gli uomini in servizio sono sprovvisti di protezioni. Che scarseggiano ovunque. Le mascherine, che sono state fornite alle varie stazioni di comando, sono troppo poche per garantirne l’utilizzo a tutti. Secondo il Comando Generale i pompieri dovrebbero usufruirne solo in casi “di estrema necessità”. Ma chi valuta quali siano questi casi? Qualcuno riesce a prevedere la situazione che si troverà a dover affrontare l’uomo in servizio prima di arrivare sul luogo? Difficile. E così diventa impossibile riuscire a preservare la salute dei lavoratori e dei cittadini che hanno bisogno di loro, in assenza di protocolli operativi specifici e con materiale a disposizione a rischio esaurimento scorte. “Non solo di mascherine, ma anche di uomini. Siamo già in pochi e qualcuno ha già contratto il virus. Come faremo?” Ci dice Mannone al telefono.

Il Governo, concentrato sull’emergenza, potrebbe dimenticarsi delle innumerevoli assunzioni da fare. I vigili del fuoco sono pochi, ne servono altri. Chissà se dopo aver stanziato 25 miliardi per fare la guerra al Coronavirus ne troveranno altri per i pompieri. “Speriamo!” Conclude il segretario nazionale della CISL.

Schianto tra auto sotto il cavalcavia: muore una 50 enne, 4 i feriti

Montebello 29 febbraio 2020 Sabato sera, poco prima delle 21, due auto sono rimaste coinvolte in un tragico incidente stradale che è costato la vita ad una donna.

Lo schianto è avvenuto sotto il cavalcavia autostradale, a ridosso del casello di Montebello Vicentino. La squadra dei pompieri arrivata da Lonigo ha messo in sicurezza i mezzi ed estratto dalla Fiat Croma rovesciata il conducente, un 53enne originario di Bassano del Grappa ma residente a Fonte, nel Trevigiano, il quale è stato stabilizzato dai sanitari per essere trasferito in ospedale. L’uomo si trova ora ricoverato in gravi condizioni in Terapia Intesiva, all’ospedale San Bortolo di Vicenza.

Niente da fare nonostante i soccorsi per la passeggera, Sara Pavan, 51 enne di Cologna Veneta (Verona), dichiarata morta dal personale medico del Suem intervenuto sul posto.

Feriti il conducente dell’Audi A3, un 22enne residente a Gambellara e i passeggeri di 24 e 21 anni. I tre giovani sono stati stabilizzati e trasferiti in ospedale dalle ambulanze intervenute da Lonigo e Arzignano. Sul posto la Polizia stradale i carabinieri di Valdagno e Arzignano e la Polizia municipale per la deviazione del traffico i rilievi dell’incidente.

Secondo una prima ricostruzione sembra che la Croma abbia svoltato a sinistra senza rispettare lo Stop e l’Audi A3, proveniente dal lato opposto, non abbia saputo evitare l’impatto.