Ribaltamento Autobotte

 

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Riflessioni

Su questo articolo abbiamo letto di tutto , e chiaro che la manovra fatta dai VOLONTARI non è stata corretta , ma ricordo che la patente di secondo grado che non consente di usare le sirene e stata data da chi di dovere , e risulta quindi corretto . Loro hanno pagato a caro prezzo la loro inesperienza , sia ben chiaro che non sono vigili del fuoco PERMANENTI , magari lo vorrebbero anche essere , ma non lo potranno mai essere , così si accontentano di fare questa missione di aiutare gli altri , tutti hanno un’altro lavoro fuori da quelle quattro mura di caserme , o di APS , fanno sacrifici per poter mantenere aperto il distaccamento di appartenenza , ma purtroppo per loro , non potranno mai diventare PERMANENTI , rimarranno sempre dei piccoli VOLONTARI ,chiamati al momento di estremo bisogno , quando l’acqua per dire arriva alla gola , non serve accanirsi su di loro , non succede solo a loro , succede anche ai PERMANENTI , a chi lo fa di professione .

Voglio ricordare inoltre che i VOLONTARI che guidavano il mezzo sono del Distaccamento di Pieve Emanuele quello che perse, nel mese di aprile del 2018, il suo volontario Pinuccio La Vigna , 49 anni, morto mentre spegneva coi colleghi un incendio scoppiato nella fabbrica di detersivi industriali Rykem a San Donato Milanese.

https://vigilidelfuocorecoaro.com/2018/04/07/un-altra-tragedia-sul-lavoro/

Ma anche lui era un VOLONTARIO che credeva nel proprio operato , come ci crede un PERMANENTE .

Cronistoria

Esercitazione a Melegnano, si ribalta autobotte pompieri. (credit foto video Bennati)

Esercitazione a Melegnano, si ribalta autobotte pompieri

MELEGNANO 1 luglio 2018

Per fortuna i due volontari dei vigili del fuoco del distaccamento di Pieve Emanuele sono usciti solo con qualche botta e tanto spavento: le condizioni non sono gravi. La loro autobotte si è ribaltata, durante un’esercitazione domenica pomeriggio alla caserma di Melegnano per i 10 anni del distaccamento .

L’incidente durante una simulazione

I vigili del fuoco stavano simulando un intervento su un incendio, come spesso fanno per far vedere a chi non conosce il duro lavoro dei pompierile le manovre e le procedure. Sotto gli occhi del pubblico presente per le celebrazioni del primo anno della caserma di Melegnano, i vigili del fuoco di Pieve a bordo dell’autobotte hanno curvato per raggiungere il punto del finto rogo e il mezzo si è ribaltato.

Tutto bene per i due volontari

Ancora oscure le cause dell’incidente: forse una manovra sbagliata o un malfunzionamento del grosso mezzo. Per fortuna, sul posto c’era anche il personale del 118 che partecipava alla manifestazione e si è precipitato per controllare le condizioni dei vigili del fuoco.

 

Quei 30 secondi che salvano la vita

vigili del fuoco salvano bambino arco

ARCO 8 luglio 2018 Prontezza di riflessisangue freddocapacità di  intervenire

all’istante e tanta formazione alle spalle.

Una mattinata da eroi per Maciej Olkiewicz e Jari Paternoster,  rispettivamente di 23 e 19

anni, giovanissimi vigili del fuoco volontari nel corpo di Arco, che hanno salvato un

neonato tra i banchi di un supermercato.Quella che sembra una domenica di routine a

fare la spesa si trasforma in una giornata da raccontare e ricordare. Tutto succede

alla Coop, in pieno centro a Arco, quando intorno alle 10.30 il commesso del reparto di

macelleria nota qualcosa che non va e attira l’attenzione dei pompieri. “Il commesso –

spiega Olkievic – ci ha segnalato una signora  spaventatissima e inginocchiata, che teneva

in braccio un bambino di circa cinque mesi e continuava a chiamarlo. Abbiamo subito

chiesto di chiamare l’ambulanza perché ci siamo accorti immediatamente che il neonato

non respirava, da circa trenta secondi”.Il bimbo aveva ingerito un pezzo di plastica e

stava soffocando. Fortunatamente però entrambi i vigili del fuoco sono formati per le

manovre di primo soccorso e per l’uso del defibrillatore, un progetto avviato dalla

Provincia di Trento. “Non c’era tempo da perdere – prosegue il pompiere – anche perché

la capacità polmonare dei bimbi così piccoli è ovviamente scarsa. Così ho preso in

braccio il bambino per iniziare immediatamente la manovra di Heimlich”.Una tecnica

di primo soccorso per rimuovere un’ostruzione delle vie aeree, che costituisce

un’efficace misura per risolvere in modo rapido molti casi di soffocamento. Questa

manovra prende il nome dal medico statunitense Henry Heimlich nel 1974. “Questa

manovra – evidenzia Paternoster – è molto particolare se viene effettuata sui neonati,

non è semplice intervenire per via della loro delicatezza”.Ma per fortuna tutto si è

risolto nel giro di qualche secondo e il bambino è riuscito a espellere il corpo che

ostruiva le vie aree. “A quel punto – aggiungono – abbiamo aspettato che il neonato

iniziasse a piangere e ci siamo accertati che il respiro fosse regolare, ma abbiamo

consigliato alla mamma di andare al pronto soccorso per tutti gli accertamenti e

approfondimenti del caso”.

Una spesa che tanti alla Coop di Arco si ricorderanno. “A dire il vero – concludono i

giovanissimi vigili del fuoco – per l’adrenalina dell’intervento ci siamo poi dimenticati i

sacchetti e siamo dovuti ritornare indietro”.

 

Luca Andreazza Il Dolomiti

 

Salva la famiglia nel rogo del bungalow

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Rosolina Mare 7 luglio 2018
Salva la famiglia nel rogo del bungalow

Solo il tempo di vedere le fiamme attraverso la finestra e di salvare la propria famiglia. La tranquilla vacanza di una famiglia valdagnese, al villaggio “Rosolina Mare club” di Rosolina, poteva trasformarsi in una tragedia se Diego Soldà non fosse stato così veloce da mettere in salvo la moglie Silvia Gavasso e i suoi quattro bambini rompendo la finestra del bungalow. Ricoverati subito all’ospedale di Adria, intossicati dal fumo sprigionato dal devastante incendio, da subito non sono apparsi in pericolo di vita. Per tutto il giorno sono rimasti in osservazione, soprattutto uno dei due bimbi più piccoli di 6 anni che è stato portato fuori dalla struttura del villaggio turistico per ultimo. I genitori, entrambi di 40 anni, sabato scorso avevano chiuso la casa nella frazione di Piana per trascorrere una settimana di vacanza al mare con i loro bambini, due coppie di gemelli di 6 e 10 anni. La zia di Silvia, Loredana Chiarello, è ancora scossa dalla notizia che le è arrivata come una doccia fredda nella casa di Cornedo: «L’altra notte stavano tutti dormendo quando Diego, svegliato da strani rumori, ha visto la luce delle fiamme all’esterno del bungalow. I primi rilievi dei tecnici dei vigili del fuoco intervenuti a domare il rogo parlano di un corto circuito, ma al momento siamo più preoccupati che tutti si rimettano al più presto. Diego ha rotto il vetro della finestra procurandosi anche una ferita al braccio, per fortuna non grave. Con prontezza di riflessi è riuscito a portare fuori i piccoli attraverso l’apertura, uno alla volta. Sono stati veramente miracolati e non ha importanza che abbiano perso tutto quello che avevano, compresi i documenti. In mattinata sono arrivati in ospedale anche Girolamo e mia sorella Giannina, i genitori di Silvia, e sono in contatto diretto con loro. Fino ad ora mi hanno rassicurato dicendomi che, tranne qualche piccola ustione, stanno tutti bene. Dobbiamo andare in pellegrinaggio alla Madonna di Monte Berico, perché quello che è successo poteva trasformarsi in una tragedia». Intanto Michele Ghezzo, 34 anni, di Rosolina, responsabile del villaggio, ieri pomeriggio ha spiegato: «Le cause sono tutte da accertare, gli inquirenti stanno terminando i rilievi. La cosa più probabile è che possa essere stato qualcosa dall’esterno, un mozzicone, una citronella non spenta che con il vento si è rovesciata ed ha dato l’innesco. Sulla base di quello che abbiamo visto a livello di impianti non risultano evidenze particolari». Non ci sarebbero dubbi invece su quale sia stato il bungalow dal quale è propagato l’incendio. «È quello della famiglia vicentina», ha assicurato Ghezzo. Gli ospiti del villaggio sono rimasti tutti, lo spavento della nottata non ha fatto scappare nessuno. «Solamente tre delle famiglie coinvolte se ne vanno ma avrebbero terminato o oggi o domani il loro soggiorno — ha fatto sapere il titolare del Rosolina mare club —. Hanno anticipato la partenza di qualche ora sopratutto perché hanno perso quasi tutto il loro bagaglio a causa dell’incendio, è andato tutto a fuoco. Le altre famiglie sono rimaste e le abbiamo ricollocate internamente. Molti degli altri ospiti non si sono accorti di nulla. E nessuno ha chiesto di andarsene. La vita nel campeggio è ripresa normalmente».

Veronica Molinari
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Incendio appartamento

incendio appartamento

VICENZA 9 luglio 2018 

L’incendio avvenuto sabato 7 luglio 2018 Notte di paura in una palazzina con sei appartamenti in strada Marosticana. I vigili del fuoco sono intervenuti in per un violento incendio che ha completamente bruciato  un appartamento al primo piano: nessuna persona è rimasta ferita. Tutti i condomini all’interno degli appartamenti all’arrivo delle squadre avevano già evacuato gli alloggi. I pompieri accorsi con tre automezzi tra cui l’autoscala e nove operatori,  hanno spento le fiamme, evitando la propagazione del rogo  all’intero condominio. L’abitazione  interessata  dalle fiamme è andata  completamento distrutta. Le cause dell’innesco dell’incendio sono al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco.   Le operazioni di completo spegnimento e soccorso sono terminate dopo circa tre ore.

Questa mattina è in corso una valutazione da parte  dei tecnici del comune e dei vigili dl fuoco per la verifica dell’agibilità di altri tre appartamenti del condominio,  che hanno riportato danni alle parti comuni, che potrebbero essere resi inagibili, come l’alloggio  interessato dal rogo.

Giornale di vicenza

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Bimbo scomparso , caduto nel canale

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BASSANO 5 luglio 2018

Ore 12 Ore di paura e di ricerche frenetiche per Kelli, un bimbo di tre anni di origini ivoriane sparito nel nulla in via Prosdocimo. Alle 11.30 i genitori non lo hanno più visto e hanno immediatamente chiamato i soccorritori.  Immediato l’intervento delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco anche con elicottero e sommozzatori: la paura maggiore è che possa essere scivolato in un canale che scorre vicino a casa.

Ore 15  È stato trovato morto in un canale a Rosà il bambino di tre anni scomparso oggi mentre stava passeggiando con la madre ai margini di un canale a Bassano del Grappa. Secondo quanto si è appreso, il ritrovamento è avvenuto intorno alle ore 14.20; il corpo è stato notato nelle acque del canale da due operatori del Consorzio di Bonifica del Brenta, a circa 5 chilometri dalla zona in cui il piccolo era sparito. Sul posto i vigili del fuoco e il medico legale per la constatazione del decesso.  Nel punto in cui si presume sia caduto il piccolo la corrente è morto forte: questo spiega perché il cadavere è stato trovato a 5 chilometri di distanza dal luogo della scomparsa. Per recuperare il corpo si è reso necessario abbassare il livello del canale Vica che fiancheggia via Prosdocimi. La famiglia abita in un alloggio all’interno di Casa Colori, una residenza allestita dai volontari a Bassano del Grappa per accogliere i migranti.

Enrico Saretta

Le mele marce danneggiano il raccolto

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Giornale di Vicenza 9 agosto 2017

Questo articolo e vecchio , ma non bisogna mai scordare che non tutti siamo uguali e chi non opera in buona fede , con dedizione ed impegno va allontanato , il nostro lavoro non è semplice , non lo facciamo per denaro , anzi portiamo via tempo alle nostre famiglie , al nostro momento di riposo , doniamo il nostro tempo per la comunità , volontariamente per nostra scelta personale , noi lo facciamo perche ci crediamo veramente fino in fondo. Non saranno certamente quelle poche teste calde che infangheranno le nostre divise sporche del fango o della fuliggine e calcinacci che la ricoprono dopo un intervento . I vigili del fuoco non sono eroi , non si sentono tali siamo solo delle persone professionalmente preparate per far quelle cose di cui siamo capaci ed andiamo fieri

“FLAMMAS DOMAMUS DONAMUS CORDEM”

Domiamo le fiamme e doniamo il cuore

Questi sono i vigili del fuoco , siano essi permanenti che volontari .

Da fuoco all’auto del suo ex fidanzato

27-6-18

VICENZA 27 giugno 2018

I fatti risalgono alla fine di gennaio del 2014 . Una vicentina di 34 anni rischia di finire a processo per incendio doloso. È infatti accusata di aver dato fuoco alla vecchia utilitaria del suo ex fidanzato, colpevole di averla lasciata qualche settimana prima: una sera di fine gennaio 2014 avrebbe agito per vendetta, e sarebbe stata incastrata dalle immagini di una telecamera di sorveglianza. L’imputata però si difende, e fornisce un alibi: «Quella sera ero a cena, ci sono almeno due amici che lo possono testimoniare». Non solo: «È lui che mi accusa per vendetta, perché ho rifiutato di tornare insieme a lui».

Diego Neri
autobruciata