Drammatico incidente A31

 

EJ7A0234EJ7A0260

ALBETTONE. Ore 15 Sale a quattro il numero delle vittime in A31. L’uomo coinvolto nel primo incidente, portato in ospedale in condizioni disperate dopo essere stato sbalzato fuori dall’auto, non ce l’ha fatta. È morto poco dopo al San Bortolo. I feriti sono cinque: non sarebbero gravi. Dopo il tamponamento di tre auto da parte del tir c’è stata una violenta esplosione ed è scoppiato il rogo. Gli occupanti della terza vettura sono riusciti a fuggire mentre tre persone, a bordo delle altre due auto, sono rimaste intrappolate tra le fiamme.

Ore 12.30 Inferno sull’autostrada A31 Valdastico Sud, dove intorno a mezzogiorno si sono verificati due incidenti a breve distanza l’uno dall’altro, entrambi in direzione Piovene Rocchette. Pesantissimo il bilancio che potrebbe essere di almeno tre morti e un ferito grave.

Il primo incidente è avvenuto poco dopo il casello di Albettone-Barbarano: nello schianto tra due auto una persona è stata sbalzata dall’auto. Le sue condizioni sono gravi.

In seguito alla coda che si è formata tra Albettone e Longare un tir ha centrato le auto ferme in colonna: tre hanno preso fuoco. Almeno tre persone sono morte carbonizzate.

Sul posto l’elisoccorso, i vigili del fuoco, la polizia stradale e il personale dell’autostrada. La A31 alle 12.30 è stata chiusa per permettere le operazioni di soccorso.

Dopo il Primo incidente sul casello di Albettone 

Una colonna di mezzi, fermi per un precedente incidente accaduto qualche centinaio di metri più avanti, dove era rimasto ferito il 33enne, è stata tamponata da un camion.

Dopo l’urto,  tre auto hanno preso fuoco. Il guidatore di una delle tre vetture è riuscito  a scendere  ma i Rossetto e Pozza sono rimasti bloccati nelle proprie, una Renaul Megane e una VW Golf. .

I pompieri di Lonigo e Vicenza hanno spento il rogo delle tre auto, niente da fare purtroppo per gli occupanti. Soccorso e portato in ospedale dal suem 118 il conducente, riuscito a scendere dall’auto in fiamme. Illeso il guidatore di un’altra auto e il conducente del furgone cassonato e l’autista del camion, un 53enne di Ancona.

Oltre alla vittima, ci sono stati tre i feriti sul primo incidente, dove sono intervenuti i vigili del fuoco di Este.  Sul posto la polizia stradale e il personale ausiliario dell’autostrada.

 

Apicoltore colto da malore

 

apicoltore

Arzignano 18 maggio 2018

Alle 16.30, circa i vigili del fuoco sono intervenuti nei pressi di via Salviati a Restena di Arzignano (Vi) per soccorrere un apicultore probabilmente sentitosi male, trovato però già deceduto. L’uomo è stato notato da alcuni passanti riverso all’interno dell’auto in una zona di prato dove sono presente le arnie su cui stava lavorando. Gli operatori della squadra di Arzignano si sono vestiti con apposite tute per la presenza delle api, hanno raggiunto l’uomo che è stato portato in zona sicura dove il personale del medico del 118 ha solo potuto constatare la morte del 77 enne apicultore di Folgaria.
Sul posto i carabinieri della locale stazione insieme alla polizia locale. Degli apicultori della zona hanno fatto rientrare le api all’interno delle arnie per poi provvedere al recupero del furgone bonificato. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono terminate dopo circa un’ora e mezza.

Incendio a Colletto Grande di Velo

Credo che su questi disastri non servano parole , la maggior parte delle volte si vedono volare via anni di risparmi e sacrifici , cercare un motivo per cui sia successo non è facile , e fino a prova contraria non risulta doloso , certo che chi da alle fiamme un bosco , una casa , una macchina , dovrebbe pagare caro assumendosi le proprie responsabilità , tutta la nostra solidarietà per questo evento disastroso , ed un monito a non mollare . I volontari
 

L’ incendio che ieri  pomeriggio,  ha devastato il bar-rifugio Al Colletto di Velo, che si trova sopra il Bosco del Tretto ha scosso l’intera comunità dell’Alto Vicentino e poche ore dal furioso incendio, si fa la conta dei danni. Al lavoro i vigili del fuoco per la messa in sicurezza.

Sul posto ieri,  anche i carabinieri della compagnia di Schio, che stanno attendendo il responso dei vigili del fuoco per capire cosa ci sia dietro il grave incendio, che ha già provocato danni enormi, sia agli esterni che nella zona della cucina del noto locale preso di mira dagli escursionisti nel fine settimana. Distrutto il tetto del rifugio, che è stato bruciato per primo.

Difficile che il fuoco si sia generato da solo, ma è troppo presto per comprendere la natura del rogo che ha tenuto impegnati a lungo i pompieri. Troppo presto anche per avanzare ipotesi anche se i militari dell’Arma non escludono alcuna ipotesi in questo momento.

Non si sono registrati feriti perchè ieri , per il locale era giorno di chiusura.

Le indagini

Non si esclude il dolo al momento e sarà compito dei carabinieri del comandante Vincenzo Gardin capire se qualcuno potesse avercela con i titolari del rifugio, al punto da appiccare un incendio con l’intento di distruggere il locale. Non sarebbe la prima volta. Tuttavia, fa riflettere il fatto che le fiamme siano partite dalla cucina, quindi i carabinieri stanno tenendo in considerazione anche l’ipotesi del corto circuito dovuto al cattivo funzionamento di qualche elettrodomestico.

Su facebook, quando hanno iniziato a girare le foto fatte dal Presidente del Quartiere Tretto, si è scatenata la solidarietà nei confronti dei gestori del Colletto di Velo, meta del fine settimana di motociclisti e turisti appassionati del luogo immerso nel verde. Faceva impressione vedere le immagini del locale avvolto dalle fiamme. Lingue di fuoco che hanno distrutto tutto quello che trovavano sul loro cammino.

A.B.

 

 

Un altra tragedia sul lavoro

Era uno di noi , non esistono parole per questi gravi lutti di chi con passione professionalità ricopre queste missioni , siamo vicini  ai suoi famigliari con loro ci uniamo nel loro dolore . Distaccamento volontari di Recoaro Terme

San Donato Milanese, vigile del fuoco muore nel crollo di un capannone

La sciagura in una ditta di detersivi in cui era scoppiato un incendio

di ILARIA CARRA

06 aprile 2018

Con i colleghi stava provando a spegnere le fiamme divampate in un capannone della zona industriale quando un pezzo di tetto gli è crollato addosso.E’ morto così sul colpo Pinuccio La Vigna, pompiere volontario del distaccamento di Pieve Emanuele. La Vigna, 49 anni, originario di Campobasso, era in una delle  prime squadre intervenute sul posto con quattro autobotti. Nell’incidente è rimasto ferito anche un collega che era con La Vigna al momento del crollo. L’uomo, 50 anni, è stato trasportato all’ospedale di San Donato ma le sue condizioni non sarebbero gravi.L’incendio è scoppiato intorno alle 21 a San Donato Milanese presso la ditta Rykem, specializzata in vendita di detersivi e prodotti professionali per la pulizia. Le cause del rogo sono ancora da chiarire, le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di San Donato Milanese guidati dal capitano Antonio Ruotolo. Sono circa una ventina i mezzi dei vigili del fuoco intervenuti per domare le fiamme, l’attività di spegnimento proseguirà per tutta la notte.

Sul marciapiedi di fronte al capannone è appoggiata l’attrezzatura della vittima, ci sono il caschetto, il respiratore e la bombola che i colleghi di La Vigna gli hanno tolto subito nel tentativo di soccorrerlo.Sul posto é arrivato anche il pool antinfortuni della procura, una squadra coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e costituita dopo l’incidente alla ditta Lamina costato la vita a quattro operai.La vittima prestava servizio da volontario, era un appassionato di musica lirica.Lo scorso 20 marzo, altri due vigili del fuoco sono morti a causa di un’esplosione durante un intervento in seguito alla segnalazione di una fuga di gas in un appartamento a Catania.l pompiere deceduto era originario di Campobasso residente da tempo nel capoluogo lombardo.

La sua passione per quel lavoro traspare evidente dalla sua pagina Facebook, dove in una foto del giugno scorso sorride imbracciando una pompa tagliafiamme. «È un fucile buono, spegne il fuoco», aveva scritto rassicurando tutti i suoi contatti.Ieri sera non aveva uno di quelli ma era impegnato nelle operazioni di spegnimento nella ditta in via Giuseppe Marcora. Le quattro autobotti dei vigili del fuoco sono arrivate poco dopo le 21, il crollo è avvenuto quasi alle 22. È stato improvviso e immediato, il volontario non è riuscito a mettersi in salvo, è stato travolto dalla struttura che ha ceduto al calore. Un rumore di ferro contorto ha coperto le urla dei suoi colleghi che hanno tentato di avvertirlo.

I compagni hanno provato a soccorrerlo ma è stato tutto inutile, i detriti lo hanno sepolto e quando l’ambulanza del 118 è arrivata sul posto non c’era più nulla da fare. I carabinieri della compagna di San Donato Milanese, diretti da Antonio Ruotolo, sono al lavoro per cercare di ricostruire la dinamica e capire se si è trattato di un episodio doloso o di un incidente. La Rykem concentra la propria vendita nel nord Italia, dal 2006 collabora con enti pubblici e imprese. Secondo quanto comunicato finora, sembra che non abbia mai ricevuto minacce né ci siano stati incidenti che possano far pensare a un’intimidazione.

Esplosione di una Palazzina

News 20-3-18

Ci sono notizie che ti possono scaldare il cuore di salvataggi in condizioni estreme , di interventi impossibili , di recuperi quasi incredibili . Ma ci sono anche situazioni complicate , che mettono a dura prova anche loro , in quella sottile linea tra il vivere e morire . Questi sono i pompieri , gente normale , gente di cuore che fa i conti anche con il coraggio della paura  , ma poi è sempre in prima linea senza “se” e “ma” , qualcuno ha già sentenziato che non si siano eseguite correttamente le procedure , quelle procedure che i vigili del fuoco conoscono bene perchè su quel piatto che loro mettono in gioco c’è la loro vita , perciò per loro le POS (Procedure operative standard ) sono il loro pane , il rispetto di quelle regole per poter portare a casa la pelle , sono come la bibbia , non ci sono colpe ci sono solo grandi gesta quelle gesta che con grandissima professionalità mettono negli interventi , non agire vuol sempre dire aver preso una decisione . Non si possono infangare le loro divise con le menzogne e con le congetture , le loro divise sono sporche dal fango delle alluvioni , dai calcinacci delle macerie dei terremoti , da quella polvere acre dell’incendio , non si sporcano le divise dei Vigili del fuoco per creare un capro espiatorio di responsabilità , loro la responsabilità sanno molto bene cosa sia , un abbraccio alle famiglie di questi Vigili del fuoco . DISTACCAMENTO VOLONTARI 

Catania 20-3-2018 – Ci sono almeno tre vittime nell’esplosione della palazzina di ieri sera a Catania: due sono vigili del fuoco, l’altro il gestore di una bottega. Gli uomini dei vigili del fuoco, assieme alle unità cinofile, sono riusciti a entrare nella bottega di via Sacchero 4 solo intorno alle 21. Erano lì da ore, da quando, intorno alle 19.30, era arrivata alla centrale operativa la segnalazione di una fuga di gas nei pressi dell’incrocio tra via Garibaldi e via Plebiscito.

A perire nella tragica esplosione Giorgio Grammatico (37 anni) e Dario Ambiamonte (39 anni), che stavano tentando di aprire la porta dello stanzone al pianterreno dove era stata segnalata la puzza di gas. Il terzo uomo, secono l’ipotesi più accreditata, è Giuseppe Longo, il 60enne gestore di un deposito di biciclette, ma il cadavere carbonizzato è del tutto irriconoscibile. Gli uomini dell’ Asec, l’azienda che gestisce il servizio del gas in città, hanno escluso che si sia trattato di una perdita proveniente dalle tubature. Secondo loro, infatti, la  deflagrazione è collegata a una bombola contenuta nella stanza che era stata adibita dall’anziano a deposito biciclette.

Ci sarebbero altri due feriti appartenenti al corpo dei vigili del fuoco, ricoverati all’ospedale Garibaldi di Catania ma non sarebbero in pericolo di vita. La tragedia è iniziata ieri sera intorno alle 19.15 quando la squadra dei pompieri viene inviata in via Garibaldi, all’altezza del civico 335, per una possibile fuga di gas proveniente da una bottega al pianterreno. Mentre i vigili tentavano di entrare, sarebbe partita la deflagrazione che avrebbe scaraventato gli uomini intervenuti per i soccorsi. La procura di Catania ha aperto una indagine sulla vicenda. Dal varco che le forze dell’ordine sono riuscite ad aprire, sono recuperate tre bombole di gas, ancora integre, che sono state posizionate sul marciapiedi.  La vicenda è ancora tutta da chiarire.

Intanto è stata diffusa la notizia secondo cui si sarebbero aggravate le condizioni di Giuseppe Cannavò, 38 anni, anche lui vigile del fuoco. L’uomo è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi e ha una grave lesione polmonare. Restano critiche, ma non è in pericolo di vita, le condizioni dell’altro pompiere, Marcello Tavormina, 38 anni, che ha riportato un trauma cranico.

E’ indagato per disastro colposo e omicidio colposo plurimo Marcello Tavormina, 38 anni, capo della squadra dei vigili del fuoco coinvolti nell’esplosione di una palazzina a Catania, in cui sono morti due suoi colleghi e un  quarto è ricoverato con lui nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi. Per la Procura è un’iniziativa dovuta prima di compiere atti irripetibili che confluiranno nell’inchiesta.
Nell’attività dei vigili del fuoco ieri sera a Catania ci sarebbe stata «una cattiva valutazione dei fatti» e avrebbero «lavorato su una porta pensando non fosse collegata allo stesso locale già saturo di gas». E’ l’ipotesi della Procura che ha indagato per disastro colposo e omicidio colposo plurimo Marcello Tavormina, 38 anni, capo della squadra dei vigili del fuoco coinvolti nell’esplosione di una palazzina a Catania. La Procura non ha ancora disposto l’autopsia in attesa di accertamenti tecnici preliminari.

Donna dispersa a Malo

IMG_9029

3/4/2018 ore 8 Sono ore di apprensione a Malo per la scomparsa di una 81enne, della quale non si hanno più notizie da ieri sera. L’anziana, che abita con il figlio in via Vicenza, è uscita di casa intorno alle 19 senza farvi più ritorno. Da ieri sera vigili del fuoco, carabinieri e volontari sono impegnati nelle ricerche, per ora senza esito.

4/3/2018 ore 13 È stata trovata dai soccorritori intorno alle 11 viva, ma priva di coscienza la donna di 81 anni di Malo di cui non si avevano notizie dalla serata di ieri. L’anziana è stata trovata da una squadra di soccorritori coordinati dai vigili del fuoco che hanno diretto le ricerche, nella zona di via Santa Maria Celeste. All’anziana sono stati prestati i primi soccorsi nell’attesa dell’arrivo del personale del Suem 118, che l’ha trasportata in ospedale. La donna è ricoverata in codice rosso all’ospedale di Santorso: era in ipotermia dopo aver trascorso la notte all’addiaccio.

ore 19 Non ce l’ha fatta l’anziana di cui non si avevano più notizie da ieri sera e trovata nella tarda mattinata di oggi priva di coscienza dopo una notte all’addiaccio. Le sue condizioni, già gravi al momento del ritrovamento, si sono aggravate nel corso del pomeriggio. Nonostante il disperato tentativo dei medici di salvarla, l’anziana è spirata all’ospedale di Santorso.

Le ricerche iniziate nella serata di ieri hanno coinvolto 13 operatori dei vigili del fuoco presenti con cinque automezzi e l’unità di comando locale con personale TAS (topografia applicata al soccorso), i carabinieri, i volontari della protezione civile di Malo e Schio e cinofili di Valdagno.

Fonte : Silvia Dal Ceredo Giornale di vicenza

Per chi soccorre non ci si abitua mai , alle situazioni , alla tragicità degli eventi , e solo la grandissima professionalità di quei operatori che sembrano con fare distaccato dall’evento , ma sono invece consapevoli ed affrontano con umiltà le disgrazie di chi vorrebbe solo sentirsi dire ” Ok non preoccuparti , va tutto bene “, si fa quello che si può , si fa quello che noi chiamiamo quel gesto di altruismo di salvare una vita , ma purtroppo le cose non vanno sempre cosi , di questo ne siamo consapevoli , noi siamo uomini e donne , non siamo eroi , siamo semplicemente Vigili del Fuoco .

WhatsApp Image 2018-03-04 at 12.37.22 (1)

 

Linee guida per Ricerca Persona

Vigili-del-Fuoco-Ucl

La ricerca di persone è sempre una cosa complessa , un spiegamento di forze a 360 gradi , tutti per un unico obbiettivo , dare una speranza alle persone che attendono notizie sui propri cari , le parole e le sterili polemiche non servono , arrivati in fondo si può solo dire “se” e “ma” …di fronte a questa unica vita , ma il soccorritore questo lo sa bene , qualunque sia la propria casacca o divisa che dir si voglia . “Un volontario dei vigili del fuoco “

OBIETTIVO DELLE LINEE GUIDA

Fornire le specifiche tecniche per la predisposizione di un documento di pianificazione
territoriale, finalizzato alla definizione dell’assetto organizzativo, dei ruoli operativi e delle attività connesse alle battute di ricerca.

LO SCENARIO PROVINCIALE E IL PIANO DI RICERCA

L’individuazione dello scenario e dei rischi insistenti sul territorio è fondamentale per
una corretta pianificazione degli interventi di previsione e di gestione delle ricerche dello scomparso.
La tipologia dei rischi possibili si desume dallo studio delle caratteristiche del territorio e dall’analisi dell’ambiente e delle attività antropiche, come pure dalla relazione con cui alcuni casi di scomparsa si sono manifestati nel passato e dalla loro frequenza.
A tale scopo, occorre che il documento dettagli con apposito Piano di ricerca i singoli
scenari di riferimento, secondo il seguente schema di massima:

a) scomparsa in montagna;
b) scomparsa in mare;
c) scomparsa in centro abitato;
d) scomparsa in località impervia o disabitata;
e) scomparsa in località lacustre o fiume.

Le Prefetture-UTG, sulla base dell’articolazione interna degli uffici stabilita dal Prefetto competente, dovranno individuare in base ai singoli scenari, specifiche procedure operative volte a favorire la costituzione e l’organizzazione di apposite unità di ricerca e a promuovere l’azione coordinata delle stesse da parte dei soggetti incaricati.

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI SCOMPARSA

Gli scomparsi dovranno essere distinti a seconda dell’età, del sesso e della nazionalità (minorenni, maggiorenni, ultra 65enni), nonché della motivazione (allontanamento volontario, possibile vittima di reato, possibili disturbi psicologici, allontanamento da istituti/comunità, sottrazione da parte del coniuge o altro familiare). Per ogni categoria, in relazione alla motivazione della scomparsa (così come individuata all’atto della denuncia) dovrà essere prevista una specifica procedura di attivazione delle ricerche, salvo i casi in cui la scomparsa sia connessa alla commissione di un reato. In tale ultima ipotesi resta riservato all’Autorità Giudiziaria competente l’iniziativa di autorizzare specifiche attività di ricerca.

I SOGGETTI COINVOLTI A VARIO TITOLO E LE RELATIVE COMPETENZE A LIVELLO TERRITORIALE
Specificare il ruolo di ogni ente/organo coinvolto

– Il Prefetto e l’Ufficio Territoriale del Governo
– L’Autorità giudiziaria competente
– Le Forze di Polizia
– Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
– Il Sindaco
– La Polizia locale
– I Servizi Socio-assistenziali
– Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico
– Le Aziende Sanitarie Locali/La Centrale Operativa – “118”
– Le Associazioni di volontariato (quelle inserite negli appositi elenchi provinciali e quelle operanti anche su base regionale e/o nazionale, quali, ad esempio, l’Associazione “Penelope”, “Telefono Azzurro”, “Alzheimer Uniti”
– Il Sistema locale di Protezione Civile

LE FASI OPERATIVE: GESTIONE DEGLI INTERVENTI

1 Individuazione delle fasi operative

Il documento di pianificazione dovrà individuare preventivamente le risorse umane e strumentali da impiegare nelle battute di ricerca di una persona scomparsa. In tutti i casi, è auspicabile che per facilitare il supporto nelle fasi di ricerca la Prefettura stabilisca specifiche intese a carattere provinciale e/o regionale con le altre Istituzioni locali, come le ASL, i Comuni, le Autorità Portuali e Aeroportuali, nonché con le principali aziende pubbliche e private addette ai servizi infrastrutturali (es. aziende di trasporto pubblico, servizio taxi, società autostradali, società telefoniche, emittenti radiotelevisive, detentori di apparati di videosorveglianza, ecc.), con gli enti assistenziali e con le associazioni di volontariato.
Si riportano a titolo di esempio, le fasi essenziali correlate alle attività operative:

-ALLARME DI SCOMPARSA E FASE INFORMATIVA
-ATTIVAZIONE DEL PIANO DI RICERCA
-ATTIVAZIONE DELL’UNITA’ DI RICERCA
-PIANIFICAZIONE DELL’INTERVENTO
-GESTIONE DELL’INTERVENTO
-SOSPENSIONE O CHIUSURA DELLE RICERCHE
-RAPPORTO FINALE

2 Allarme di scomparsa

Le procedure di allertamento, “ALERTING SYSTEM”, dovranno essere pianificate preventivamente e preferibilmente informatizzate per garantire la trasmissione in tempi
rapidi delle informazioni verso tutti i soggetti coinvolti. In particolare, per mezzo di tale sistema dovranno essere diramati gli allertamenti verso gli operatori tenuti a partecipare alle attività di ricerca.

3 Fase informativa

E’ la fase che assume particolare rilevanza ai fini della tempestività degli interventi. Si ritiene che tale tempestività possa essere conseguita se la denuncia di scomparsa di una persona venga effettuata immediatamente per consentire all’operatore di polizia degli uffici-denunce di raccogliere le informazioni necessarie ad individuare esattamente la motivazione della scomparsa. Per arricchire ulteriormente questa fase di acquisizione informativa e dettagliare meglio la motivazione della scomparsa, sarà opportuno acquisire dal denunciante quante più notizie possibili sulle circostanze dell’evento, atteso che tutte le informazioni sono, comunque, determinanti per gestire in modo corretto gli interventi di ricerca.
Si potranno, comunque, determinare due situazioni:

1) Notizia qualificata: località definita, tempo di scomparsa definito. In questo caso,
saranno attivate le unità di ricerca, appositamente individuate a seconda dei vari
scenari, per lo svolgimento della fase operativa
2) Notizia non qualificata: località non definita, tempi e modalità della scomparsa
dubbi. In tal caso, la notizia sarà comunque tempestivamente trattata dalle Forze di
Polizia e saranno sempre e subito informate le centrali operative per gli opportuni
allertamenti.

4 Fase Operativa: attivazione del piano e delle unità di ricerca

Nel caso di notizia qualificata, espletata la prima fase informativa e, in particolare, quando la scomparsa sia riconducibile a persone, maggiorenni o minorenni, in pericolo di vita, dovrà essere attivato il piano di ricerca e allertate le apposite unità di ricerca. Sulla base degli scenari descritti dal piano di ricerca, potranno verificarsi le seguenti
situazioni:
L’area di presunta scomparsa è:
a) antropizzata, cioè con presenza di insediamenti abitativi e infrastrutturali;
b) non antropizzata, cioè non raggiungibile attraverso le normali vie di
comunicazione.

Nel primo caso, ove sussista l’esigenza di attuare il piano di ricerca, chi ha ricevuto la notizia della scomparsa, oltre all’assolvimento delle proprie specifiche incombenze, informerà immediatamente la Prefettura, che ricevuta la notizia attiverà tempestivamente, secondo la pianificazione prestabilita, le unità di ricerca. Tali unità dovranno affluire nel minor tempo possibile, sulla base dello specifico scenario, nel luogo indicato nella pianificazione provinciale. Anche nel secondo caso, chi ha ricevuto la notizia informerà immediatamente la Prefettura che, ricevuta la notizia, attiverà tempestivamente, nel caso specifico, il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. La competenza del CNSAS ad intervenire e a coordinare le diverse Organizzazioni/Enti e Associazioni di volontariato, in stretto collegamento con la Prefettura competente, sentito il Sindaco del Comune interessato, richiederà, eventualmente, il coinvolgimento di ulteriori forze da far concorrere alle operazioni di ricerca. In tutti i casi, il messaggio di allerta/attivazione delle Unità di ricerca conterrà le
informazioni più significative di descrizione dello scomparso, la sua fotografia recente, la data e il luogo della scomparsa.

5 Gestione dell’intervento

Il documento finale di pianificazione dovrà contenere la descrizione dei vari scenari e le modalità di intervento, sulla base di quanto ipotizzato nelle presenti linee guida. Allo scopo di disporre in tempo reale di tutte le notizie riferite all’andamento delle operazioni di ricerca, il responsabile dell’unità operativa terrà costanti contatti con la forza di Polizia individuata nel piano di ricerca e la Prefettura competente, per la valutazione dell’eventuale ricorso alle ulteriori specifiche ricerche.

6 Sospensione o chiusura delle ricerche

La chiusura delle ricerche, anche in caso di esito negativo, nonché l’eventuale sospensione temporanea delle stesse, verrà concordata tra le Forze di Polizia competenti, sentita la Prefettura. Di ciò verrà, comunque, informato il Sindaco del Comune territorialmente competente. Prima della sospensione definitiva o temporanea delle ricerche il coordinatore delle operazioni si accerterà dell’avvenuto rientro di tutte le squadre impegnate. La sospensione o temporanea chiusura delle ricerche è, altresì, disposta, nei casi in cui l’Autorità Giudiziaria salva la possibilità di ripresa delle ricerche stesse, in virtù di successivi accordi e disposizioni.

7 Rapporto finale

Alla chiusura delle operazioni di ricerca, qualunque sia stato l’esito delle stesse, si dovrà procedere ad una valutazione finale da svolgersi, con il concorso di tutti i rappresentanti degli enti che hanno avuto parte attiva nelle operazioni di ricerche, presso la Prefettura. Delle valutazioni svolte si darà atto in una sintetica relazione finale contenente in particolare gli eventuali suggerimenti migliorativi delle procedure operative.In tutte le ipotesi sopra descritte, il piano di ricerca dovrà dettagliare anche le modalità per favorire i collegamenti tra le Forze di Polizia e gli operatori degli Enti/Associazioni impiegati nelle battute di ricerca.

I RAPPORTI CON I FAMILIARI DEGLI SCOMPARSI

Fermo restando, ovviamente,  a partire dalla prima fase informativa è essenziale che gli operatori provvedano a supportare i familiari degli scomparsi, sia per fornire chiarimenti sugli sviluppi delle battute di ricerca che per assumere ulteriori e più approfondite informazioni sulla persona e sulle circostanze dell’evento. In alcuni casi , sarà opportuno individuare, all’interno della Prefettura, un referente in grado di fornire le possibili informazioni sulle battute di ricerca. Per quanto riguarda le forze di Polizia si rinvia alle disposizioni impartite dai rispettivi Organi di vertice e direttive del Capo della Polizia, nella sua qualità di Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.
Per la sua rappresentatività a livello nazionale, l’Associazione “Penelope” costituisce
un punto di riferimento molto utile per il sostegno legale e psicologico ai familiari degli
scomparsi.

I RAPPORTI CON I MASS MEDIA

È possibile nominare un responsabile in rappresentanza della Prefettura. Per le Forze di Polizia, valgono le disposizioni emanate dai rispettivi Organi di vertice e quelle impartite dal Capo della Polizia quale Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.

Una gestione attenta delle relazioni con i media, in caso di battute di ricerca, rende
necessario tenere presente che:

-i mass media sono utilizzati per appelli volti ad acquisire ulteriori
informazioni, ovvero per interessare una platea più vasta di cittadini;
-l’uso delle metodologie di comunicazione favorisce lo scambio informativo;
-l’uso di media specializzati agevola il flusso informativo.
È determinante, pertanto, organizzare adeguatamente la modalità di gestione del
volume e della qualità delle informazioni ricevute. A livello locale dovrà essere valutata la possibilità di avvalersi di appositi disciplinari per la gestione dei rapporti con i media, al fine di determinare i limiti e le modalità per soddisfare la richiesta di informazioni.

Il cuscino Vetter o Holmatro

28167022_10215479482171296_1887810123249891849_n

Questa foto è stata scattata a seguito dell’incidente ferroviario di Pioltello(presa dal Fatto Quotidiano). È evidente che è da poco accaduto il disastro,nella foto ho cerchiato in verde l’unico Vigile del Fuoco presente nell’immagine. Bene quello che all’apparenza sembra un registro o comunque un portadocumenti è in realtà un cuscino da sollevamento(vengono gonfiati con aria compressa e possono sollevare anche un’autovettura)…. ma un’altra cosa che a molti ovviamente sarà sfuggita è un altro particolare: l’elmetto…se ci fate caso è di colore grigio chiaro…. nei vigili del fuoco quel colore serve per identificare i funzionari,gli ufficiali di guardia,i comandanti o comunque i dirigenti.
Ovviamente non entro nel merito delle altre figure presenti nell’immagine,do per scontato che ognuno di loro in quel momento è impegnato a dare concretamente,per quanto di loro dovere,una mano in questa tragedia.
Quello che mi preme sottolineare è come in situazioni di emergenza ci muoviamo come una squadra unica al di là del grado e del ruolo, immagino che il caposquadra all’interno del treno abbia chiesto il cuscino gli altri erano impegnati e il funzionario sia andato sull’APS a prenderlo senza pensarci un attimo.
Ripeto a scanso di equivoci,non è un intento polemico e non voglio che lo diventi è semplicemente un motivo in più di orgoglio per il mio lavoro e per il concetto di squadra,i ruoli vengono rispettati ci mancherebbe però nel momento del bisogno ci muoviamo uniti con un unico obiettivo:portare soccorso.

Antonio Orlandi Vigile del Fuoco

Qui sotto altra immagine dopo l’incidente del deragliamento del treno a Pioltello Milano

28166460_556107538094635_8527274981278627046_nIMG_3932

Cuscini Vetter o  Holmatro

I cuscini Vetter o  Holmatro , o semplicemente cuscino di sollevamento, sono un tipo di attrezzatura pneumatica in dotazione al Corpo Nazionale e vengono utilizzati negli interventi di sollevamento dei corpi ingombranti.
I cuscini sgonfi hanno uno spessore di circa 3 cm, misura che permette loro di venire inseriti facilmente sotto qualsiasi corpo; si presentano, quindi, come un sistema particolarmente adatto per la tecnica di sollevamento.
L’attrezzatura è costituita da una bombola di aria compressa a 200 atmosfere, un riduttore con relativi manometri, una centralina di comando, tubi di collegamento contraddistinti da diversi colori e dai cuscini veri e propri.
Quest’ultimi sono costituiti da uno strato esterno di neoprene resistente agli idrocarburi e da uno strato esterno di neoprene resistente agli idrocarburi e da uno interno, di laminette di acciaio, che li rende estremamente resistenti. Il materiale impiegato per la loro costruzione è a prova di taglio ed abrasione e presenta esternamente delle nervature antisdrucciolamento. Per azionare l’apparecchiatura è necessario eseguire le seguenti operazioni:
· montare il regolatore di pressione con gli annessi manometri, dopo aver accertato che
il volantino di regolazione sia completamente allentato, onde evitare di danneggiare i
manometri per il conseguente colpo d’ariete e la membrana di riduzione della pressione
che rimarrebbe sotto pressione
· aprire il volantino di erogazione della bombola e controllare la pressione dell’aria sul
relativo manometro
· collegare i tubi alla centralina e da questa ai cuscini
· regolare la pressione di esercizio a circa 8 atm
· agire sulle leve di comando della centralina che permettono il riempimento e lo
svuotamento dei cuscini.
Una volta che il cuscino ha acquisito la sua massima espansione, se l’altezza da raggiungere è maggiore, sarà necessario inserire degli spessori, per mantenere il corpo
sollevato. In seguito si sgonfierà il cuscino od i cuscini (in quanto essi possono essere anche utilizzati contemporaneamente uno sull’altro) e si inseriranno sotto di esso degli spessori prima di gonfiarlo nuovamente.

Manutenzione Canna Fumaria

3418062_1152_camino

Viste le continue problematiche invernali sui camini che prendono fuoco con la conseguente uscita dei Vigili del Fuoco e i gravi danni causati dalle stesse , tutte le persone , famiglie che possiedono camini e stufe a legna , sono pregati di mantenere la loro canna fumaria in perfetta efficienza per poter scongiurare eventuali danni a persone e cose , con una tempestiva pulizia circa ogni 40 quintali di legna usata cioè almeno ogni stagione circa .

Per una costante sicurezza ed efficienza della canna fumaria, periodicamente, ad anni alterni, anche improvvisandosi spazzacamino, è opportuno pulirla e liberarla della fuliggine che si è formate lungo le parerti interne. La presenza di cattivi odori, un tiraggio inadeguato, la fuliggine che invade il pavimento del focolare rappresentano un chiaro segnale che è giunto il momento di pulire la canna fumaria. Una corretta e costante manutenzione della canna fumaria tiene lontano il rischio di incendio, ne allunga la durata e mantiene costante l’efficienza nel tempo.

Per chi non fosse capace o per motivi tecnici , oppure per problemi legati alla sicurezza del lavoro di pulizia esistono ditte ed artigiani , professionalmente preparati e in grado di eseguire il lavoro a regola d’arte , sporcando poco e in completa sicurezza .

Per chi è più preparato ed il camino  e più agevole può procedere con questo piccolo vademecum

Attrezzatura e materiali

Per la pulizia periodica della canna fumaria assicurarsi di avere a portata di mano: scovolo, asta ad innesti anche snodati, fune e bidone aspira cenere.

Pulire la canna fumaria

Sigillare completamente la bocca del camino per evitare che tutto l’ambiente possa sporcarsi a causa della fuoriuscita di detriti.

La pulizia può avvenire in due modi:

• dall’alto se è possibile salire sul tetto e accedere al comignolo;
• dal basso, se, non avendo la possibilità di salire sul tetto, si è costretti a effettuare la pulizia dalla bocca del camino.

L’ideale è dall’alto, e con l’aiuto di un’altra persona, il lavoro è più facile. Bisogna inserire lo scovolo nella canna fumaria dall’alto, ma prima è necessario appendere una corda che arriva parte inferiore applicandoci un peso di circa 2 kg, in modo che la persona che sta dalla parte della bocca possa prendere la corda. Chiudere la bocca del camino facendo rimanere solo lo spazio per far passare la corda, così che la fuliggine non cada sul pavimento. Poi con un movimento sincronizzato di tira e molla, tra la persona sul tetto e quella che si trova dalla parte della bocca del camino, ripulire la canna fumaria. Sarà pulita quando lo scovolo riuscirà a scendere perfettamente. L’operazione può non risultare agevole se la canna fumaria presenta degli ostacoli, quali gomiti o strozzature. In presenza di simili inconvenienti, non resta che riportare la spazzola di nuovo su, legare una seconda fune dal lato anteriore della stessa, lato che ospita il peso, e calare all’interno della canna la fune, reggendo la spazzola fino a che il capo della nuova fune non raggiunge la bocca del camino, dove si posiziona una seconda persona. Quindi si ripete l’operazione, lasciando scendere di nuovo la spazzola. Nel momento in cui la spazzola arresta la sua corsa spontanea, da parte della persona che si trova nelle prossimità della bocca del camino si prova a tirare lentamente la fune e quindi la spazzola, mentre la seconda persona che si trova in alto in prossimità del comignolo allenta lentamente la presa, evitando che la spazzola raggiunga di colpo la fine della corsa, ossia il pavimento del focolare.
Se costretti a fare la pulizia dal basso, usare uno scovolo con manico ad innesti, montandoli man mano che si sale con la spazzola e poi smontandoli man mano che scendete nella canna fumaria. L’operazione può essere praticata servendosi di un’eventuale apertura d’ispezione della canna od operando dalla bocca del camino, ma in questo caso bisogna fare i conti con la fuliggine che coinvolge l’ambiente.
Se la canna fumaria dovesse riguardare una stufa, questa va scollegata ed opportunamente tappata. Per la pulizia delle canne fumarie di stufe a pellet sono in commercio specifici kit

Buon Lavoro

Frana del Rotolon

rot-11

Per noi il Rotolon e sempre stato li , dicono gli abitanti dei Parlati e delle contrade che sarebbero a rischio , per noi Volontari Vigili del Fuoco e una cosa da considerare perche sono già state fatte in periodi non tanto lontani squadre adibite al controllo di questa frana che per un discreto periodo di tempo non aveva i sistemi di monitoraggio a sensori , per mancanza di fondi , ora i sistemi sono montati e a quanto pare in uso per poter rendere più controllato e nella speranza non ci sia mai bisogno un eventuale evacuazione della popolazione , noialtri del resto ci prestiamo a questo onere che fa parte della nostra preparazione tecnica .

Giornale di vicenza 12 novembre 2014

Allerta Rotolon: la pioggia abbondante di questi giorni ha superato quota 300 millimetri, vale a dire la soglia oltre la quale scatta l’allarme rosso in contrada Parlati di recoaro Terme. Il Comune non sta con le mani in mano e il sindaco Giovanni Ceola conferma che «si sta lavorando su due fronti: con gli uomini dell’ufficio tecnico comunale e con i vigili del fuoco recoaresi. Le due squadre si stanno alternando di giorno e di notte per monitorare l’alveo del fiume e la “frana rossa”, utilizzando una fotocellula». Intanto è stato attivato anche il gruppo Aib di Protezione civile di Recoaro e la squadra Rotolon formata da residenti volontari. Attivate anche le luci d’emergenza per illuminare le vie di fuga. «Lo stato è quello di preallarme ma considerata la pioggia caduta soprattutto nelle ultime ore il territorio sta reggendo bene», osserva Ceola. Certo le previsioni non lasciano spazio all’ottimismo, visto che è prevista ancora pioggia che andrà a sommarsi a quella già scesa su un terreno zuppo d’acqua. (…)

Regione Veneto Comunicato stampa N° 71 del 13/01/2015

FRANA DEL ROTOLON. STIVAL: PROSEGUIRA’ IL MONITORAGGIO

(AVN) – Venezia, 13 gennaio 2015

Nell’ambito delle attività di prevenzione del rischio idrogeologico associato alla frana del Rotolon nel comune di Recoaro Terme (Vicenza), continuerà a restare attivo il sistema di monitoraggio e allarme installato a seguito dell’evento alluvionale del novembre 2010. Con questa finalità sarà stipulato un accordo di collaborazione fra la Regione, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Comune. Lo prevede un provvedimento adottato dalla giunta regionale su relazione dell’assessore alla protezione civile Daniele Stival. La Regione ha previsto per questo un contributo di 50 mila euro al CNR e di circa 10 mila euro al comune.

La frana del torrente Rotolon è un fenomeno conosciuto da lungo tempo. L’ultimo importante episodio risale al 4 novembre 2010, quando, dopo un periodo di intensa piovosità, una massa di circa 320.000 mc si è mossa dalla parte alta del bacino, evolvendosi parzialmente in una colata di fango e detriti. E’ stato istituito un centro operativo comunale e predisposto un sistema di monitoraggio a vista 24 ore su 24 con l’ausilio dell’Esercito, dei volontari della Protezione Civile, del Corpo Forestale dello Stato e del Soccorso Alpino. In seguito a incontri e sopralluoghi tra vari enti è stata riconosciuta la necessità di integrare e progressivamente sostituire il monitoraggio a vista con un sistema strumentale. Il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale ha incaricato dell’esecuzione i Centri di Competenza Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Protezione Idrogeologica e Università di Firenze – Dipartimento di Scienze della Terra, attraverso convenzioni che hanno consentito l’attivazione ed il funzionamento dei sistemi di monitoraggio ed eventuale allertamento della popolazione in caso di evento. Parallelamente è stato sottoscritto un accordo con il comune per attività di supporto. Le convenzioni sono scadute a fine 2012 con il termine della gestione commissariale dell’emergenza ma i sistemi di monitoraggio sono stati ugualmente mantenuti attivi dai centri di competenza in collaborazione con il Comune.

rot-1 rot-2 rot-3 rot-4 rot-5 rot-6rot-7 rot-8 rot-9 rot-10