Diario di un Vigile del Fuoco

La popolazione osserva l’operato dei vigili del fuoco quando escono dalla caserma. Durante l’intervento le squadre non appaiono mai lesinare sui materiali: le manichette (i tubi) vengono distese con generosità, le cassette degli attrezzi svuotate, i coltelli e le lame utilizzati come levarini se l’urgenza lo richiede ed i dischi delle moto-troncatrici consumati fino a strapparne l’anima.

La necessità del soccorso prevarica ogni logica di consumo dei materiali ed è bene così. Nessun capo reparto o turno si lamenterà mai che le lame degli scalpelli vanno affilate ogni giorno se le sue squadre portano a termine gli interventi con successo, o almeno ci provano con tutta la loro volontà. Terminato l’intervento e dopo aver messo in sicurezza definitivamente la situazione, il personale raccoglie le proprie cose e fa rientro in caserma dove ha inizio un nuovo lavoro: il ripristino del mezzo.

L’incontro tra una pratica zen e la condizione degli schiavi dei campi di cotone nell’ottocento in America, il codice 10 è un processo disumano ma fondamentale per l’operatività di ogni caserma. Ripristinare il mezzo nella sua condizione ottimale, nel più breve tempo possibile, disponendo di risorse estremamente limitate, richiede una serie di abilità che non sfigurerebbero in un contesto post-apocalittico.

Durante quel breve periodo si diventa fabbri, negoziatori, elettricisti, maratoneti, trasportatori, cercatori di tesori, scribi, magazzinieri, riparatori e molto altro. Lo scalpello da legno spuntato viene riaffilato in tempo di record, il cacciavite con il quale si è fatto leva per aprire un pozzetto di ispezione viene raddrizzato in morsa a rischio delle proprie falangi, le saracinesche e guaine dei divisori a tre vie 70/45 vengono riparate magari alla luce di un faro portatile, le Puma della squadra ripristinate (o sostituite, ricaricate, ritrovate, scambiate) mentre le batterie asciutte vengono messe in carica, il tutto contemporaneamente aggiornando i fogli di matricola, tutti i tubi vengono lavati fuori e dentro, ispezionati e nel caso riparati, asciugati, avvolti ed il carico viene rimesso nel mezzo secondo un ordine maniacale, affinché durante il prossimo intervento non si debbano mai cercare i materiali.

È un lavoro sincronizzato, preciso, fatto nell’urgenza e carenza di risorse da parte di individui stanchi, spesso esausti per la precedente uscita. Nessuno può aiutare la squadra a farlo, chi ha in carico il mezzo deve farlo da solo, non c’è personale disponibile cui delegare il compito e deve sapere cosa c’è e dove viene messo.

E se c’è un’altra partenza mentre si effettua il ripristino, via a correre verso il mezzo portandosi dietro ciò che si andava a sistemare. Il che, manco a dirlo, spesso produce situazioni tragicomiche, perché mentre si è in magazzino a recuperare attrezzi, due torce da sostituire, un badile e si sente chiamare la propria partenza per un principio di incendio, girandosi si vedrà la porta (improvvisamente pesantissima) invariabilmente chiusa.

In quel momento l’unica soluzione sarà aprire la porta con il naso, farci passare la testa, spingere con il piede (tenendo tutto in mano, mica si va in magazzino con il carrello della spesa) saltare fuori e correre per mezza caserma come forsennati fino al mezzo, salendo a bordo nello stesso momento in cui il lampeggiante si accende, il semaforo esterno si attiva, la sirena grida, per iniziare la vestizione senza un attimo di pausa.

Il capo girandosi verso di voi domanda, come se quello che si va ad affrontare fosse una cosa perfettamente normale e non un incendio: «Sei riuscito a prendere un altro merlino (una corda da lavoro di venti metri di lunghezza)?»

L’ho buttato nel mezzo, nel posto sbagliato perché era il più vicino. In compenso ho come collana la catena della motosega. Bene!

Guglielmo Alvise Speranza Keller

Rogo a Valle Santa Felicita

3504062_0926_monte_grappa_24_1_18_3

La Valle Santa Felicita è una delle valli più importanti del Massiccio del Grappa. Profonda e selvaggia, Valle Santa Felicita sbocca tra Romano d’Ezzelino e Semonzo a quota 200 metri , dal punto di vista escursionistico, è molto bella , si entra nella valle che presenta numerose pareti di roccia utilizzate come palestre , i sentieri che la risalgono sono principalmente 2 il 100 Campo Croce e il 180 Cima Grappa .

Altro incendio boschivo su un’altra zona molto delicata e anche difficile da raggiungere con gli automezzi se non arrivando fino al piazzale della Trattoria della Mena , situata proprio all’imbocco della valle , l’incendi sembra sia stato appiccato sulla parte del sentiero che sale verso monte campeggia 953 ( ex 53 ) , che poi arriva a Camposolagna nella strada Cadorna che porta a cima Grappa .

Un incendio si pensa doloso , ritrovata una tanica vuota in valle , ci sono dovuti 60 viaggi di elicottero e circa un centinaio di persone per avere la meglio sul fuoco .

Credo che sia inutile precisare che azioni così siano frutto di qualche mente malata , sono cose impensabili per una persona normale e credo ci sia bisogno di un giro di vite a queste persone , punizioni esemplari a questi piromani , punirne pochi per educarne tanti .

Bravi a quanti con il loro lavoro hanno collaborato e portato a termine questo difficile compito , sopratutto ai Vigili del Fuoco ed a quel lavoro che loro considerano una missione ” Flammas Domanus Donamus Cordem “

Quel dicembre nero 2015

cima larici

Forse non comprenderemo mai il perché di queste cose , forse non saremo mai capaci di superare la stupidità dell’essere umano a mettere a repentaglio persone, animali e cose , senza un preciso motivo che non sia un incidente , questo genere umano capace di distruggere quello che ha solo in prestito , quel delicato equilibrio delle nostre zone montane . Un grosso grazie a tutti quelli che si sono mobilitati per un unico scopo , a quelle persone che hanno lavorato insieme per un obbiettivo comune . I Volontari vigili del fuoco di Recoaro

Articolo del “Il giornale di Vicenza 28/12/2015 “

Valdagno . Ore 18.30. Ancora fiamme nell’Alto Vicentino. Nel pomeriggio si è infatti sviluppato un rogo anche sul Monte Civillina. L’incendio ha interessato inizialmente il versante recoarese, ma adesso sta intaccando anche quello scledense. Vigili del fuoco al lavoro. Sotto controllo l’incendio di Cima Pusterle.

ASIAGO. Ore 14. Pattuglie della forestale e squadre del servizio antincendio boschivo della Regione Veneto sono intervenute, verso le 12.30 di oggi, anche in località Turcio, tra Asiago e Lusiana, per un altro incendio. Il rogo è stato comunque domato e la zona è stata messa in sicurezza. Si tratta del quarto incendio in poche ore sull’Altopiano, dopo quelli di Cima Portule, dove i vigili del fuoco sono ancora al lavoro da ieri, in Val di Nos a Gallio e a Camporovere di Roana, che sembrerebbero invece domati.

Intanto la Regione Veneto ha diramato una nota per dichiarare lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi,dovuti alle attuali condizioni meteo-climatiche e della vegetazione.

Ore 10 Dalle 9 di questa mattina due velivoli antincendio Canadair stanno operando sulla montagna asiaghese per aver ragione dell’incendio che da ieri sta devastando le pendici del Portule, di Cima Larici e di Cima Bocchetta. Gli aerei anfibi sono decollati rispettivamente da Genova e da Ciampino e si riforniscono d’acqua sul lago di Caldonazzo (Trento). Complessivamente i tre fronti interessati dalle fiamme raggiungono i 100 ettari di estensione. Sul Portule, informano i vigili del fuoco, le fiamme sono in fase di esaurimento per aver ormai bruciato tutta la vegetazione; a Cima Larici stanno operando anche tre elicotteri, due trentini e uno del servizio forestale veneto.

Le fiamme su Cima Bocchetta sono state monitorate tutta la notte e i pompieri hanno impedito che scendessero di quota circoscrivendo di fatto l’incendio.

Al lavoro i pompieri di Asiago, Thiene, Vicenza e Recoaro, protezione civile Altopiano e protezione civile Enego, oltre ad una squadra di protezione civile del Trentino che sta monitorando l’incendio da monte.

Un incendio di sottobosco è stato segnalato alla sala operativa del 115 alle ore 9.30 in zona Val di Nos, a Gallio; sul posto sta operando un modulo incendio boschivo di Asiago. Un’altra segnalazione alle 9.40 della ripresa di un incendio a Camporovere di Roana, nella zona di Forte Rasta, già spento nella serata di ieri; sul posto stanno intervenendo i pompieri di Schio.

Altri roghi si erano sviluppati all’alba anche al Tretto sul monte Summano, che sovrasta Schio. In questo caso il tempestivo intervento dei pompieri ha limitato i danni a circa 2,5 ettari. Le fiamme sono state spente ed è in atto la bonifica da parte del personale della forestale.

LUNEDÌ 28 DICEMBRE

ore 18.30 Sono state interrotte le operazioni di spegnimento dell’incendio dell’aria boschiva tra Cima Portule e Cima Larici divampato nella tarda mattinata di oggi. I vigili del fuoco durante la notte rimarranno a presidiare con tre mezzi antincendio la strada battuta a quota 1800 metri che porta a Bocchetta Portula per evitare che il fronte dell’incendio possa abbassarsi sotto il livello della strada. Le operazioni di spegnimento riprenderanno domani mattina con le prime luci dell’alba.

I pompieri stanno anche operando a Camporovere di Roana, lungo la strada per “Forte Interrotto”, per incendio sterpaglia.

ore 17.48 Due elicotteri della Protezione civile del Trentino sono impegnati da alcune ore per contrastare il grosso incendio boschivo che si è sviluppato questa mattina attorno a Cima Portule. Il pennacchio di fumo è ben visibile anche in Valsugana e da altre zone del Trentino. Gli elicotteri della protezione civile, il cui intervento è stato richiesto dai vigili del fuoco di Vicenza, si riforniscono da un serbatoio d’acqua, alimentato con autobotti, montato dai pompieri volontari della Valsugana in località Sella.

ore 16.20 Rinforzo di personale da parte dei vigili del fuoco con l’invio sul posto delle operazione di due mezzi e quattro operatori dei vigili del fuoco volontari di Thiene.

ore 15 Sono ancora in corso le operazioni di spegnimento dell’incendio divampato nella tarda mattinata di oggi in località Porta Renzola, tra cima Larici e cima Portule. Oltre venti ettari di bosco interessati. Oltre i vigili del fuoco sul posto con tre automezzi, stanno operando operatori della forestale di Roana e Asiago, volontari e l’elicottero dei vigili del fuoco di Trento.

ore 13 Un violento incendio  è scoppiato stamattina in Val Renzola, a 2000 metri, sul massiccio del monte Portule, nel censuario del capoluogo altopianese. Le fiamme, alte alcuni metri, si sono già estese per un’area di circa cinque ettari. Vigili del fuoco, pattuglie del Corpo forestale dello Stato e volontari antincendio dell’Altopiano e dal Trentino sono al lavoro per cercare di domare il rogo, ma la scarsità di acqua di questo periodo sta rendendo complicate le operazioni di spegnimento e contenimento. Sulle cause nessuna ipotesi è esclusa, aperta anche la pista del dolo.

Gerardo Rigoni

Chiamata di Marzo ( Ciamar Marso )

Chiamata di Marzo

Recoaro Terme, 21esima edizione della “Chiamata di Marzo”

Un evento molto importante una tradizione legata al tempo passato per Recoaro Terme , forse la festa più importante e conosciuta nel Veneto , una festa unica e grandiosa , a cui noi parteciperemo con un presidio attivo di una certa importanza per la sicurezza di persone , animali e cose , allo scopo di essere pronti ad intervenire in qualsiasi evenienza con la professionalità già dimostrata in più occasioni .

“È la circostanza più rinomata, dopo le acque minerali e il termalismo, che identifica la Conca Recoarese, detta di Smeraldo, anche per il suo fortissimo legame con la tradizione custodita e mantenuta viva da ciascuna delle oltre cento contrade che circondano Recoaro Terme.
La consuetudine riserva a questa manifestazione l’ultima domenica di febbraio, com’è sempre avvenuto, anche in tempi che si perdono nel passato.”

Il tutto in attesa dell’evento clou in programma domenica 25 febbraio, quando 70 carri e gruppi e oltre mille figuranti invaderanno il centro cittadino vestiti con gli abiti della tradizione contadina ed esibendo gli attrezzi da lavoro, interpreti di autentiche scene di una sorta di museo etnografico itinerante; i visitatori potranno così viaggiare all’indietro nel tempo e scoprire come si viveva nella Conca di Smeraldo, attraverso riproposizioni fedeli legate alla vita quotidiana e al lavoro nei campi.

Le storie, i mestieri, i prodotti ed il folclore recoarese rivivranno come per magia in un’affascinante girandola di scorci e di dettagli recuperati dai secoli passati. Da sempre a Recoaro la festa del “Ciamar Marso” veniva celebrata l’ultima domenica di febbraio: dopo mesi trascorsi chiusi nelle case o nelle stalle per il gelido inverno, verso l’imbrunire centinaia di pastori, mandriani e contadini si riunivano nelle proprie contrade e, insieme alle proprie famiglie, scendevano in paese abbigliati con fogge e costumi stravaganti, in corteo compatto tra un frastuono indiavolato.

Per informazioni o chiarimenti :

http://www.chiamatadimarzo.com/

Frana del Rotolon

rot-11

Per noi il Rotolon e sempre stato li , dicono gli abitanti dei Parlati e delle contrade che sarebbero a rischio , per noi Volontari Vigili del Fuoco e una cosa da considerare perche sono già state fatte in periodi non tanto lontani squadre adibite al controllo di questa frana che per un discreto periodo di tempo non aveva i sistemi di monitoraggio a sensori , per mancanza di fondi , ora i sistemi sono montati e a quanto pare in uso per poter rendere più controllato e nella speranza non ci sia mai bisogno un eventuale evacuazione della popolazione , noialtri del resto ci prestiamo a questo onere che fa parte della nostra preparazione tecnica .

Giornale di vicenza 12 novembre 2014

Allerta Rotolon: la pioggia abbondante di questi giorni ha superato quota 300 millimetri, vale a dire la soglia oltre la quale scatta l’allarme rosso in contrada Parlati di recoaro Terme. Il Comune non sta con le mani in mano e il sindaco Giovanni Ceola conferma che «si sta lavorando su due fronti: con gli uomini dell’ufficio tecnico comunale e con i vigili del fuoco recoaresi. Le due squadre si stanno alternando di giorno e di notte per monitorare l’alveo del fiume e la “frana rossa”, utilizzando una fotocellula». Intanto è stato attivato anche il gruppo Aib di Protezione civile di Recoaro e la squadra Rotolon formata da residenti volontari. Attivate anche le luci d’emergenza per illuminare le vie di fuga. «Lo stato è quello di preallarme ma considerata la pioggia caduta soprattutto nelle ultime ore il territorio sta reggendo bene», osserva Ceola. Certo le previsioni non lasciano spazio all’ottimismo, visto che è prevista ancora pioggia che andrà a sommarsi a quella già scesa su un terreno zuppo d’acqua. (…)

Regione Veneto Comunicato stampa N° 71 del 13/01/2015

FRANA DEL ROTOLON. STIVAL: PROSEGUIRA’ IL MONITORAGGIO

(AVN) – Venezia, 13 gennaio 2015

Nell’ambito delle attività di prevenzione del rischio idrogeologico associato alla frana del Rotolon nel comune di Recoaro Terme (Vicenza), continuerà a restare attivo il sistema di monitoraggio e allarme installato a seguito dell’evento alluvionale del novembre 2010. Con questa finalità sarà stipulato un accordo di collaborazione fra la Regione, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Comune. Lo prevede un provvedimento adottato dalla giunta regionale su relazione dell’assessore alla protezione civile Daniele Stival. La Regione ha previsto per questo un contributo di 50 mila euro al CNR e di circa 10 mila euro al comune.

La frana del torrente Rotolon è un fenomeno conosciuto da lungo tempo. L’ultimo importante episodio risale al 4 novembre 2010, quando, dopo un periodo di intensa piovosità, una massa di circa 320.000 mc si è mossa dalla parte alta del bacino, evolvendosi parzialmente in una colata di fango e detriti. E’ stato istituito un centro operativo comunale e predisposto un sistema di monitoraggio a vista 24 ore su 24 con l’ausilio dell’Esercito, dei volontari della Protezione Civile, del Corpo Forestale dello Stato e del Soccorso Alpino. In seguito a incontri e sopralluoghi tra vari enti è stata riconosciuta la necessità di integrare e progressivamente sostituire il monitoraggio a vista con un sistema strumentale. Il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale ha incaricato dell’esecuzione i Centri di Competenza Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Protezione Idrogeologica e Università di Firenze – Dipartimento di Scienze della Terra, attraverso convenzioni che hanno consentito l’attivazione ed il funzionamento dei sistemi di monitoraggio ed eventuale allertamento della popolazione in caso di evento. Parallelamente è stato sottoscritto un accordo con il comune per attività di supporto. Le convenzioni sono scadute a fine 2012 con il termine della gestione commissariale dell’emergenza ma i sistemi di monitoraggio sono stati ugualmente mantenuti attivi dai centri di competenza in collaborazione con il Comune.

rot-1 rot-2 rot-3 rot-4 rot-5 rot-6rot-7 rot-8 rot-9 rot-10

Piazza Francesco Dalle Ore

Anche oggi 24 settembre 2017 presenti per l’inaugurazione della piazzetta sul ponte di Neustadt  proprio dove c’è anche il monumento, un gesto in ricordo del Carabiniere Francesco Dalle ore nato a Recoaro nel 1902-1969 , medaglia di bronzo al valore militare,  alla cerimonia erano presenti le autorità guidate dal sindaco Giovanni Ceola e dai carabinieri in attività e in congedo. Dalle Ore nel 1941 si distinse in Africa orientale dove fu ferito e fatto prigioniero dagli inglesi. Negli anni seguenti contribuì alla creazione della sezione di Recoaro dell’associazione nazionale carabinieri che attualmente è presieduta da Giorgio Zini.

Motivazione dell Medaglia di Bronzo Al Valore Militare

Dalle Ore Francesco 

Da Recoaro (VI) , classe 1902 Carabiniere , IV gruppo Carabinieri mobilitato di Harrar (A.O.I)

“Facente parte della retroguardia di una divisione coloniale in ripiegamento si distingueva per ardimento nei continui combattimenti contro l’avversario imbaldanzito dal successo . Durante un aspro combattimento durato un intero giorno validamente , benchè ferito , contribuiva a respingere gli assalti del nemico . Successivamente , proseguiva il duro ripiegamento sopportando stoicamente sofferenze e sacrifici .” 

Dolò Africa Orientale 24-25 maggio 1941

( Fonte Nastro Azzurro Vicentini decorati al Valore Militare dal 1923 ) 

 

IMG-20180115-WA002422045823_490225138020842_4695249943110767147_n

7° Corso Volontari

Un grosso benvenuto ai nuovi volontari che il giorno 4 novembre 2017 hanno superato l’esame teorico e pratico dopo il corso di 120 ore circa effettuato al comando Provinciale di Vicenza , corso complesso sopratutto per gli impegni lavorativi degli allievi aspiranti  , un plauso per il loro impegno e per avere creduto fino in fondo a questa Missione . Noi crediamo in questo perchè darà una grossa mano al nostro distaccamento aumentando così di 8 unità il gruppo , che grazie a questo potrà garantire molta più reperibilità e presenze in distaccamento nei turni feriali e festivi

Benvenuti e un Grosso in bocca al Lupo ed un buon lavoro a tutti

E stato un grosso lavoro , il nostro , il tempo dedicato a questa missione è stato notevole , tempo rubato alla famiglia , al lavoro , al riposo qualcuno anche alla vacanza , ma tempo speso in qualcosa in cui crediamo fermamente , uno sforzo teso ad arrivare in fondo tutti uniti per un solo obiettivo , diventare volontario dei vigili del fuoco . Per tutti una missione , per me era un sogno nel cassetto che dopo 10-12 anni fa in cui ho fatto la domanda si è avverato , ed ora avanti sempre , con queste righe penso di parlare a nome di tutti i partecipanti del nostro corso .  Luciano e il 7° corso volontari

26943244_1409734345819752_1051563107_nIMG-20180118-WA000126941248_1409734212486432_920370900_n26996506_1409734342486419_175430648_nIMG-20171015-WA0015IMG-20171015-WA0017

Corso TPSS

IMG-20180115-WA0013

Ecco parte dei nostri volontari alle prese con un altro corso molto importante , TPSS ovvero Tecniche di Primo Soccorso Sanitario

Qui Alcune informazione di Base del corso , ricordando che i vigili del fuoco sono professionalmente molto preparati

Nonostante che il progetto “Tecniche di Primo Soccorso Sanitario (TPSS)” applicate dai vigili del fuoco risponda ad uno standard superiore a quello richiesto dalle linee guida scentifiche internazionali di riferimento per il personale soccorritore non sanitario dei servizi tecnici di urgenze ed emergenza e che, anche per la parte inerente all’uso del defibrillatore semiautomatico esterno, le procedure siano identiche a quelle disposte dalla maggior parte delle centrali operative 118, l’impiego operativo del defibrillatore semiautomatico esterno da parte del personale VV.F. su personale civile non appartenente al corpo nazionale dei vigili del fuoco, deve essere autorizzato dall’autorità sanitaria competente per territorio, in accordo con quanto disposto dalla legge n. 120/2001 e successive modificazioni ed integrazioni. Resta dominante comunque la condizione del pericolo di vita (art.583 C.P.) che associata all’altra condizione di stato di necessità (art. 54 C.P.) determinano l’impunibilità nei casi del personale qualificato dei vigili del fuoco che si trovino in condizioni d’urgenza ad essere costretti dalla necessità ad attuare le manovre di rianimazione con utilizzo del DAE per evitare l’incombenza di un danno grave per la persona da soccorrere 

1. Sostegno di base delle funzioni vitali nell’adulto:BLS
(Basic Life Support) e PBLS (Pediatric Basic Life
Support) nel bambino;
2. Utilizzo dell’apparecchio Defibrillatore semiAutomatico
Esterno (DAE) nell’adulto e nel bambino;
3. Sostegno di base delle funzioni vitali nella vittima
lattante: PBLS (Pediatric Basic Life Support);
4. Supporto vitale di base nella vittima di dinamica
traumatica;
5. Gestione dello scenario d’intervento sanitario ed
approccio relazionale alle vittime ed alle persone
coinvolte;
6. Principi di organizzazione dei soccorsi in caso di macro
emergenze;
7. Trattamento base di lesioni
traumatiche:ferite,ustioni,fratture;
8. Igiene e profilassi.

SUPPORTO DI BASE DELLE FUNZIONI VITALI (Basic Life Support)

Lo scopo del BLS (Basic Life Support = Supporto di Base delle Funzioni Vitali) è quello di riconoscere prontamente una situazione di emergenza, allertare correttamente il soccorso sanitario e intervenire precocemente, con manovre corrette, finalizzate al sostegno delle funzioni vitali per garantire la possibilità di sopravvivenza della vittima dell’evento. L’intervento con le manovre di Rianimazione Cardiopolmonare (RCP) – se necessario – ha come obiettivo quello di evitare il danno anossico cerebrale, ovvero la morte per mancanza di ossigeno delle cellule di cui è composto il cervello le quali, una volta danneggiate, non assolvono più alla loro funzione. Il danno anossico cerebrale si instaura su soggetti in cui siano compromesse o mancanti le funzioni vitali, cioè:
la coscienza
il respiro
il circolo
L’intervento con le manovre di rianimazione cardiopolmonare di base (RCP), è finalizzato al mantenimento dell’ossigenazione del soggetto, fino all’arrivo del soccorso sanitario avanzato (ALS), intendendo con questo termine le tecniche e le terapie applicate da una équipe di soccorso comprendente personale sanitario professionista (medico e/oinfermiere).

DANNO ANOSSICO CEREBRALE

Quando il cuore si arresta, indipendentemente dalla causa dell’arresto, non è più in grado di contrarsi e, di conseguenza, di fare circolare il sangue nei vasi sanguigni, cioè nelle arterie e nelle vene (assenza di circolo). Accade anche a volte che il cuore continui a svolgere la sua attività di pompa, ma la vittima non abbia un respiro spontaneo. In questo caso il sangue mandato in circolo dal cuore, privo come è di ossigeno non permette la sopravvivenza degli organi vitali. L’ossigeno in queste circostanze non raggiunge più gli organi.

 

IMG-20180115-WA0008IMG-20180115-WA0009IMG-20180115-WA0011IMG-20180115-WA0012

Rogo della Strià 2018

 

Rogo della Stria 2018

Come consuetudine da diversi anni il tradizionale Rogo della Stria di Recoaro Terme , va a chiudere le Festività Natalizie e come si dice “l’epifania tutte le feste porta via ” e così che anche la piazza del paese si arricchisce di questa tradizione , con qualche bancarella , vin brulè , cioccolata calda ; e l’immancabile befana che gira per il paese inseguita dai Salbanèi , quei piccoli gnomi intenti a fare dispetti a tutti , tutte storie raccontate mentre si faceva El filò nelle stalle , presa la befana che continuava a scappare per il paese e portata nella piazza per essere bruciata come vuole la tradizione .

Come di consueto i nostri  Volontari dei Vigili del fuoco del nostro Distaccamento di Recoaro  hanno presidiato il tradizionale Rogo della Stria , per donare attraverso la loro professionalità e preparazione la sicurezza dello svolgersi dell’evento .

Un grazie al comune , alle persone che hanno partecipato e sopratutto ai nostri vigili … sempre pronti e disponibili.

FB_IMG_1515268120012