Chiamata di Marzo , l’evento

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Ci sono delle cose che non si spiegano in determinate situazioni , cose che per vari motivi fanno le persone una diversa dall’altra , ci sono anche persone che in qualche modo fanno parte di una categoria diversa come per esempio gli alpini , ma ci sono persone che inspiegabilmente vengono selezionati , non dalla vita , non da qualche fattore esterno , non da qualche pseudodirigenteimprenditore , ma per quello che hanno e che portano nel cuore , questi sono i vigili del fuoco , sia che esse siano volontari o permanenti , una categoria strana capaci di passare silenziosi e inosservati per poco dopo divenire precisi ed efficienti capaci di grandi gesta di altruismo , incapaci comunque di perdersi in discussioni futili e inutili e sopratutto di serbare rancore , capaci di imparare da qualsiasi situazione adattandosi sempre al meglio per quello che è ho sarà la propria missione .

Quello che abbiamo visto ieri alla chiamata di Marzo , quella ventina di persone sul territorio hanno dimostrato la propria professionalità attraverso vari cambi di programma in corso per adattarsi di più al loro scopo .

I vigili del fuoco sono sempre tutti per uno , uno per tutti , non ci sono differenze tra di loro non si alimenta l’invidia , non si ritiene uno più bravo dell’altro , ognuno fa quel che può e quel che è capace per raggiungere un unico scopo , un vivere solidale con questo ideale che è molto di più di uno spirito del corpo di appartenenza , che per molti di noi e diventato un modo di vivere , una grande comunità un immensa famiglia allargata , nel bene e nel male . Il Distaccamento volontari dei vigili del fuoco di Recoaro Terme 

Raccogliere il ringraziamento della popolazione per il nostro lavoro di presidio e cosa che va ben oltre ad ogni aspettativa . Noi eravamo li per presidiare , soccorrere , vigilare , niente di più , in continua collaborazione tra i vari enti di sicurezza e logistica , tutti per le proprie caratteristiche di presidio , un lavoro ben svolto e senza particolari disguidi ed incidenti .

Un ringraziamento a tutti , al comando Provinciale di Vicenza , ai nostri Colleghi di Thiene , a tutti quelli che hanno collaborato .

Un grande plauso al  nostro Distaccamento e alla sua versatilità , capaci di fare unire e combaciare momenti di praticità e serenità per quanto riguarda il pranzo e alla nostra professionalità nel briefing e nel pieno dell’evento stesso .

Un ringraziamento particolare a :

Carlo , Giordano , Franco , Giorgio , Marco , Luca , Marco , Fabio , Luciano , Nicola , Giorgio , Nicola , Mauro , Antonio , Matteo , Alessandro , Stefania , Andrea , Simone , Andrea , Juri , Riccardo , Alessandro , Steven , spero di non aver saltato nessuno.

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Il cuscino Vetter o Holmatro

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Questa foto è stata scattata a seguito dell’incidente ferroviario di Pioltello(presa dal Fatto Quotidiano). È evidente che è da poco accaduto il disastro,nella foto ho cerchiato in verde l’unico Vigile del Fuoco presente nell’immagine. Bene quello che all’apparenza sembra un registro o comunque un portadocumenti è in realtà un cuscino da sollevamento(vengono gonfiati con aria compressa e possono sollevare anche un’autovettura)…. ma un’altra cosa che a molti ovviamente sarà sfuggita è un altro particolare: l’elmetto…se ci fate caso è di colore grigio chiaro…. nei vigili del fuoco quel colore serve per identificare i funzionari,gli ufficiali di guardia,i comandanti o comunque i dirigenti.
Ovviamente non entro nel merito delle altre figure presenti nell’immagine,do per scontato che ognuno di loro in quel momento è impegnato a dare concretamente,per quanto di loro dovere,una mano in questa tragedia.
Quello che mi preme sottolineare è come in situazioni di emergenza ci muoviamo come una squadra unica al di là del grado e del ruolo, immagino che il caposquadra all’interno del treno abbia chiesto il cuscino gli altri erano impegnati e il funzionario sia andato sull’APS a prenderlo senza pensarci un attimo.
Ripeto a scanso di equivoci,non è un intento polemico e non voglio che lo diventi è semplicemente un motivo in più di orgoglio per il mio lavoro e per il concetto di squadra,i ruoli vengono rispettati ci mancherebbe però nel momento del bisogno ci muoviamo uniti con un unico obiettivo:portare soccorso.

Antonio Orlandi Vigile del Fuoco

Qui sotto altra immagine dopo l’incidente del deragliamento del treno a Pioltello Milano

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Cuscini Vetter o  Holmatro

I cuscini Vetter o  Holmatro , o semplicemente cuscino di sollevamento, sono un tipo di attrezzatura pneumatica in dotazione al Corpo Nazionale e vengono utilizzati negli interventi di sollevamento dei corpi ingombranti.
I cuscini sgonfi hanno uno spessore di circa 3 cm, misura che permette loro di venire inseriti facilmente sotto qualsiasi corpo; si presentano, quindi, come un sistema particolarmente adatto per la tecnica di sollevamento.
L’attrezzatura è costituita da una bombola di aria compressa a 200 atmosfere, un riduttore con relativi manometri, una centralina di comando, tubi di collegamento contraddistinti da diversi colori e dai cuscini veri e propri.
Quest’ultimi sono costituiti da uno strato esterno di neoprene resistente agli idrocarburi e da uno strato esterno di neoprene resistente agli idrocarburi e da uno interno, di laminette di acciaio, che li rende estremamente resistenti. Il materiale impiegato per la loro costruzione è a prova di taglio ed abrasione e presenta esternamente delle nervature antisdrucciolamento. Per azionare l’apparecchiatura è necessario eseguire le seguenti operazioni:
· montare il regolatore di pressione con gli annessi manometri, dopo aver accertato che
il volantino di regolazione sia completamente allentato, onde evitare di danneggiare i
manometri per il conseguente colpo d’ariete e la membrana di riduzione della pressione
che rimarrebbe sotto pressione
· aprire il volantino di erogazione della bombola e controllare la pressione dell’aria sul
relativo manometro
· collegare i tubi alla centralina e da questa ai cuscini
· regolare la pressione di esercizio a circa 8 atm
· agire sulle leve di comando della centralina che permettono il riempimento e lo
svuotamento dei cuscini.
Una volta che il cuscino ha acquisito la sua massima espansione, se l’altezza da raggiungere è maggiore, sarà necessario inserire degli spessori, per mantenere il corpo
sollevato. In seguito si sgonfierà il cuscino od i cuscini (in quanto essi possono essere anche utilizzati contemporaneamente uno sull’altro) e si inseriranno sotto di esso degli spessori prima di gonfiarlo nuovamente.

Pensieri del vigile del fuoco

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Articolo tratto da Vigili del fuoco fan page

Vorrei che tu potessi capire il dolore di una famiglia, che alle 2 di notte, ci guarda mentre cerchiamo di salvare la loro casa divorata dalle fiamme…mentre piangendo spera che tutti quegli idranti le ridiano i sacrifici di una vita… Vorrei che tu potessi conoscere la frustrazione che si prova, quando un’equipaggio di una APS che guida in urgenza, viene ostacolato da te, che non rallenti e non ci lasci la strada libera per poter passare, e il primo commento di chi ci sta aspettando sarà :” Perchè ci avete messo così tanto tempo ??!” Vorrei che tu conoscessi i miei pensieri quando taglio e allargo le lamiere di un macchina accartocciata per tirar fuori un ragazzo incastrato…poteva essere chiunque, un mio amico, mia madre, la mia ragazza…come sarà la reazione dei genitori di questo ragazzo chiamati dalla polizia?? Vorrei che tu potessi capire, ciò che si prova quando partiamo per una chiamata di soccorso e fermare il cuore mentre ti vesti e ti prepari fin quando non si arriva sul posto… Vorrei che tu potessi sentire le urla di una madre sulla riva di un fiume mentre a bordo di un gommone cerco in ogni increspatura,in ogni gorgo,dietro ogni frasca,il corpo di suo figlio… Vorrei che tu potessi essere negli occhi di un bambino che sognano vedendoci sfrecciare a tutta velocità a sirene spiegate,o in quelli della madre che lo tiene in braccio sa che ogni nostra folle corsa è per qualcosa di grave… beh forse non capisci… eppure noi siamo sempre pronti per una nuova chiamata 24h al giorno, 365 giorni all’anno. Siamo umani come te,ma in più siamo Vigili del Fuoco…….

Il pompiere Paura Non Ne Ha

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APS 160 che salvò la Sindone

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

Come Presidente dell’ Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari della piccola Delegazione di Mathi vorrei condividere con Voi cittadini e lettori di questa pagina questa storia vera……

“Il Camion che salvo’ la Sindone…..”
Nel lontano 1997 (21 anni fa) sarebbe stato normale incontrare questa vecchia APS (Auto Pompa Serbatoio) correre per le vie cittadine del nostro Capoluogo; e soprattutto correre quella notte, quando presso il Duomo di Torino accadde il grande incendio che rischio’ di distruggere la Sindone ; amata reliquia che porta i segni del martirio di Gesu’ Cristo.
Ebbene si, la vecchia autopompa (classe 1978) che dal 2001 svolge servizio presso il piccolo Distaccamento Vigili del Fuoco di Mathi era li presso il Duomo di Torino; possente mezzo di lavoro del tanto amato Corpo Nazionale Vigili del Fuoco di cui l’anno scorso , in questo periodo sentimmo molto parlare anche sul palcoscenico di Sanremo ; per il loro grande impegno volto all’ aiuto della popolazione colpita da calamita’ ,terremoti ed eventi tragici.Oggi quella vecchia autopompa e’ tornata alla ribalta presso il Capoluogo della nostra Regione,perche’ da domenica 4 febbraio 2018 ha lasciato il piccolo Distaccamento di provincia ( scusate di periferia perche’ le province non esistono piu’ ) per andare …..(in un museo direte Voi……) No per svolgere servizio tecnico urgente presso la Sede Centrale del Comando Vigili del Fuoco di Torino. Ebbene si ; a seguito di carenza di mezzi e di fondi il vecchio autocarro è stato richiamato alla gioventù.
Potrà sembrare paradossale ma purtroppo il decantato Corpo Nazionale Vigili del Fuoco , in entrambe le Sue componenti, permanente e volontaria, deve lavorare con pochi mezzi…con personale sempre piu’ vecchio e con risorse limitate.Nonostante tutto cerca comunque di svolgere tutti i giorni l’arduo compito di proteggere i cittadini.
Quanto sopra descritto non vuole colpevolizzare nessuno ma sensibilizzare e rendere visibile il problema che da anni affligge i piccoli Distaccamenti di periferia , che con grande forza di volonta’ e impegno mantengono vivo un importante servizio alla popolazione, tenedo in vita anche automezzi con 40 anni suonati che sono ancora utili ad aiutare la gente.
Attualmente il Distaccamento di Mathi risulta essere sprovvisto del mezzo polivalente, APS, e sicuramente la cosa ha nuovamente messo in difficolta’ il personale della piccola Sede che dovra’ affrontare gli interventi con l’uscita di un automezzo ausiliario che porti il materiale d’intervento. Con orgoglio mi sento di dire che, se vedrete per le vie di Torino correrre quella vecchia APS, e grazie all’ impegno e alla dedizione di una ventina di persone che prestano servizio presso il Distaccamento Mathiese;e quel camion e’ il simbolo non solo del loro grande impegno e volonta’ , ma della caparbieta’ e del senso del dovere di tutti i Vigili del Fuoco Volontari che Volontariamente ogni giorno coadiuvano con impegno la componente professionistica del Corpo a soccorrere la popolazione. Spero, infine, che questo automezzo dopo aver supportato la componente permanente a superare questo momento di difficolta’ logistica di automezzi, possa presto tornare presso il Distaccamento di Mathi , che soffre ,nella sua piccola realta, gli stessi problemi, ma che nonostante tutto nell’ anno 2017 con i suoi 24 uomini in forza ha effettuato circa 200 interventi tra soccorso e istituto.

Di cui 15 incidenti Stradali
10 dissesti statici (case e cornicioni pericolanti o da mettere in sicurezza)
5 Alberi e Pali pericolanti
30 Soccorsi a persona
( apertura porta – gas acceso – persona anziana caduta o non autosufficente)
10 recuperi /soccorsi ad animali
60 Incendi generici
( Incendio casa – Tetto – fabbrica- Camino- Incendio Auto)
30 Incendi Boschivi di varie dimensioni sia nelle ns. zone che nella Valle di Susa
5 Fughe gas e 5 Prosciugamenti
(danni d’acqua in genere cantine/garage allagati)

I restanti interventi riguardano addestramento/formazione e servizi di Istituto in genere.Per la dedizione e la professionalita’ profuse quest’anno sono stati premiati i seguenti membri del Distaccamento Vigili del Fuoco Volontari di Mathi

Coletti Erika
Allamano Luigi
Airola Domenico
Castagneri Maurizio
Merlo Riccardo
Rulent Carlo
Russo Giuseppe
Savant Aira Giuseppe
Somale Gabriele
Vottero Viutrella Marco

Inoltre e’ stato insignito presso il Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Torino, con la croce di anzianita’ il Vigile Dell’Aquila Vito per i 15 anni di servizio.Un particolare riconoscimento è andato , per il loro insostituibile apporto, ai Vigili in pensione Sibona Edgardo e Chiambretti Natale che supportano da sempre le attivita’ parallele della Delegazione Mathiese dell’ Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari. Si ringraziano le aziende e tutti i sostenitori che nell’ anno 2017 hanno contribuito con il loro aiuto economico e lavorativo la nostra piccola Delegazione Mathiese dell’ Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari che nonostante le difficolta’ prospera nel Comune di Mathi.Un ringraziamento particolare va alle famiglie di tutti i componenti del Distaccamento che supportano e coadiuvano con sacrificio e abnegazione i loro cari nello svolgere questa importante opera di volontariato che e’ fondamentale per la cittadinanza.
Vorrei rivolgere a tutti i ragazzi e le ragazze con minimo 18 anni ,che fossero interessati a questo tipo di volontariato , a recarsi presso il Distaccamento Mathiese in Via S.Lucia 90 il venerdi’ sera dalle 21.00 o la domenica mattina dalle ore 9.00 , dove potranno visitare la Sede operativa e ricevere informazioni nel merito , onde poter entrare a far parte di questa grande famiglia che e’ il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco.

Alberto Macario Ban – Distaccamento volontari di Mathì (Torino )

Onore al merito di chi ancora crede in queste cose e nelle piccole realtà di grande solidarietà ed efficienza e professionalità , anche se credo sia difficile pensare di andare avanti in queste condizioni . Ma poi il pensiero dei vigili del fuoco resta un’altro , la salvaguardia e soccorso di persone animali e cose .

Manutenzione Canna Fumaria

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Viste le continue problematiche invernali sui camini che prendono fuoco con la conseguente uscita dei Vigili del Fuoco e i gravi danni causati dalle stesse , tutte le persone , famiglie che possiedono camini e stufe a legna , sono pregati di mantenere la loro canna fumaria in perfetta efficienza per poter scongiurare eventuali danni a persone e cose , con una tempestiva pulizia circa ogni 40 quintali di legna usata cioè almeno ogni stagione circa .

Per una costante sicurezza ed efficienza della canna fumaria, periodicamente, ad anni alterni, anche improvvisandosi spazzacamino, è opportuno pulirla e liberarla della fuliggine che si è formate lungo le parerti interne. La presenza di cattivi odori, un tiraggio inadeguato, la fuliggine che invade il pavimento del focolare rappresentano un chiaro segnale che è giunto il momento di pulire la canna fumaria. Una corretta e costante manutenzione della canna fumaria tiene lontano il rischio di incendio, ne allunga la durata e mantiene costante l’efficienza nel tempo.

Per chi non fosse capace o per motivi tecnici , oppure per problemi legati alla sicurezza del lavoro di pulizia esistono ditte ed artigiani , professionalmente preparati e in grado di eseguire il lavoro a regola d’arte , sporcando poco e in completa sicurezza .

Per chi è più preparato ed il camino  e più agevole può procedere con questo piccolo vademecum

Attrezzatura e materiali

Per la pulizia periodica della canna fumaria assicurarsi di avere a portata di mano: scovolo, asta ad innesti anche snodati, fune e bidone aspira cenere.

Pulire la canna fumaria

Sigillare completamente la bocca del camino per evitare che tutto l’ambiente possa sporcarsi a causa della fuoriuscita di detriti.

La pulizia può avvenire in due modi:

• dall’alto se è possibile salire sul tetto e accedere al comignolo;
• dal basso, se, non avendo la possibilità di salire sul tetto, si è costretti a effettuare la pulizia dalla bocca del camino.

L’ideale è dall’alto, e con l’aiuto di un’altra persona, il lavoro è più facile. Bisogna inserire lo scovolo nella canna fumaria dall’alto, ma prima è necessario appendere una corda che arriva parte inferiore applicandoci un peso di circa 2 kg, in modo che la persona che sta dalla parte della bocca possa prendere la corda. Chiudere la bocca del camino facendo rimanere solo lo spazio per far passare la corda, così che la fuliggine non cada sul pavimento. Poi con un movimento sincronizzato di tira e molla, tra la persona sul tetto e quella che si trova dalla parte della bocca del camino, ripulire la canna fumaria. Sarà pulita quando lo scovolo riuscirà a scendere perfettamente. L’operazione può non risultare agevole se la canna fumaria presenta degli ostacoli, quali gomiti o strozzature. In presenza di simili inconvenienti, non resta che riportare la spazzola di nuovo su, legare una seconda fune dal lato anteriore della stessa, lato che ospita il peso, e calare all’interno della canna la fune, reggendo la spazzola fino a che il capo della nuova fune non raggiunge la bocca del camino, dove si posiziona una seconda persona. Quindi si ripete l’operazione, lasciando scendere di nuovo la spazzola. Nel momento in cui la spazzola arresta la sua corsa spontanea, da parte della persona che si trova nelle prossimità della bocca del camino si prova a tirare lentamente la fune e quindi la spazzola, mentre la seconda persona che si trova in alto in prossimità del comignolo allenta lentamente la presa, evitando che la spazzola raggiunga di colpo la fine della corsa, ossia il pavimento del focolare.
Se costretti a fare la pulizia dal basso, usare uno scovolo con manico ad innesti, montandoli man mano che si sale con la spazzola e poi smontandoli man mano che scendete nella canna fumaria. L’operazione può essere praticata servendosi di un’eventuale apertura d’ispezione della canna od operando dalla bocca del camino, ma in questo caso bisogna fare i conti con la fuliggine che coinvolge l’ambiente.
Se la canna fumaria dovesse riguardare una stufa, questa va scollegata ed opportunamente tappata. Per la pulizia delle canne fumarie di stufe a pellet sono in commercio specifici kit

Buon Lavoro

Addestramento TPSS Spinale e Ragno

Come sempre nei giorni di addestramento si procede con argomenti sempre diversi e sempre importanti perche per noi nulla viene dato al caso ed l’addestramento mette sempre alla prova chi già sa fare queste cose e chi le sta imparando e allena tutti per un unico obbiettivo , salvare delle vite . Oggi oltre al normale TPSS che e già un malloppo non indifferente abbiamo usato la Spinale ed il ragno , non che imparato la tecnica per togliere il caso ad un motociclista. Voglio sottolineare che non tutti i volontari sono abilitati al TPSS e all’utilizzo di queste tecniche , per fare questo bisogna superare un corso di 36 ore al comando , non semplicemente un infarinatura di 8 ore . Ricordo inoltre che anche non far niente vuol dire di aver preso una decisione , e quindi aver preso una posizione , ed anche le conseguenze della decisione stessa , inoltre se sei abilitato lo devi fare semplicemente .

Questo che riporto e una sintesi di alcune cose tratte dalle dispense , per aggiungere qualche informazione in più , ma per essere abilitati ripeto ci vuole un corso di TPSS . Quindi questo materiale e solo a scopo informativo la dispensa ha 140 pagine .

Tavola spinale

Indicazioni d’uso : la tavola spinale e considerata un dispositivo temporaneo per la raccolta e il trasporto , avendo la possibilità con l’uso del ragno d’immobilizzare l’infortunato . E leggera e poco ingombrante e permette di fare radiografie senza spostare il traumatizzato , anche se non può essere usata per grandi spostamenti .

Posizionamento può avvenire in con la rotazione del ferito con sollevamento a ponte , oppure per scivolamento con estricatore .

Una volta appoggiato il ferito sulla spinale lo si blocca con le 4 cinghie in dotazione oppure con la serie di conghie chiamato ragno , suddividendo così il corpo in 5 parti che comportano lo spostamento del ferito sulla spinale , ovvero Testa : tramite il fermacapo per spinale , spalle con la prima cinghia , tronco con la seconda cinghia , bacino con la terza , gambe con la quarta ed infine piedi con la quinta , le bretelle vanno bloccate su appositi alloggi .

Il suggerimento principale e quello di bloccare per primi le spalle ed i piedi , per poi procedere con le altre parti prestando attenzioni ad evitare le parti molli del corpo , mentre la testa viene immobilizzata dall’apposito presidio fermacapo , e mantenuta ferma dal operatore vigile del fuoco fino a quando non e stato inserito e bloccato il fermacapo

Alcune raccomandazioni sull’operato del soccorritore , controllo sempre la tensione del ragno o cinghie prima di spostare la spinale , non permette la movimentazione verticale della vittima , non la si deve considerare una barella in quanto non dispone di protezione del ferito sulla laterale e da altri rischi .

I rischi che si corrono per aver posizionato male il ferito sono molti , come danni neurologici da spostamento della colonna e possibile scivolamento o spostamento del ferito sulla spinale .

Immobilizzare il traumatizzato

Il ferito viene sempre trattato come se avesse una lesione spinale e che quindi ogni suo movimento errato provocherebbe la paralisi se non che la morte , resta quindi fondamentale come si tratta il ferito , nei movimenti e nelle manovre da fare per poterlo immobilizzare rendendolo così trasportabile sopratutto quando e in stato di incoscienza.

Se il ferito e cosciente ed risponde ci sono alcuni semplici controlli che possono far capire la presenza di un trauma a livello spinale , come per esempio : dolore locale alla testa ,collo e dorso , formicoli ed intorpidimento delle estremità mani e piedi .Resta comunque indispensabile non sottovalutare il caso e procedere come da metodo anche se il ferito non riferisce nessun sintomo o perche si sottovaluta l’evento.

Il coordinamento fra i soccorritori

Il coordinamento tra i componenti dell’équipe durante le manovre d’immobilizzazione, raccolta e spostamento è la migliore garanzia per il mantenimento del corretto assetto testa-collo-torace. Affinché i gesti e le azioni siano coordinate occorre un addestramento costante da parte di tutti i componenti della squadra.
Quando su un’emergenza intervengono più persone SOLO UNA coordina e stabilisce le azioni da compiere su una vittima: questa persona viene detta TEAM LEADER (TL)
La decisione di chi svolgerà le funzioni di TL deve essere presa prima di arrivare sul luogo e, comunque, sempre prima di iniziare qualsiasi manovra sul ferito.
Il ruolo del Team Leader non s’improvvisa. Innanzitutto, il T.L. deve essere riconosciuto dalla squadra. Egli deve inoltre dare indicazioni sempre in maniera assertiva cioè, anche nel caso in cui debba correggere la manovra di un operatore, lo deve fare senza
bloccare l’intera operazione, ma “guidando” efficacemente l’operatore che sta sbagliando verso il recupero dell’errore. Solo in caso di errori gravi, che possono compromettere il risultato dell’intera manovra, egli dichiarerà un “Time Out”, farà fermare la manovra e, con calma, darà nuove indicazioni. Un buon TL deve riuscire anche a gestire la propria squadra dal punto di vista emotivo, intuendo per tempo eventuali crisi e
provvedendo in maniera preventiva. Deve, inoltre conoscere le caratteristiche fisiche e le abilità dei singoli operatori, assegnando ad essi i compiti più idonei in modo che, durante la manovra, ciascuno di loro possa dare il maggior contributo possibile.
La manovra d’immobilizzazione di un traumatizzato è estremamente importante e delicata: qualsiasi operazione compiuta con imperizia, fretta o superficialità da parte del
soccorritore potrebbe aggravare lesioni già esistenti o, peggio, provocarne altre.
E’ evidente, quindi, che non c’è spazio per l’improvvisazione e per tutto ciò che non sia rigorosamente rispettoso delle corrette procedure d’intervento. La rapidità di esecuzione è, invece, un importante valore aggiunto che l’équipe raggiunge con una ripartizione dei ruoli scrupolosa, un coordinamento efficace e con il costante addestramento alle manovre e all’uso dei dispositivi.

Tecnica di rimozione casco

E’ una manovra che deve essere eseguita da due soccorritori addestrati.
La mancanza di uno specifico addestramento rende questa manovra pericolosa per il rischio di movimenti eccessivi del rachide cervicale. Teniamo presente, oltretutto, che da studi eseguiti negli USA risultano più frequenti lesioni a carico delle prime vertebre cervicali in traumatizzati coinvolti in incidenti a dinamica maggiore, portatori di casco, ai quali questo è stato rimosso in modo scorretto.
D’altra parte i motivi per cui il casco va rimosso sono molteplici e vanno dalla necessità di eseguire corrette valutazioni sulla vittima, all’esigenza di effettuare manovre salvavita, alla doverosa applicazione del collare cervicale ed alla corretta
immobilizzazione per l’adeguato trasporto della vittima, tutte operazioni – queste – che sono rese difficili, se non addirittura impossibili, dalla presenza del casco.
La tecnica per eseguire correttamente questa manovra prevede che il primo soccorritore si ponga dietro la testa della vittima ed afferri lateralmente il casco e la mandibola, posizionando la testa in posizione neutra e mantenendola in asse afferrando
contemporaneamente con le dita la base ossea della mandibola. Se la vittima si presenta prona, deve prima essere messa in posizione supina mediante una manovra che vedremo successivamente e solo dopo tale rotazione si può procedere alla rimozione del casco. Il secondo soccorritore apre la visiera, parla con la vittima, controlla le vie aeree, rimuove eventualmente gli occhiali, slaccia e/o taglia la cinghia di fermo del casco. A questo punto, provvede a stabilizzare la testa afferrando con una mano la base della nuca e con l’altra chiude la bocca mettendo in contrasto la mandibola con la mascella: la responsabilità dell’immobilizzazione della testa e del tratto cervicale è in mano al secondo soccorritore. Il primo, comincia a sfilare il casco allargandolo il più possibile e
basculandolo leggermente in avanti in modo tale da assecondare la struttura anatomica della testa. Una volta tolto il casco, il primo soccorritore provvede all’immobilizzazione della testa in posizione neutra, liberando così il secondo soccorritore che applica il collare cervicale.

Ringraziamo i Volontari più esperti del distaccamento che si sono prestati a questo piccolo addestramento di importanza vitale .

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Mezzi obsoleti e carenza di personale

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Manca un pompiere su 10 , diceva l’articolo , e vero dopo aver passato le giornate anche al Comando per il corso di  volontario si è visto , sono pochi in alcuni casi se parte la prima partenza il supporto fatica ad esserci , un mezzo disastro , non parliamo poi dei mezzi che se  una APS va in riparazione bisogna trovare una prima partenza sostitutiva , magari chiederla a qualche distaccamento dei Volontari , purtroppo e cosi mancano le forze necessarie per garantire il servizio efficiente a Schio riescono a fare una sola partenza  . I concorsi si fanno ogni 10 anni e quelli che li stanno facendo ora a Roma hanno già 40-45 anni , pochi i giovani , meno motivati forse visto i sacrifici che compiono i Vigili del Fuoco , mancano anche le tute da intervento insomma una situazione difficile , per poi non parlare degli stipendi i turni massacranti di 12 ore che se tutto va bene ci possono anche stare , ma al momento di intervento in alcuni casi si aspetta il cambio per andare a casa . La situazione e quindi questa , nella sua drammaticità , lamentano inoltre che vengano dati fondi ai volontari della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco , forse si la protezione civile , ma credo non sia del tutto vera sta cosa , sia ben chiaro non per polemizzare , non mi permetterei mai , forse le Regioni non sono in grado di capire l’importanza dei Vigili del Fuoco , ma per i vigili la loro missione continua sempre , anche in condizioni così disperate , perche la loro divisa è sempre la più amata

Domiamo le fiamme , doniamo il cuore

Piccola mia riflessione 

Comunque rimane il rammarico della mia esperienza di volontario , ho fatto domanda nel 2008 e dopo 10 anni mi hanno chiamato , ho fatto il corso e superato senza grosse difficoltà ma con l’impegno di uno che lavora in turno ed a ciclo continuo , e devo dire che il 4 novembre 2017 superato il corso e l’esame ,orgoglioso di essere entrato il questo corpo . Peccato sia ancora qui oggi ad aspettare la divisa , non solo quella d’intervento Nomex , ma quella standard . Ma aspetteremo fiduciosi perche credo in questo lavoro , come una missione , del resto e il mio sogno nel cassetto da quando ero piccolo .

Indossano la divisa più amata dagli italiani. Perchè loro, i vigili del fuoco, sono sempre pronti ad aiutare, pronti a rischiare per salvare una vita, una casa, un amico a quattro zampe. Non dicono mai di no, non rispondono male, stringono i denti e vanno avanti. Cristina Bonfanti