Giro d’Italia Under 23

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SCHIO – Gli appassionati di ciclismo vicentini e non sono pronti a vivere giovedì 14 giugno la settima tappa del 41. Giro d’italia Under 23 sulle strade della provincia con la “Schio-Passo Pian delle Fugazze” di 136,9 chilometri, organizzata dalla società Ciclismo Val Leogra Schio. La corsa attraverserà le tre vallate del Leogra, dell’Agno e dell’Astico con partenza dal centro di Schio alle 11,45 e arrivo nel Comune trentino di Vallarsa attorno alle 15.40. È imponente la macchina organizzativa messa in campo: sono 296 i ciclisti iscritti per 30 società e circa 300 sono i volontari presenti sul percorso, con oltre 100 vigili impegnati nelle operazioni di viabilità straordinaria. L’appuntamento con la “Schio-Pian delle Fugazze” è fissato per la partenza alle 11.45 da via Santissima Trinità, con la possibilità per gli sportivi di incontrare i campioni della carovana al mattino nella centrale piazza dello Statuto. La tappa rosa percorrerà le strade di 22 Comuni, con due “Gran premi della montagna”:  passi Xon e Zovo. La tappa inizierà da piazza dello Statuto con incolonnamento verso piazza Alessandro Rossi e partenza ufficiale da via Santissima Trinità. I ciclisti proseguiranno in direzione di ,  Piovene, Arsiero, ponte dei Granatieri, Caltrano, Zugliano, Sarcedo, Thiene, Malo e San Vito di Leguzzano con rientro a Schio , Torrebelvicino, Valli del Pasubio, Passo Xon, Recoaro, Valdagno, Passo Zovo (Gran premio della montagna), Monte Magre, Magrè, Ca’ Trenta, San Vito di Leguzzano, Schio, Torrebelvicino  e Valli del Pasubio per lo strappo fino al traguardo di Pian delle Fugazze (Comune Vallarsa), previsto tra le 15.27 (media 37 km/h) e le 15.54 (media 33).

Vittorino Bernardi

Come sempre noi del distaccamento di Volontari Recoaro Terme siamo intervenuti a tutela e copertura del territorio , visto la totale chiusura delle strade che avrebbe portato a lasciare scoperte alcune zone diventate difficilmente raggiungibili da altri distaccamenti e comandi , noi situati in posizione strategica abbiamo compiuto il nostro dovere come sempre da professionisti che siamo , abbiamo quindi sorvegliato il passaggio dei ciclisti e ci siamo adoperati per eventuali interventi , se fossero stati necessari . Bella manifestazione e molto ben organizzata , un pò di soddisfazione ce la siamo presa anche noi che abbiamo dedicato il nostro tempo . Bravi Tutti

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Scuola Materna di Rovegliana

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Recoaro Terme , Scuola Materna di Rovegliana 4 Giugno 2018

Anche oggi ci siamo recati in una scuola materna , fonte della sapienza e del futuro per forgiare futuri uomini e donne , educati da quelle grandissime persone nel difficile lavoro di maestre d’infanzia , si difficile per i tempi che corrono perche sempre attente nel loro lavoro importante e unico , alla faccia di quelle poche mosche bianche che si vedono qualche volta alla TV . Noi abbiamo illustrato e reso partecipi i bambini delle tre classi piccoli , medi e grandi .

Abbiamo fatto vedere cosa fa il vigile del fuoco , quali strumenti usa , la maschera , le bombole , abbiamo fatto vedere come si vestono .

Loro ci hanno detto a cosa servono i vigili del fuoco , ci hanno fatto vedere come evacuavano la scuola , hanno provato a indossare i nostri guanti da intervento , hanno voluto sapere come ? cosa facciamo ? e noi abbiamo risposto a tutte le loro domande .

Poi abbiamo illustrato il nostro mezzo APS 100 , con tutti gli accessori in nostra dotazione , poi abbiamo acceso l’autopompa e insieme abbiamo guardato l’acqua che usciva dal naspo .

Loro sono stati entusiasti e vederli con quegli occhi fissi ad ascoltare noi , che forse eravamo più emozionati di loro , ma è stata così .

Per noi e stato motivo di orgoglio , speriamo avere insegnato qualcosa anche noi nel nostro piccolo .

Grazie ai bambini e un Grazie ancora più grande alle Maestre , per averci dato questa possibilità .

I volontari del Distaccamento di Recoaro Terme

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Più sicuri a scuola

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Giornale di Vicenza 5 giugno 2018 

Nuovo articolo sul lavoro del nostro distaccamento di Volontari , sempre pronti e sempre presenti dove c’è bisogno , e dove crescono le future generazioni , per far capire l’importanza del nostro lavoro . Da li dobbiamo ripartire , nei bambini coltiviamo il futuro , Grazie di cuore ai bambini , e alle maestre tutte che si impegnano con professionalità e dedizione nella loro grande e difficile missione .

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Recolandia 2018

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RECOLANDIA

Bambini, e non solo, vi aspettiamo domenica 3 giugno per una giornata di divertimento!

Spettacolare parco divertimenti a cielo aperto, con intrattenimento per i più piccoli, famiglie e non solo. Dal mattino bancarelle di artigianato, giochi gonfiabili, trenino, artisti di strada, aquiloni, giochi in legno, esposizione rapaci, musica live e tanto divertimento.

RECOARO TERME Piazzale seggiovia 3 giugno 2018 

Info: 338 8798052,

proloco@recoaroterme.net

https://www.facebook.com/proloco.recoaroterme/

Tante piazze per giocare Schio 2018

Piazza Schio

Tante piazze per giocare si chiamava la manifestazione , e così fu , tanto divertimento per i bambini . Presenti anche i vigili del fuoco coadiuvati dalla grande associazione dei vigili del fuoco in pensione , nella piazza statuto con il suo percorso , una grande festa a cui i bambini hanno partecipato con entusiasmo , un piccolo percorso per far divertire i bimbi e per far conoscere i vigili del fuoco . Noi volontari nel nostro piccolo abbiamo aderito a questa manifestazione che complice il tempo si e rilevato molto interessante .

Noi del distaccamento di Recoaro Terme siamo resi partecipi nell’aiutare , in questo piccolo spazio di tranquillità , una grandissima soddisfazione nel leggere l’entusiasmo negli occhi dei piccoli , che per alcuni di noi che ci siamo recati a questa manifestazione , dopo il lavoro , ma ne e valsa veramente la pena , noi volontari abbiamo ancora portato a casa come sempre qualcosa che porteremo sempre nel cuore .

Dobbiamo imparare dai bambini.
Amano senza dubitare.
Abbracciano senza avvisare.
Ridono senza pensarci.
Scrivono cose colorate sulle pareti.
Credono ad almeno 10 sogni impossibili.
Non arrivano al cassetto più alto, ma toccano il cielo con la punta delle dita.
E quando vengono affidati al sonno è come se il mondo avesse perso un po’ del suo splendore.
(Fabrizio Caramagna)

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Vigili del fuoco senza giacche ed elmi

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Vigili del fuoco senza giacche ed elmi, il sindacato: ‘Situazione insostenibile’

Bologna Today 7 maggio 2018

I comandi provinciali a corto di dispositivi di protezione individuali. Allarme anche per il supporto psicologico

“È risaputo che i Vigili del Fuoco proteggono e tutelano i cittadini, ma chi protegge e tutela i Vigili del Fuoco?” Così inizia una nota del sindacato Fp-Cgil Vigili del Fuoco che segnala la carenza di sorte adeguate per la sostituzione dei vestiti ignifughi in dotazione ai comandi provinciali, una assenza dagli armadi che viene definita “insostenibile”.

“È nostra convinzione -riprende la nota- che l’amministrazione debba provvedere immediatamente, garantendo ai Vigili del Fuoco emiliano-romagnoli la fornitura degli indispensabili Giacconi Antifiamma che oggi sono completamente assenti dai magazzini provinciali e regionali. Lo stesso problema riguarda i caschi o elmi da intervento VFR, che in alcuni casi sono scaduti e non più conformi e in altri non sono ancora disponibili, perché è ancora in corso il relativo bando di gara.

A ciò si aggiunge la scarsa attenzione da parte dell’amministrazione relativamente al tema molto importante del supporto psicologico dei propri dipendenti: Il lavoro del Vigile del Fuoco, infatti, è un lavoro atipico e lo stress da lavoro correlato è una condizione che frequentemente si presenta e che andrebbe affrontata con la dovuta considerazione.

I ritmi frenetici, i turni notturni, la costante attività svolta in qualunque condizione climatica, le calamità da affrontare con tempestività (si pensi ad esempio alle più recenti quali il terremoto in Emilia, quello del Centro Italia – Rigopiano ), la stessa attività ordinaria durante la quale il pompiere corre per salvare la vita di persone incastrate tra le lamiere o intrappolate da un incendio, sono tutte situazioni nelle quali il Vigile del Fuoco è esposto a scenari difficilmente cancellabili.

È questa una condizione che si cerca di metabolizzare e di razionalizzare attraverso il contributo dei colleghi più anziani e con più esperienza, ma noi siamo convinti che la nostra amministrazione avrebbe il dovere di assolvere a questo compito, fronteggiando le fonti di stress sia con un supporto alla pari, sia col contributo di specialisti e seminari ad hoc . Come FP CGIL VVF dell’Emilia-Romagna, quindi, chiediamo un’immediata riconsiderazione di questi urgentissimi problemi, perché possano essere risolti con tempestività,

Rivolgiamo il nostro appello a tutte le istituzioni e alla sensibilità pubblica perchè lo facciano proprio, siamo consapevoli di essere una delle istituzioni più amata dai cittadini, ma non possiamo che constatare che la stessa considerazione non arriva da chi ci aspetteremmo, vale a dire dalla nostra amministrazione” .

 

Incontro con il futuro

I nostri volontari si sono recati alla fonte della sapienza , dove inizia quel lungo percorso di vita dei bambini che saranno futuri uomini e donne , La scuola materna .

I bambini sono stati coinvolti in piccoli giochi , forse non sono in grado di comprendere totalmente chi sono e cosa fanno i pompieri , ma è molto importante educare , informare fare vedere , e perche no , anche noi adulti abbiamo molto da imparare , coinvolgendo loro in piccoli e semplici concetti , in quello che noi facciamo , in quello in cui crediamo ed i valori su cui abbiamo basato la nostra vita cercando di rendersi migliori anche e sopratutto di noi , imparando cosi a vedere il mondo con una nuova posizione proprio per renderlo migliore.

Abbiamo già avuto in passato esperienze con i bambini quando a Vicenza abbiamo raccolto fondi per Telethon con Pompieropoli , con le orchidee per l’ UNICEF , ma vedere lo sguardo sgranato dei bambini mentre gli fai vedere il nostro automezzo APS 100 , in loro vedi lo stupore , mentre vedono l’acqua uscire dal naspo , oppure istruirli sul piano di evacuazione della scuola , vedere questi bambini , che possono essere anche nostri figli meravigliati davanti quella che è una delle divise più amate , non ha prezzo , ma e quella divisa che in un certo senso dona sicurezza , dona il fascino di quelle gesta che il vigile del fuoco compie come missione , questi incontri fanno parte anche del nostro lavoro , portare la cittadinanza a conoscenza di quella che noi riteniamo una missione , un grosso applauso a tutti i bambini e alle insegnanti ed a tutti quelli che hanno reso possibile questo interscambio .

Grazie alla Scuola dell’infanzia di Merendaore ed all’ Asilo Infantile di Recoaro Terme.

Voglio concludere con una piccola poesia che la dice lunga su quello che dovremmo imparare e quello che i genitori dovrebbero insegnare :

I bambini imparano ciò che vivono

Se un bambino vive con le critiche, impara a condannare.
Se un bambino vive con l’ostilità, impara ad aggredire.
Se un bambino vive con il timore, impara ad essere apprensivo.
Se un bambino vive con la pietà, impara a commiserarsi.
Se un bambino vive con lo scherno, impara ad essere timido.
Se un bambino vive con la gelosia, impara cos’è l’invidia.
Se un bambino vive con la vergogna, impara a sentirsi in colpa.
Se un bambino vive con l’incoraggiamento, impara ad essere sicuro di sé.
Se un bambino vive con la tolleranza, impara ad essere paziente.
Se un bambino vive con la lode, impara ad apprezzare.
Se un bambino vive con l’accettazione, impara ad amare.
Se un bambino vive con l’approvazione, impara a piacersi.
Se un bambino vive con il riconoscimento, impara che è bene avere un obiettivo.
Se un bambino vive con la condivisione, impara la generosità.
Se un bambino vive con l’onestà e la lealtà, impara cosa sono la verità e la giustizia.
Se un bambino vive con la sicurezza, impara ad avere fiducia in se stesso e in coloro che lo circondano.
Se un bambino vive con la benevolenza, impara che il mondo è un bel posto in cui vivere.
Se vivi con serenità, il tuo bambino vivrà con la pace dello spirito.
Con che cosa sta vivendo il tuo bambino?

Dorothy Law Nolte

SCUOLA PER L’INFANZIA MERENDAORE

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ASILO INFANTILE RECOARO TERME

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Noi c’eravamo , e voi ?

“Si fa sempre quello che si può e si dona quello che si sente di donare , ma quando lo fai per quanto piccolo sia il tuo gesto , fallo venire dal cuore , e vedrai che imparerai una nuova lezione , quella della vita ” I volontari

Forse non e facile definire i “Vigili del fuoco” , quello strano corpo che esce da , un incendio con il caschetto bruciacchiato dal fumo , quella tuta in nomex fumante , dopo aver spento o circoscritto quell’incendio che poteva devastare ancora di più , quel loro lavorare continuamente senza lamentarsi a salvaguardia di vite umane , animali e cose . Quel loro mettersi sempre in discussione dopo un intervento , con quel termine tecnico inglese de-briefing , pronti a capire cosa poteva andare meglio , per imparare dai possibili errori . Ma i Vigili del fuoco non sono solo questo sono capaci di grandi gesta che fanno migliore il mondo , pronti ad allungare la mano in aiuto di chi ha bisogno , questi sono loro sia che essi siano volontari che permanenti , questo riescono a donare e per questo avranno sempre la nostra ammirazione e appoggio contro chi e chiunque cosa tenti di infangare il loro lavoro , la loro missione .

Ed oggi sono qui pronti per 2 giorni ha raccogliere fondi per l’UNICEF per quei bambini che dovrebbero fare solo i bambini.

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Simulazioni di evacuazione

Risultati immagini per piani di evacuazione nelle scuoleLa planimetria sopracitata e solo dimostrativa

Questo post non ha la presunzione di proporre degli standard di piani di evacuazione , ma propone una piccola linea di sviluppo allo scopo di individuare i punti principali :

SIMULAZIONE TERREMOTO
II D.M. 26 AGOSTO 1992 dispone la realizzazione di due prove di evacuazione. La prima prova di evacuazione dell’anno verrà condotta simulando un terremoto. L’esercitazione si svilupperà in quattro distinte fasi, tra loro successive:

Fase 1) Simulazione terremoto;
Fase 2) Apertura porte lungo le vie di esodo ;
Fase 3) Evacuazione (riguarda tutti gli occupanti la scuola);
Fase 4) Appello (riguarda tutti gli occupanti la scuola).

E’ necessario che nel corso della prova tutti si attengano scrupolosamente alle procedure operative riportate di seguito.

Fase 1) Simulazione terremoto.
Il terremoto è un evento naturale chiaramente avvertibile (escluse le scosse di bassa intensità), per questo non ha bisogno di un particolare tipo di allertamento (es. suono della campanella, allarme, ecc.). Non dovendo utilizzare l’allarme acustico, per dare inizio alla prova le classi saranno avvisate a voce, dal personale di piano, con il sistema porta a porta o, laddove presente, con il sistema di altoparlanti. Al messaggio “Inizio dell’esercitazione terremoto” gli allievi e gli insegnanti dovranno portarsi sotto i banchi (cattedra o architrave per gli adulti). Si resterà in tale posizione in attesa del segnale di evacuazione (il tempo di attesa può eventualmente essere utilizzato rivedendo con i ragazzi le modalità di evacuazione descritte nella fase 3).

Fase 2) Apertura porte di emergenza
Terminata la fase di allertamento, il personale facente parte della squadra di emergenza provvedere ad aprire le porte lungo le vie di esodo, verificandone la percorribilità.

Fase 3) Evacuazione
Al segnale di evacuazione (suono della campanella o allarme ove presente) gli insegnanti devono:

– preparare la classe all’evacuazione (ordinare gli alunni in fila indiana);
– contare gli alunni presenti e prendere il registro di classe (nel registro dovrà sempre essere presente e disponibile un “modulo di evacuazione” (nel caso in cui sia immediatamente rilevata l’assenza di un alunno, il docente responsabile di classe comunica la notizia al coordinatore dell’emergenza o alla squadra di emergenza);
– verificare che non siano rimaste persone nell’aula, chiudere la porta del locale, mettersi in testa alla fila di alunni;
– accertare col responsabile della evacuazione di ciascun piano, che le vie di fuga siano sgombre, seguire le indicazioni dello stesso nel caso si debbano trovare delle vie alternative;

Nel portarsi all’esterno dell’edificio scolastico bisogna restare sempre lontani da finestre o porte con vetri; lungo le scale costeggiare invece le pareti; Nel caso di alunni in situazione di handicap gli insegnanti di sostegno si prenderanno cura degli stessi per la loro evacuazione: trovandosi fuori dalle sezioni/aule dovranno raggiungere la zona di sicurezza e non riaccompagnare gli alunni nelle rispettive aule;
Nel corso dell’evacuazione, non è previsto alcun particolare ordine di uscita; l’insegnante qualora le vie di uscita si presentino occupate, attenderà che le stesse diventino libere.

FASE 4) Appello
Raggiunto il punto di raccolta l’insegnante provvede a compilare il modulo di evacuazione che andrà consegnato al responsabile dell’area di raccolta.

SIMULAZIONE INCENDIO
La seconda prova di evacuazione verrà condotta simulando un incendio all’interno di un locale della scuola (verrà scelto uno spazio a maggior rischio di incendio, ad esempio la biblioteca, la mensa, un laboratoro, ecc.). L’esercitazione si svilupperà in quattro distinte fasi tra loro successive:

Fase 1) riguarda solo le classi presenti nel locale ove viene simulato l’incendio;

Fase 2) riguarda solo le classi prossime a quella ove viene simulato l’incendio;

Fase 3) e 4) riguarda tutti gii occupanti la scuola.

E’ necessario che nel corso della prova tutti si attengano scrupolosamente, in relazione alla fase dell’esercitazione che li vedrà coinvolti, alle procedure operative riportate di seguito.

Fase 1) In un locale della scuola viene simulato un incendio.
Gli addetti all’emergenza presenti al piano ove viene simulato l’incendio, o avvertiti del pericolo, devono:
– prendere l’estintore più vicino;
– portarsi in prossimità del locale per valutare la gravita del pericolo;
– adoperarsi per la sua eliminazione simulando lo spegnimento con l’estintore.

Fase 2) Viene rilevata l’impossibilità di spegnere l’incendio.
Gli addetti all’emergenza devono:
– avvertire (qualora ciò non sia già stato fatto) personalmente o tramite personale di piano le classi che si trovano in pericolo imminente (in vicinanza dell’incendio) dando allarme a voce, o con il sistema porta a porta;
– ispezionare, se le condizioni ambientali lo consentono, prima di abbandonare la parte di edificio interessata dall’incendio, i locali di piano defilati (raggiungendo per esempio i servizi igienici), controllando che l’area sia stata interamente evacuata, chiudendo le porte lasciate aperte;
– allertare il Coordinatore dell’emergenza (se non si è già portato sul posto)

Fase 3) Viene diramato l’ordine di evacuazione totale dell’edificio a mezzo di allarme acustico.
Gli addetti alla squadra di emergenza devono:
– su indicazione del Coordinatore dell’emergenza, diramare l’ordine di evacuazione per tutto l’edificio attivando l’allarme e simulare la chiamata ai Vigili del Fuoco e/o Pronto Soccorso;
– spalancare prontamente i portoni di entrata e di uscita bloccando eventualmente il traffico veicolare esterno per consentire il raggiungimento in sicurezza del punto di raccolta;
– controllare che il personale attui l’evacuazione nel rispetto di quanto stabilito nel piano di emergenza;
– ispezionare, se le condizioni ambientali lo consentono, i locali defilati presenti nel piano di propria competenza;
– disattivare il quadro elettrico generale della scuola;
–  prendere il registro delle presenze degli insegnanti e del personale ATA;
–  lasciare l’edificio (terminate le operazioni di evacuazione) portandosi nel punto di raccolta.
In questa fase gli insegnanti si atterranno a quanto già precisato nella simulazione terremoto alla fase 3)

Fase 4) Raggiunto il punto di raccolta l’addetto alla squadra di emergenza resta a disposizione del Responsabile dell’evacuazione. Gli insegnanti provvederanno invece a compilare il modulo di evacuazione che andrà consegnato al responsabile dell’area di raccolta. Al fine di rendere efficace la prova non verrà dato alcun preavviso circa il locale in cui sarà simulato l’incendio.

Addestramento con Tirfor

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Addestramento con Tirfor

Il Tirfor è un’apparecchiatura atta ad esercitare forze di trazione in orizzontale ed in verticale tramite l’ausilio di una leva a mano. E composto da una fune di acciaio lunga circa 15 metri e da un corpo macchina fornito di dispositivo, azionato da una leva, per bloccare e liberare la fune di acciaio e da due leve che permettono il movimento di quest’ultima nei due sensi di marcia. L’apparecchio si usa per spostare oggetti pesanti, tronchi, massi, ecc…, per liberare mezzi impantanati; utilizzato in verticale permette di recuperare oggetti caduti in una voragine o giù per una scarpata.
L’operatore, trovato un punto fisso (un albero, un palo, o lo stesso automezzo che è servito per raggiungere il posto) dovrà agire in primo luogo bloccando il Tirfor tramite una fune al punto fisso (esiste un apposito gancio nella parte posteriore dell’apparecchiatura), poi disinserirà il dispositivo che blocca la fune di acciaio cosicché essa possa scorrere, raggiungere e legare l’oggetto da spostare. Successivamente, bloccata la fune tramite la leva di inserimento della marcia, sceglierà il senso di movimento. Se l’oggetto dovrà essere trascinato verso l’operatore userà la leva di marcia avanti, se dovrà essere calato userà quella di marcia indietro.
Al fine di evitare incidenti agli operatori, una volta spostato l’oggetto, per nessun motivo dovrà disinserire il meccanismo di bloccaggio della fune di acciaio, ma dovrà prima allentare il cavo stesso facendolo scorrere ovviamente nel senso contrario a quello in cui ha lavorato. Eseguita questa operazione potrà liberare il cavo e riporre l’attrezzatura. Lo stesso procedimento andrà rispettato lavorando con il Tirfor in verticale; bisognerà ricordare però che in questa posizione esso potrà sopportare pesi minori, secondo quanto dichiarato dalla ditta costruttrice. Per lavorare nei termini di sicurezza bisognerà sempre tenersi il più possibile lontani dal cavo di tensione e porre l’apparecchio in linea con quest’ultimo. Il Tirfor è anche dotato di una serie di picchetti per ancorarlo quando non si trovino punti fissi sul posto. Dovrà essere manovrato da un solo operatore per non alterare le caratteristiche dell’attrezzo.
Bisogna poi precisare che il tubo telescopico in dotazione al Tirfor non dovrà mai essere modificato nella sua lunghezza originale. Un’ulteriore precauzione sarà quella di controllare periodicamente lo stato di usura della fune di acciaio e provvedere alla sua sostituzione qualora non si dovesse trovare in condizioni ottima.

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