Allerta criticità idrogeologica

boll veneto

Esistono 4 livelli di criticità: 

Verde (criticità assente), 

Giallo (ordinaria criticità), 

Arancione (moderata criticità) 

Rosso (elevata criticità).

L’allerta può riguardare fenomeni meteorologici o idrologici (cioè derivanti dall’azione delle acque superficiali come fiumi o torrenti) i cui effetti possono essere localizzati o diffusi sul territorio.

Mezzo in bilico su un ripido pendio

11 aprile 2018

MEZZO IN BILICO CON DUE VITELLI ARRIVANO I VIGILI DEL FUOCOVitelli

L’incarico del vigile del fuoco e sempre molteplice , con obbiettivi molto chiari e precisi su cui si basa la propria preparazione tecnica e professionale ,  sempre in prima linea per salvaguardare , persone , animali e case o semplicemente ridurre i danni agli edifici , inoltre per le calamità naturali e salvaguardia del territorio .

10 aprile 2018 ore 19.30
Un furgone Daily ha perso il controllo ed e uscito di strada rimanendo in bilico sul declivio scosceso nella frazione di Lugo per diverse ore con il pericolo di trascinare i poveri animali lungo il pendio molto scosceso ,  le cause della perdita di controllo sono ancora in fase di accertamento e dentro c’erano due vitelli , gli animali ed il mezzo sono stati recuperati dai vigili del fuoco di Schio , l’intervento e durato circa 3 ore e si è concluso nella notte .

Fonte GDV del 11 aprile 2018

La Scala Italiana

La scala italiana è per i vigili del fuoco una prova , la più difficile , li si testano l’abilità delle persone , la loro sicurezza in quota , la paura dell’altezza , l’indecisione . Da li gli istruttori testano le persone , la persona che non si sente sicura nella scala si vede , si vede nei movimenti , nella scala si vede tutto . Per questo la scala italiana rappresenta un’importanza vitale saperla montare , per questo montarla sarà l’obbiettivo principale di ogni volontario . 

La scala italiana è per i Vigili del Fuoco l’attrezzo più importante e caratteristico. Non vi è
Corpo per piccolo che sia, che non disponga di questo attrezzo di indiscussa utilità. La scala italiana, come tutte le scale in genere, serve, sia per le manovre di spegnimento che per le manovre di salvataggio.
Essa porta inoltre un prezioso contributo in altre particolari contingenze, perchè può essere usata fra l’altro anche: orizzontalmente come passerella, verticalmente come puntone, e, con opportune fasciature a mezzo manichette, come barella per il trasporto di persone infortunate. Opportunamente controventata a mezzo di funi, la scala italiana può essere anche usata per la salita, senza bisogno di appoggio contro pareti o altri sostegni. Giova aggiungere che la sua particolare formazione a pezzi staccati, presenta il pregio di consentire a secondo del bisogno, l’utilizzazione di parte della scala o di un solo pezzo.
Le principali caratteristiche dell’attrezzo, secondo il modello unificato sono le seguenti:

– Lunghezza complessiva ml. 10,33;
– lunghezza dei tre pezzi maggiori ml. 3,16;
– lunghezza del pezzo di sommità ml. 2,23
– largezza scala da cm. 42,5 a 49.

I pezzi sono provvisti alle estremità degli staggi, di bussole metalliche che servono ad
assicurare l’innesto dei pezzi tra loro; il pezzo alla base della scal termina generalmente con uno zoccolo che conferisce alla scala una maggior stabilità. Per la manovra sono richiesti 4 serventi ed un sottufficiale o graduato. I serventi vengono designati con i numeri 1 2 3 4; analogamente i pezzi sono numerati dall’uno al quattro, iniziando dal pezzo di base. Nella posizione di partenza e di arrivo, il servente numero 1 reca il pezzo con il numero corrispondente, e così pure gli altri serventi. Nella descrizione della manovra la numerazione dei gradini ha luogo progressivamente dalla base alla sommità di ciascun pezzo. Per la chiara interpretazione della manovra si precisa che, quando non viene fatto espresso riferimento al servente che monta la scala, la destra e la sinistra si riferiscono a chi guarda il castello di manovra.

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Un altra tragedia sul lavoro

Era uno di noi , non esistono parole per questi gravi lutti di chi con passione professionalità ricopre queste missioni , siamo vicini  ai suoi famigliari con loro ci uniamo nel loro dolore . Distaccamento volontari di Recoaro Terme

San Donato Milanese, vigile del fuoco muore nel crollo di un capannone

La sciagura in una ditta di detersivi in cui era scoppiato un incendio

di ILARIA CARRA

06 aprile 2018

Con i colleghi stava provando a spegnere le fiamme divampate in un capannone della zona industriale quando un pezzo di tetto gli è crollato addosso.E’ morto così sul colpo Pinuccio La Vigna, pompiere volontario del distaccamento di Pieve Emanuele. La Vigna, 49 anni, originario di Campobasso, era in una delle  prime squadre intervenute sul posto con quattro autobotti. Nell’incidente è rimasto ferito anche un collega che era con La Vigna al momento del crollo. L’uomo, 50 anni, è stato trasportato all’ospedale di San Donato ma le sue condizioni non sarebbero gravi.L’incendio è scoppiato intorno alle 21 a San Donato Milanese presso la ditta Rykem, specializzata in vendita di detersivi e prodotti professionali per la pulizia. Le cause del rogo sono ancora da chiarire, le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di San Donato Milanese guidati dal capitano Antonio Ruotolo. Sono circa una ventina i mezzi dei vigili del fuoco intervenuti per domare le fiamme, l’attività di spegnimento proseguirà per tutta la notte.

Sul marciapiedi di fronte al capannone è appoggiata l’attrezzatura della vittima, ci sono il caschetto, il respiratore e la bombola che i colleghi di La Vigna gli hanno tolto subito nel tentativo di soccorrerlo.Sul posto é arrivato anche il pool antinfortuni della procura, una squadra coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e costituita dopo l’incidente alla ditta Lamina costato la vita a quattro operai.La vittima prestava servizio da volontario, era un appassionato di musica lirica.Lo scorso 20 marzo, altri due vigili del fuoco sono morti a causa di un’esplosione durante un intervento in seguito alla segnalazione di una fuga di gas in un appartamento a Catania.l pompiere deceduto era originario di Campobasso residente da tempo nel capoluogo lombardo.

La sua passione per quel lavoro traspare evidente dalla sua pagina Facebook, dove in una foto del giugno scorso sorride imbracciando una pompa tagliafiamme. «È un fucile buono, spegne il fuoco», aveva scritto rassicurando tutti i suoi contatti.Ieri sera non aveva uno di quelli ma era impegnato nelle operazioni di spegnimento nella ditta in via Giuseppe Marcora. Le quattro autobotti dei vigili del fuoco sono arrivate poco dopo le 21, il crollo è avvenuto quasi alle 22. È stato improvviso e immediato, il volontario non è riuscito a mettersi in salvo, è stato travolto dalla struttura che ha ceduto al calore. Un rumore di ferro contorto ha coperto le urla dei suoi colleghi che hanno tentato di avvertirlo.

I compagni hanno provato a soccorrerlo ma è stato tutto inutile, i detriti lo hanno sepolto e quando l’ambulanza del 118 è arrivata sul posto non c’era più nulla da fare. I carabinieri della compagna di San Donato Milanese, diretti da Antonio Ruotolo, sono al lavoro per cercare di ricostruire la dinamica e capire se si è trattato di un episodio doloso o di un incidente. La Rykem concentra la propria vendita nel nord Italia, dal 2006 collabora con enti pubblici e imprese. Secondo quanto comunicato finora, sembra che non abbia mai ricevuto minacce né ci siano stati incidenti che possano far pensare a un’intimidazione.

Questa e l’Italia

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Non e giusto polemizzare sui morti , su quei morti che intervenuti per una missione di salvare vite , sono periti durante il loro “lavoro” un lavoro in molti caso pieno di imprevisti e di trappole cui non si sa bene con chi e cosa ci si confronta , non e giusto incazzarsi e bestemmiare , non è possibile che in una nazione chi mette in gioco la vita ogni giorno deva pagare un caro prezzo , e che le famiglie oltre alla gravissima perdita subita debbano subire questo ulteriore oltraggio , sono molto rattristato per queste morti assurde , ma sono molto arrabbiato per questo governo di ladri , fancazzisti e finti buonisti da quattro soldi quando chi mette in gioco la vita non ha nessuna possibilità di difendersi  e per farlo sia costretto alle peggiori umiliazioni . Noi siamo con voi , vigili del fuoco , polizia di stato , carabinieri e tutte quelle forze che hanno dato per anni lustro in Italia , ma che vengono continuamente aggredite , bistrattate ed umiliate . Un Volontario 

Nazionale – 

USB VV.F. SCRIVE AL SOTTOSEGRETARIO.
VIGILI DEL FUOCO SENZA ASSICURAZIONE, IL MINISTERO DELL’INTERNO MANDA ALLO SBARAGLIO I POMPIERI E SE CAPITA UN INFORTUNIO BISOGNA ANTICIPARE LE SPESE DI TASCA PER CURARSI

Italia , ma che vengono continuamente aggredite , bistrattate ed umiliate . Un

Volontario 

Lavoratori,

È scaduta la copertura assicurativa e di rimborso delle spese sanitarie che i vigili del fuoco fino a ieri usufruivano ed erano “coperti”, grazie ad un sistema che in qualche modo permetteva una certa salvaguardia in un momento come questo di crisi non prodotta dai lavoratori, adesso è venuta meno!

art. 38 della nostra Costituzione, “i lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”… (omissis), cosa che nel corpo nazionale non avviene.

I vigili del fuoco fino a ieri, con i proventi dei servizi a pagamento, si sono sempre pagati di tasca propria in modo sussidiario le anticipazioni di spese per malattie ed infortuni in quanto il dipartimento dei vigili del fuoco, anche in caso di gravissimi infortuni, NON paga le spese sostenute se non a chiusura dell’incidente e con tempi alquanto lunghi.

I pompieri, fino ad oggi sono vittime di una serie di passaggi parlamentari che sono stati penalizzati ed hanno inciso sui PROPRI soldi con un ulteriore taglio del 50% per pagare una crisi, ribadiamo, prodotta da altri; oggi i flussi di fondi che dal ministero dell’economia passano a quelli del ministero dell’interno, per poi essere destinati al dipartimento, che a sua volta venivano accreditati all’Opera Nazionale di Assistenza per il personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono stati ridotti al lumicino.

USB VVF ritiene che una categoria che rischia ogni giorno la vita e la propria salute per il paese deve essere tutelata da una qualche forma di assicurazione sanitaria pubblica o comunque organizzata, a carico dell’amministrazione da cui dipende.

USB VVF, nel ritenere che l’assistenza sanitaria al personale non può ricadere sui singoli lavoratori, lasciati completamente in balia delle assicurazioni private o polizze che raffrontandosi proprio con la pericolosità del lavoro da noi svolto, risultano costose ed in ogni caso inadeguate.

29 marzo 2018 Non avevano copertura Inail i vigili del fuoco uccisi dal rogo di Catania. E le tivù, comprese quelle di Stato, impegnate a dare notizie sin troppo dettagliate delle esequie del presentatore Fabrizio Frizzi, hanno persino scordato di ricordare due veri eroi. Nessuno si è preoccupato di dare risalto ai funerali celebrati in forma solenne, sia a Catania che a Trapani, di Dario Ambiamonte, 40 anni, e Giorgio Grammatico, 36, i due pompieri rimasti uccisi nell’esplosione, il 20 marzo scorso, del piano terra di una palazzina del capoluogo siciliano. La deflagrazione provocò anche la morte di un anziano che l’aveva in affitto, Giuseppe Longo, di 75 anni, e il ferimento di altri due pompieri, Marcello Taormina, 54 anni, e Giuseppe Cannavò, 36.

Fra i politici, l’unico ad essersi ricordato di loro è stato il ministro dell’Interno Marco Minniti. Dura la presa di posizione di Costantino Saporito, coordinatore nazionale dell’Unione sindacale di base (Usb) dei vigili: “Morti bianche – ha scritto il sindacalista – è un modo gentile di definire dei delitti a volte dei veri e propri omicidi sul posto di lavoro: sono invece vittime, come i loro familiari … Quante volte è già successo dall’inizio dell’anno, quante volte abbiamo visto divampare il fuoco, piuttosto che nuvole di veleni da depositi, fabbriche, magazzini?”.

Il j’accuse non si ferma qui. “Ma se un tg o un politico parlano di allarme sicurezza state sicuri che si riferiscono ai migranti, non ai lavoratori uccisi nel nome del profitto. Del resto sono solo dati che finiranno nel freddo calcolo che leggeremo tra qualche anno in un almanacco che racconta solo numeri e nasconde le storie”. L’attacco alla Rai di Saporito è veemente. “Ma perché la tv di Stato è rimasta muta? Non li celebra e non li ricorda? Forse pure lei, la tivù, è la vittima di una informazione “bianca”, incolore? Non facevano abbastanza notizia i due vigili catanesi? Sono altre le notizie che attirano l’attenzione, forse la bufala che vuole l’immigrato nella suite di lusso con la WI-FI? I luoghi comuni insomma di una propaganda becera, che semina odio e dimentica i suoi eroi”.

Sgomento, rabbia, amarezza, i sentimenti che in queste ore buie hanno preso d’assalto il cuore dei vigili che, tra l’altro, non usufruiscono, scandalo nello scandalo, dell’assicurazione Inail. “Siamo gli unici lavoratori senza copertura Inail”, ha svelato Saporito, “da sempre stiamo chiedendo di goderne, ma i governi hanno altro da fare e un diritto sacrosanto resta negato”. Per coprire gli eventuali infortuni, anche i mortali, “l’Opera Nazionale Assistenza (ONA), che dovrebbe essere la nostra cassa mutua ha stilato un’assicurazione con Unisalute pagando 2.500.000 euro con un premio massimale di 1.500.000 euro per 34mila pompieri”, ha spiegato il coordinatore dell’Usb. Uno scandalo.  Il sindacato ha chiesto che il governo convochi subito le parti affinché si lavori per l’acquisizione della copertura. “Chiediamo ai cittadini di unirsi al dolore ma anche di sostenerci in questa battaglia affinché la perdita di due nostri colleghi non rimanga un freddo articolo di cronaca”, ha concluso Saporito.

Alle esequie, celebrate dall’arcivescovo metropolita di Catania Monsignor Salvatore Gristina (che come al solito ha parlato di “tragico evento”), oltre a Minniti erano presenti il capo dipartimento dei vigili del fuoco Gioacchino Giomi ed il capo dipartimento della protezione civile nazionale Prefetto Bruno Frattasi. Ai funerali ha partecipato una delegazione del coro del Teatro Massimo Bellini. La salma di Ambiamonte è stata portata in corteo su un’autoscala dal comando provinciale dei vigili del fuoco e ha attraversato alcune vie del centro della città prima di giungere nella Cattedrale, salutata da un lungo applauso. Ma gli applausi non possono bastare: occorre dare un senso a questo dramma.

Paolo Salvatore Orrù

Usb: i vigili del fuoco morti a Catania non avevano assicurazione INAIL, come tutti i pompieri. Ora basta

Catania, 21/03/2018 09:11

Sgomento, rabbia, amarezza questi sono i sentimenti che si sono mescolati durante tutta una notte passata tra le macerie di una esplosione e i telefoni che impazzivano.
Due colleghi distesi per terra e due portati di corsa in ospedale. Siamo rimasti tutti senza respiro!
Sono uscite foto, tra le nostre chat, frammenti di corsi ed emergenze passate dove ognuno di noi ricordava Dario e Giorgio nella propria esperienza personale. Questa mattina tutti abbiamo aperto subito il sito ufficiale del corpo nazionale: nessuna notizia ancora!
Poi sale la rabbia: siamo gli unici lavoratori senza copertura INAIL!
Come Unione Sindacale di Base chiediamo da tempo, troppo, di godere di questa copertura. Ma il governo – i governi – hanno altro da fare e un nostro diritto sacrosanto rimane negato, nonostante in questi momenti, in tutti i momenti della giornata di lavoro, ci darebbe quella tutela necessaria a chi come noi di mestiere “salva le vite”.

È necessario, è indispensabile che anche i vigili del fuoco abbiano la copertura INAIL. Non possiamo più accettare di essere l’unica categoria non tutelata quando ci facciamo male o, come nel caso di Catania, piangiamo un dolore estremo!
Noi, vigili del fuoco, con un solo secondo di lavoro guadagniamo una intera vita di stipendio. Ma oggi non vogliamo fare polemica sul salario, 1350€ non giustificheranno mai la vita che facciamo. La copertura INAIL però la pretendiamo per rispetto verso tutti i vigili del fuoco che ogni giorno rischiano la propria vita senza chiedere mai nulla in cambio. Il telefono squilla e noi partiamo ma poi cosa succede?
Come Usb chiediamo che il governo convochi urgentemente le parti affinché si lavori immediatamente sull’acquisizione del diritto INAIL per tutti i vigili del fuoco. Chiediamo ai cittadini di unirsi al nostro dolore ma anche di sostenerci in questa battaglia affinché la perdita di due nostri colleghi non rimanga un freddo articolo di cronaca.

Coordinamento nazionale Vigili del Fuoco Unione Sindacale di Base

Buona Pasqua

Pasqua

Un buona Pasqua a tutti , quei vigili del fuoco che oggi sono di servizio , quelli a riposo , quei volontari che credono in questa missione , un caloroso augurio a tutti , sopratutto a quelle famiglie che hanno perso un loro caro in questa missione . E un Buona pasqua a tutti dal distaccamento volontari di Recoaro Terme