Esplosione di una Palazzina

News 20-3-18

Ci sono notizie che ti possono scaldare il cuore di salvataggi in condizioni estreme , di interventi impossibili , di recuperi quasi incredibili . Ma ci sono anche situazioni complicate , che mettono a dura prova anche loro , in quella sottile linea tra il vivere e morire . Questi sono i pompieri , gente normale , gente di cuore che fa i conti anche con il coraggio della paura  , ma poi è sempre in prima linea senza “se” e “ma” , qualcuno ha già sentenziato che non si siano eseguite correttamente le procedure , quelle procedure che i vigili del fuoco conoscono bene perchè su quel piatto che loro mettono in gioco c’è la loro vita , perciò per loro le POS (Procedure operative standard ) sono il loro pane , il rispetto di quelle regole per poter portare a casa la pelle , sono come la bibbia , non ci sono colpe ci sono solo grandi gesta quelle gesta che con grandissima professionalità mettono negli interventi , non agire vuol sempre dire aver preso una decisione . Non si possono infangare le loro divise con le menzogne e con le congetture , le loro divise sono sporche dal fango delle alluvioni , dai calcinacci delle macerie dei terremoti , da quella polvere acre dell’incendio , non si sporcano le divise dei Vigili del fuoco per creare un capro espiatorio di responsabilità , loro la responsabilità sanno molto bene cosa sia , un abbraccio alle famiglie di questi Vigili del fuoco . DISTACCAMENTO VOLONTARI 

Catania 20-3-2018 – Ci sono almeno tre vittime nell’esplosione della palazzina di ieri sera a Catania: due sono vigili del fuoco, l’altro il gestore di una bottega. Gli uomini dei vigili del fuoco, assieme alle unità cinofile, sono riusciti a entrare nella bottega di via Sacchero 4 solo intorno alle 21. Erano lì da ore, da quando, intorno alle 19.30, era arrivata alla centrale operativa la segnalazione di una fuga di gas nei pressi dell’incrocio tra via Garibaldi e via Plebiscito.

A perire nella tragica esplosione Giorgio Grammatico (37 anni) e Dario Ambiamonte (39 anni), che stavano tentando di aprire la porta dello stanzone al pianterreno dove era stata segnalata la puzza di gas. Il terzo uomo, secono l’ipotesi più accreditata, è Giuseppe Longo, il 60enne gestore di un deposito di biciclette, ma il cadavere carbonizzato è del tutto irriconoscibile. Gli uomini dell’ Asec, l’azienda che gestisce il servizio del gas in città, hanno escluso che si sia trattato di una perdita proveniente dalle tubature. Secondo loro, infatti, la  deflagrazione è collegata a una bombola contenuta nella stanza che era stata adibita dall’anziano a deposito biciclette.

Ci sarebbero altri due feriti appartenenti al corpo dei vigili del fuoco, ricoverati all’ospedale Garibaldi di Catania ma non sarebbero in pericolo di vita. La tragedia è iniziata ieri sera intorno alle 19.15 quando la squadra dei pompieri viene inviata in via Garibaldi, all’altezza del civico 335, per una possibile fuga di gas proveniente da una bottega al pianterreno. Mentre i vigili tentavano di entrare, sarebbe partita la deflagrazione che avrebbe scaraventato gli uomini intervenuti per i soccorsi. La procura di Catania ha aperto una indagine sulla vicenda. Dal varco che le forze dell’ordine sono riuscite ad aprire, sono recuperate tre bombole di gas, ancora integre, che sono state posizionate sul marciapiedi.  La vicenda è ancora tutta da chiarire.

Intanto è stata diffusa la notizia secondo cui si sarebbero aggravate le condizioni di Giuseppe Cannavò, 38 anni, anche lui vigile del fuoco. L’uomo è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi e ha una grave lesione polmonare. Restano critiche, ma non è in pericolo di vita, le condizioni dell’altro pompiere, Marcello Tavormina, 38 anni, che ha riportato un trauma cranico.

E’ indagato per disastro colposo e omicidio colposo plurimo Marcello Tavormina, 38 anni, capo della squadra dei vigili del fuoco coinvolti nell’esplosione di una palazzina a Catania, in cui sono morti due suoi colleghi e un  quarto è ricoverato con lui nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi. Per la Procura è un’iniziativa dovuta prima di compiere atti irripetibili che confluiranno nell’inchiesta.
Nell’attività dei vigili del fuoco ieri sera a Catania ci sarebbe stata «una cattiva valutazione dei fatti» e avrebbero «lavorato su una porta pensando non fosse collegata allo stesso locale già saturo di gas». E’ l’ipotesi della Procura che ha indagato per disastro colposo e omicidio colposo plurimo Marcello Tavormina, 38 anni, capo della squadra dei vigili del fuoco coinvolti nell’esplosione di una palazzina a Catania. La Procura non ha ancora disposto l’autopsia in attesa di accertamenti tecnici preliminari.

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