Questa e l’Italia

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Non e giusto polemizzare sui morti , su quei morti che intervenuti per una missione di salvare vite , sono periti durante il loro “lavoro” un lavoro in molti caso pieno di imprevisti e di trappole cui non si sa bene con chi e cosa ci si confronta , non e giusto incazzarsi e bestemmiare , non è possibile che in una nazione chi mette in gioco la vita ogni giorno deva pagare un caro prezzo , e che le famiglie oltre alla gravissima perdita subita debbano subire questo ulteriore oltraggio , sono molto rattristato per queste morti assurde , ma sono molto arrabbiato per questo governo di ladri , fancazzisti e finti buonisti da quattro soldi quando chi mette in gioco la vita non ha nessuna possibilità di difendersi  e per farlo sia costretto alle peggiori umiliazioni . Noi siamo con voi , vigili del fuoco , polizia di stato , carabinieri e tutte quelle forze che hanno dato per anni lustro in Italia , ma che vengono continuamente aggredite , bistrattate ed umiliate . Un Volontario 

Nazionale – 

USB VV.F. SCRIVE AL SOTTOSEGRETARIO.
VIGILI DEL FUOCO SENZA ASSICURAZIONE, IL MINISTERO DELL’INTERNO MANDA ALLO SBARAGLIO I POMPIERI E SE CAPITA UN INFORTUNIO BISOGNA ANTICIPARE LE SPESE DI TASCA PER CURARSI

Italia , ma che vengono continuamente aggredite , bistrattate ed umiliate . Un

Volontario 

Lavoratori,

È scaduta la copertura assicurativa e di rimborso delle spese sanitarie che i vigili del fuoco fino a ieri usufruivano ed erano “coperti”, grazie ad un sistema che in qualche modo permetteva una certa salvaguardia in un momento come questo di crisi non prodotta dai lavoratori, adesso è venuta meno!

art. 38 della nostra Costituzione, “i lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”… (omissis), cosa che nel corpo nazionale non avviene.

I vigili del fuoco fino a ieri, con i proventi dei servizi a pagamento, si sono sempre pagati di tasca propria in modo sussidiario le anticipazioni di spese per malattie ed infortuni in quanto il dipartimento dei vigili del fuoco, anche in caso di gravissimi infortuni, NON paga le spese sostenute se non a chiusura dell’incidente e con tempi alquanto lunghi.

I pompieri, fino ad oggi sono vittime di una serie di passaggi parlamentari che sono stati penalizzati ed hanno inciso sui PROPRI soldi con un ulteriore taglio del 50% per pagare una crisi, ribadiamo, prodotta da altri; oggi i flussi di fondi che dal ministero dell’economia passano a quelli del ministero dell’interno, per poi essere destinati al dipartimento, che a sua volta venivano accreditati all’Opera Nazionale di Assistenza per il personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono stati ridotti al lumicino.

USB VVF ritiene che una categoria che rischia ogni giorno la vita e la propria salute per il paese deve essere tutelata da una qualche forma di assicurazione sanitaria pubblica o comunque organizzata, a carico dell’amministrazione da cui dipende.

USB VVF, nel ritenere che l’assistenza sanitaria al personale non può ricadere sui singoli lavoratori, lasciati completamente in balia delle assicurazioni private o polizze che raffrontandosi proprio con la pericolosità del lavoro da noi svolto, risultano costose ed in ogni caso inadeguate.

29 marzo 2018 Non avevano copertura Inail i vigili del fuoco uccisi dal rogo di Catania. E le tivù, comprese quelle di Stato, impegnate a dare notizie sin troppo dettagliate delle esequie del presentatore Fabrizio Frizzi, hanno persino scordato di ricordare due veri eroi. Nessuno si è preoccupato di dare risalto ai funerali celebrati in forma solenne, sia a Catania che a Trapani, di Dario Ambiamonte, 40 anni, e Giorgio Grammatico, 36, i due pompieri rimasti uccisi nell’esplosione, il 20 marzo scorso, del piano terra di una palazzina del capoluogo siciliano. La deflagrazione provocò anche la morte di un anziano che l’aveva in affitto, Giuseppe Longo, di 75 anni, e il ferimento di altri due pompieri, Marcello Taormina, 54 anni, e Giuseppe Cannavò, 36.

Fra i politici, l’unico ad essersi ricordato di loro è stato il ministro dell’Interno Marco Minniti. Dura la presa di posizione di Costantino Saporito, coordinatore nazionale dell’Unione sindacale di base (Usb) dei vigili: “Morti bianche – ha scritto il sindacalista – è un modo gentile di definire dei delitti a volte dei veri e propri omicidi sul posto di lavoro: sono invece vittime, come i loro familiari … Quante volte è già successo dall’inizio dell’anno, quante volte abbiamo visto divampare il fuoco, piuttosto che nuvole di veleni da depositi, fabbriche, magazzini?”.

Il j’accuse non si ferma qui. “Ma se un tg o un politico parlano di allarme sicurezza state sicuri che si riferiscono ai migranti, non ai lavoratori uccisi nel nome del profitto. Del resto sono solo dati che finiranno nel freddo calcolo che leggeremo tra qualche anno in un almanacco che racconta solo numeri e nasconde le storie”. L’attacco alla Rai di Saporito è veemente. “Ma perché la tv di Stato è rimasta muta? Non li celebra e non li ricorda? Forse pure lei, la tivù, è la vittima di una informazione “bianca”, incolore? Non facevano abbastanza notizia i due vigili catanesi? Sono altre le notizie che attirano l’attenzione, forse la bufala che vuole l’immigrato nella suite di lusso con la WI-FI? I luoghi comuni insomma di una propaganda becera, che semina odio e dimentica i suoi eroi”.

Sgomento, rabbia, amarezza, i sentimenti che in queste ore buie hanno preso d’assalto il cuore dei vigili che, tra l’altro, non usufruiscono, scandalo nello scandalo, dell’assicurazione Inail. “Siamo gli unici lavoratori senza copertura Inail”, ha svelato Saporito, “da sempre stiamo chiedendo di goderne, ma i governi hanno altro da fare e un diritto sacrosanto resta negato”. Per coprire gli eventuali infortuni, anche i mortali, “l’Opera Nazionale Assistenza (ONA), che dovrebbe essere la nostra cassa mutua ha stilato un’assicurazione con Unisalute pagando 2.500.000 euro con un premio massimale di 1.500.000 euro per 34mila pompieri”, ha spiegato il coordinatore dell’Usb. Uno scandalo.  Il sindacato ha chiesto che il governo convochi subito le parti affinché si lavori per l’acquisizione della copertura. “Chiediamo ai cittadini di unirsi al dolore ma anche di sostenerci in questa battaglia affinché la perdita di due nostri colleghi non rimanga un freddo articolo di cronaca”, ha concluso Saporito.

Alle esequie, celebrate dall’arcivescovo metropolita di Catania Monsignor Salvatore Gristina (che come al solito ha parlato di “tragico evento”), oltre a Minniti erano presenti il capo dipartimento dei vigili del fuoco Gioacchino Giomi ed il capo dipartimento della protezione civile nazionale Prefetto Bruno Frattasi. Ai funerali ha partecipato una delegazione del coro del Teatro Massimo Bellini. La salma di Ambiamonte è stata portata in corteo su un’autoscala dal comando provinciale dei vigili del fuoco e ha attraversato alcune vie del centro della città prima di giungere nella Cattedrale, salutata da un lungo applauso. Ma gli applausi non possono bastare: occorre dare un senso a questo dramma.

Paolo Salvatore Orrù

Usb: i vigili del fuoco morti a Catania non avevano assicurazione INAIL, come tutti i pompieri. Ora basta

Catania, 21/03/2018 09:11

Sgomento, rabbia, amarezza questi sono i sentimenti che si sono mescolati durante tutta una notte passata tra le macerie di una esplosione e i telefoni che impazzivano.
Due colleghi distesi per terra e due portati di corsa in ospedale. Siamo rimasti tutti senza respiro!
Sono uscite foto, tra le nostre chat, frammenti di corsi ed emergenze passate dove ognuno di noi ricordava Dario e Giorgio nella propria esperienza personale. Questa mattina tutti abbiamo aperto subito il sito ufficiale del corpo nazionale: nessuna notizia ancora!
Poi sale la rabbia: siamo gli unici lavoratori senza copertura INAIL!
Come Unione Sindacale di Base chiediamo da tempo, troppo, di godere di questa copertura. Ma il governo – i governi – hanno altro da fare e un nostro diritto sacrosanto rimane negato, nonostante in questi momenti, in tutti i momenti della giornata di lavoro, ci darebbe quella tutela necessaria a chi come noi di mestiere “salva le vite”.

È necessario, è indispensabile che anche i vigili del fuoco abbiano la copertura INAIL. Non possiamo più accettare di essere l’unica categoria non tutelata quando ci facciamo male o, come nel caso di Catania, piangiamo un dolore estremo!
Noi, vigili del fuoco, con un solo secondo di lavoro guadagniamo una intera vita di stipendio. Ma oggi non vogliamo fare polemica sul salario, 1350€ non giustificheranno mai la vita che facciamo. La copertura INAIL però la pretendiamo per rispetto verso tutti i vigili del fuoco che ogni giorno rischiano la propria vita senza chiedere mai nulla in cambio. Il telefono squilla e noi partiamo ma poi cosa succede?
Come Usb chiediamo che il governo convochi urgentemente le parti affinché si lavori immediatamente sull’acquisizione del diritto INAIL per tutti i vigili del fuoco. Chiediamo ai cittadini di unirsi al nostro dolore ma anche di sostenerci in questa battaglia affinché la perdita di due nostri colleghi non rimanga un freddo articolo di cronaca.

Coordinamento nazionale Vigili del Fuoco Unione Sindacale di Base

Esplosione di una Palazzina

News 20-3-18

Ci sono notizie che ti possono scaldare il cuore di salvataggi in condizioni estreme , di interventi impossibili , di recuperi quasi incredibili . Ma ci sono anche situazioni complicate , che mettono a dura prova anche loro , in quella sottile linea tra il vivere e morire . Questi sono i pompieri , gente normale , gente di cuore che fa i conti anche con il coraggio della paura  , ma poi è sempre in prima linea senza “se” e “ma” , qualcuno ha già sentenziato che non si siano eseguite correttamente le procedure , quelle procedure che i vigili del fuoco conoscono bene perchè su quel piatto che loro mettono in gioco c’è la loro vita , perciò per loro le POS (Procedure operative standard ) sono il loro pane , il rispetto di quelle regole per poter portare a casa la pelle , sono come la bibbia , non ci sono colpe ci sono solo grandi gesta quelle gesta che con grandissima professionalità mettono negli interventi , non agire vuol sempre dire aver preso una decisione . Non si possono infangare le loro divise con le menzogne e con le congetture , le loro divise sono sporche dal fango delle alluvioni , dai calcinacci delle macerie dei terremoti , da quella polvere acre dell’incendio , non si sporcano le divise dei Vigili del fuoco per creare un capro espiatorio di responsabilità , loro la responsabilità sanno molto bene cosa sia , un abbraccio alle famiglie di questi Vigili del fuoco . DISTACCAMENTO VOLONTARI 

Catania 20-3-2018 – Ci sono almeno tre vittime nell’esplosione della palazzina di ieri sera a Catania: due sono vigili del fuoco, l’altro il gestore di una bottega. Gli uomini dei vigili del fuoco, assieme alle unità cinofile, sono riusciti a entrare nella bottega di via Sacchero 4 solo intorno alle 21. Erano lì da ore, da quando, intorno alle 19.30, era arrivata alla centrale operativa la segnalazione di una fuga di gas nei pressi dell’incrocio tra via Garibaldi e via Plebiscito.

A perire nella tragica esplosione Giorgio Grammatico (37 anni) e Dario Ambiamonte (39 anni), che stavano tentando di aprire la porta dello stanzone al pianterreno dove era stata segnalata la puzza di gas. Il terzo uomo, secono l’ipotesi più accreditata, è Giuseppe Longo, il 60enne gestore di un deposito di biciclette, ma il cadavere carbonizzato è del tutto irriconoscibile. Gli uomini dell’ Asec, l’azienda che gestisce il servizio del gas in città, hanno escluso che si sia trattato di una perdita proveniente dalle tubature. Secondo loro, infatti, la  deflagrazione è collegata a una bombola contenuta nella stanza che era stata adibita dall’anziano a deposito biciclette.

Ci sarebbero altri due feriti appartenenti al corpo dei vigili del fuoco, ricoverati all’ospedale Garibaldi di Catania ma non sarebbero in pericolo di vita. La tragedia è iniziata ieri sera intorno alle 19.15 quando la squadra dei pompieri viene inviata in via Garibaldi, all’altezza del civico 335, per una possibile fuga di gas proveniente da una bottega al pianterreno. Mentre i vigili tentavano di entrare, sarebbe partita la deflagrazione che avrebbe scaraventato gli uomini intervenuti per i soccorsi. La procura di Catania ha aperto una indagine sulla vicenda. Dal varco che le forze dell’ordine sono riuscite ad aprire, sono recuperate tre bombole di gas, ancora integre, che sono state posizionate sul marciapiedi.  La vicenda è ancora tutta da chiarire.

Intanto è stata diffusa la notizia secondo cui si sarebbero aggravate le condizioni di Giuseppe Cannavò, 38 anni, anche lui vigile del fuoco. L’uomo è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi e ha una grave lesione polmonare. Restano critiche, ma non è in pericolo di vita, le condizioni dell’altro pompiere, Marcello Tavormina, 38 anni, che ha riportato un trauma cranico.

E’ indagato per disastro colposo e omicidio colposo plurimo Marcello Tavormina, 38 anni, capo della squadra dei vigili del fuoco coinvolti nell’esplosione di una palazzina a Catania, in cui sono morti due suoi colleghi e un  quarto è ricoverato con lui nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi. Per la Procura è un’iniziativa dovuta prima di compiere atti irripetibili che confluiranno nell’inchiesta.
Nell’attività dei vigili del fuoco ieri sera a Catania ci sarebbe stata «una cattiva valutazione dei fatti» e avrebbero «lavorato su una porta pensando non fosse collegata allo stesso locale già saturo di gas». E’ l’ipotesi della Procura che ha indagato per disastro colposo e omicidio colposo plurimo Marcello Tavormina, 38 anni, capo della squadra dei vigili del fuoco coinvolti nell’esplosione di una palazzina a Catania. La Procura non ha ancora disposto l’autopsia in attesa di accertamenti tecnici preliminari.

Donna dispersa a Malo

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3/4/2018 ore 8 Sono ore di apprensione a Malo per la scomparsa di una 81enne, della quale non si hanno più notizie da ieri sera. L’anziana, che abita con il figlio in via Vicenza, è uscita di casa intorno alle 19 senza farvi più ritorno. Da ieri sera vigili del fuoco, carabinieri e volontari sono impegnati nelle ricerche, per ora senza esito.

4/3/2018 ore 13 È stata trovata dai soccorritori intorno alle 11 viva, ma priva di coscienza la donna di 81 anni di Malo di cui non si avevano notizie dalla serata di ieri. L’anziana è stata trovata da una squadra di soccorritori coordinati dai vigili del fuoco che hanno diretto le ricerche, nella zona di via Santa Maria Celeste. All’anziana sono stati prestati i primi soccorsi nell’attesa dell’arrivo del personale del Suem 118, che l’ha trasportata in ospedale. La donna è ricoverata in codice rosso all’ospedale di Santorso: era in ipotermia dopo aver trascorso la notte all’addiaccio.

ore 19 Non ce l’ha fatta l’anziana di cui non si avevano più notizie da ieri sera e trovata nella tarda mattinata di oggi priva di coscienza dopo una notte all’addiaccio. Le sue condizioni, già gravi al momento del ritrovamento, si sono aggravate nel corso del pomeriggio. Nonostante il disperato tentativo dei medici di salvarla, l’anziana è spirata all’ospedale di Santorso.

Le ricerche iniziate nella serata di ieri hanno coinvolto 13 operatori dei vigili del fuoco presenti con cinque automezzi e l’unità di comando locale con personale TAS (topografia applicata al soccorso), i carabinieri, i volontari della protezione civile di Malo e Schio e cinofili di Valdagno.

Fonte : Silvia Dal Ceredo Giornale di vicenza

Per chi soccorre non ci si abitua mai , alle situazioni , alla tragicità degli eventi , e solo la grandissima professionalità di quei operatori che sembrano con fare distaccato dall’evento , ma sono invece consapevoli ed affrontano con umiltà le disgrazie di chi vorrebbe solo sentirsi dire ” Ok non preoccuparti , va tutto bene “, si fa quello che si può , si fa quello che noi chiamiamo quel gesto di altruismo di salvare una vita , ma purtroppo le cose non vanno sempre cosi , di questo ne siamo consapevoli , noi siamo uomini e donne , non siamo eroi , siamo semplicemente Vigili del Fuoco .

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Rogo a Valle Santa Felicita

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La Valle Santa Felicita è una delle valli più importanti del Massiccio del Grappa. Profonda e selvaggia, Valle Santa Felicita sbocca tra Romano d’Ezzelino e Semonzo a quota 200 metri , dal punto di vista escursionistico, è molto bella , si entra nella valle che presenta numerose pareti di roccia utilizzate come palestre , i sentieri che la risalgono sono principalmente 2 il 100 Campo Croce e il 180 Cima Grappa .

Altro incendio boschivo su un’altra zona molto delicata e anche difficile da raggiungere con gli automezzi se non arrivando fino al piazzale della Trattoria della Mena , situata proprio all’imbocco della valle , l’incendi sembra sia stato appiccato sulla parte del sentiero che sale verso monte campeggia 953 ( ex 53 ) , che poi arriva a Camposolagna nella strada Cadorna che porta a cima Grappa .

Un incendio si pensa doloso , ritrovata una tanica vuota in valle , ci sono dovuti 60 viaggi di elicottero e circa un centinaio di persone per avere la meglio sul fuoco .

Credo che sia inutile precisare che azioni così siano frutto di qualche mente malata , sono cose impensabili per una persona normale e credo ci sia bisogno di un giro di vite a queste persone , punizioni esemplari a questi piromani , punirne pochi per educarne tanti .

Bravi a quanti con il loro lavoro hanno collaborato e portato a termine questo difficile compito , sopratutto ai Vigili del Fuoco ed a quel lavoro che loro considerano una missione ” Flammas Domanus Donamus Cordem “

Quel dicembre nero 2015

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Forse non comprenderemo mai il perché di queste cose , forse non saremo mai capaci di superare la stupidità dell’essere umano a mettere a repentaglio persone, animali e cose , senza un preciso motivo che non sia un incidente , questo genere umano capace di distruggere quello che ha solo in prestito , quel delicato equilibrio delle nostre zone montane . Un grosso grazie a tutti quelli che si sono mobilitati per un unico scopo , a quelle persone che hanno lavorato insieme per un obbiettivo comune . I Volontari vigili del fuoco di Recoaro

Articolo del “Il giornale di Vicenza 28/12/2015 “

Valdagno . Ore 18.30. Ancora fiamme nell’Alto Vicentino. Nel pomeriggio si è infatti sviluppato un rogo anche sul Monte Civillina. L’incendio ha interessato inizialmente il versante recoarese, ma adesso sta intaccando anche quello scledense. Vigili del fuoco al lavoro. Sotto controllo l’incendio di Cima Pusterle.

ASIAGO. Ore 14. Pattuglie della forestale e squadre del servizio antincendio boschivo della Regione Veneto sono intervenute, verso le 12.30 di oggi, anche in località Turcio, tra Asiago e Lusiana, per un altro incendio. Il rogo è stato comunque domato e la zona è stata messa in sicurezza. Si tratta del quarto incendio in poche ore sull’Altopiano, dopo quelli di Cima Portule, dove i vigili del fuoco sono ancora al lavoro da ieri, in Val di Nos a Gallio e a Camporovere di Roana, che sembrerebbero invece domati.

Intanto la Regione Veneto ha diramato una nota per dichiarare lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi,dovuti alle attuali condizioni meteo-climatiche e della vegetazione.

Ore 10 Dalle 9 di questa mattina due velivoli antincendio Canadair stanno operando sulla montagna asiaghese per aver ragione dell’incendio che da ieri sta devastando le pendici del Portule, di Cima Larici e di Cima Bocchetta. Gli aerei anfibi sono decollati rispettivamente da Genova e da Ciampino e si riforniscono d’acqua sul lago di Caldonazzo (Trento). Complessivamente i tre fronti interessati dalle fiamme raggiungono i 100 ettari di estensione. Sul Portule, informano i vigili del fuoco, le fiamme sono in fase di esaurimento per aver ormai bruciato tutta la vegetazione; a Cima Larici stanno operando anche tre elicotteri, due trentini e uno del servizio forestale veneto.

Le fiamme su Cima Bocchetta sono state monitorate tutta la notte e i pompieri hanno impedito che scendessero di quota circoscrivendo di fatto l’incendio.

Al lavoro i pompieri di Asiago, Thiene, Vicenza e Recoaro, protezione civile Altopiano e protezione civile Enego, oltre ad una squadra di protezione civile del Trentino che sta monitorando l’incendio da monte.

Un incendio di sottobosco è stato segnalato alla sala operativa del 115 alle ore 9.30 in zona Val di Nos, a Gallio; sul posto sta operando un modulo incendio boschivo di Asiago. Un’altra segnalazione alle 9.40 della ripresa di un incendio a Camporovere di Roana, nella zona di Forte Rasta, già spento nella serata di ieri; sul posto stanno intervenendo i pompieri di Schio.

Altri roghi si erano sviluppati all’alba anche al Tretto sul monte Summano, che sovrasta Schio. In questo caso il tempestivo intervento dei pompieri ha limitato i danni a circa 2,5 ettari. Le fiamme sono state spente ed è in atto la bonifica da parte del personale della forestale.

LUNEDÌ 28 DICEMBRE

ore 18.30 Sono state interrotte le operazioni di spegnimento dell’incendio dell’aria boschiva tra Cima Portule e Cima Larici divampato nella tarda mattinata di oggi. I vigili del fuoco durante la notte rimarranno a presidiare con tre mezzi antincendio la strada battuta a quota 1800 metri che porta a Bocchetta Portula per evitare che il fronte dell’incendio possa abbassarsi sotto il livello della strada. Le operazioni di spegnimento riprenderanno domani mattina con le prime luci dell’alba.

I pompieri stanno anche operando a Camporovere di Roana, lungo la strada per “Forte Interrotto”, per incendio sterpaglia.

ore 17.48 Due elicotteri della Protezione civile del Trentino sono impegnati da alcune ore per contrastare il grosso incendio boschivo che si è sviluppato questa mattina attorno a Cima Portule. Il pennacchio di fumo è ben visibile anche in Valsugana e da altre zone del Trentino. Gli elicotteri della protezione civile, il cui intervento è stato richiesto dai vigili del fuoco di Vicenza, si riforniscono da un serbatoio d’acqua, alimentato con autobotti, montato dai pompieri volontari della Valsugana in località Sella.

ore 16.20 Rinforzo di personale da parte dei vigili del fuoco con l’invio sul posto delle operazione di due mezzi e quattro operatori dei vigili del fuoco volontari di Thiene.

ore 15 Sono ancora in corso le operazioni di spegnimento dell’incendio divampato nella tarda mattinata di oggi in località Porta Renzola, tra cima Larici e cima Portule. Oltre venti ettari di bosco interessati. Oltre i vigili del fuoco sul posto con tre automezzi, stanno operando operatori della forestale di Roana e Asiago, volontari e l’elicottero dei vigili del fuoco di Trento.

ore 13 Un violento incendio  è scoppiato stamattina in Val Renzola, a 2000 metri, sul massiccio del monte Portule, nel censuario del capoluogo altopianese. Le fiamme, alte alcuni metri, si sono già estese per un’area di circa cinque ettari. Vigili del fuoco, pattuglie del Corpo forestale dello Stato e volontari antincendio dell’Altopiano e dal Trentino sono al lavoro per cercare di domare il rogo, ma la scarsità di acqua di questo periodo sta rendendo complicate le operazioni di spegnimento e contenimento. Sulle cause nessuna ipotesi è esclusa, aperta anche la pista del dolo.

Gerardo Rigoni

Frana del Rotolon

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Per noi il Rotolon e sempre stato li , dicono gli abitanti dei Parlati e delle contrade che sarebbero a rischio , per noi Volontari Vigili del Fuoco e una cosa da considerare perche sono già state fatte in periodi non tanto lontani squadre adibite al controllo di questa frana che per un discreto periodo di tempo non aveva i sistemi di monitoraggio a sensori , per mancanza di fondi , ora i sistemi sono montati e a quanto pare in uso per poter rendere più controllato e nella speranza non ci sia mai bisogno un eventuale evacuazione della popolazione , noialtri del resto ci prestiamo a questo onere che fa parte della nostra preparazione tecnica .

Giornale di vicenza 12 novembre 2014

Allerta Rotolon: la pioggia abbondante di questi giorni ha superato quota 300 millimetri, vale a dire la soglia oltre la quale scatta l’allarme rosso in contrada Parlati di recoaro Terme. Il Comune non sta con le mani in mano e il sindaco Giovanni Ceola conferma che «si sta lavorando su due fronti: con gli uomini dell’ufficio tecnico comunale e con i vigili del fuoco recoaresi. Le due squadre si stanno alternando di giorno e di notte per monitorare l’alveo del fiume e la “frana rossa”, utilizzando una fotocellula». Intanto è stato attivato anche il gruppo Aib di Protezione civile di Recoaro e la squadra Rotolon formata da residenti volontari. Attivate anche le luci d’emergenza per illuminare le vie di fuga. «Lo stato è quello di preallarme ma considerata la pioggia caduta soprattutto nelle ultime ore il territorio sta reggendo bene», osserva Ceola. Certo le previsioni non lasciano spazio all’ottimismo, visto che è prevista ancora pioggia che andrà a sommarsi a quella già scesa su un terreno zuppo d’acqua. (…)

Regione Veneto Comunicato stampa N° 71 del 13/01/2015

FRANA DEL ROTOLON. STIVAL: PROSEGUIRA’ IL MONITORAGGIO

(AVN) – Venezia, 13 gennaio 2015

Nell’ambito delle attività di prevenzione del rischio idrogeologico associato alla frana del Rotolon nel comune di Recoaro Terme (Vicenza), continuerà a restare attivo il sistema di monitoraggio e allarme installato a seguito dell’evento alluvionale del novembre 2010. Con questa finalità sarà stipulato un accordo di collaborazione fra la Regione, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Comune. Lo prevede un provvedimento adottato dalla giunta regionale su relazione dell’assessore alla protezione civile Daniele Stival. La Regione ha previsto per questo un contributo di 50 mila euro al CNR e di circa 10 mila euro al comune.

La frana del torrente Rotolon è un fenomeno conosciuto da lungo tempo. L’ultimo importante episodio risale al 4 novembre 2010, quando, dopo un periodo di intensa piovosità, una massa di circa 320.000 mc si è mossa dalla parte alta del bacino, evolvendosi parzialmente in una colata di fango e detriti. E’ stato istituito un centro operativo comunale e predisposto un sistema di monitoraggio a vista 24 ore su 24 con l’ausilio dell’Esercito, dei volontari della Protezione Civile, del Corpo Forestale dello Stato e del Soccorso Alpino. In seguito a incontri e sopralluoghi tra vari enti è stata riconosciuta la necessità di integrare e progressivamente sostituire il monitoraggio a vista con un sistema strumentale. Il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale ha incaricato dell’esecuzione i Centri di Competenza Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Protezione Idrogeologica e Università di Firenze – Dipartimento di Scienze della Terra, attraverso convenzioni che hanno consentito l’attivazione ed il funzionamento dei sistemi di monitoraggio ed eventuale allertamento della popolazione in caso di evento. Parallelamente è stato sottoscritto un accordo con il comune per attività di supporto. Le convenzioni sono scadute a fine 2012 con il termine della gestione commissariale dell’emergenza ma i sistemi di monitoraggio sono stati ugualmente mantenuti attivi dai centri di competenza in collaborazione con il Comune.

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Rubata attrezzatura dal Camion

6 dicembre 2017

Castelsangiovanni – Piacenza

Ladri rubano l’attrezzatura di soccorso dal camion dei vigili del fuoco

Grave e inquietante episodio in un parcheggio a Castelsangiovanni. I malviventi hanno approfittato di un attimo in cui il personale non era a bordo del mezzo. Indagano i carabinieri

Rubare le attrezzature ai vigili del fuoco. Accade anche questo, purtroppo, quando ormai i ladri non si fanno più alcuno scrupolo. E’ successo la mattina del 5 dicembre a Castelsangiovanni,  dove qualcuno ha approfittato del camion dei pompieri posteggiato momentaneamente nel piazzale del supermercato Coop per depredarlo delle preziose attrezzature di soccorso pronte all’uso custodite negli appositi vani esterni, mentre il personale non era momentaneamente sul mezzo. Si tratta di materiale professionale tecnico e specifico per le delicate operazioni che i pompieri compiono ogni giorno in soccorso delle persone. Pare che, nello specifico, oltre ad attrezzi vari per ogni genere di intervento, i ladri abbiano portato via tutta l’attrezzatura che viene utilizzata negli incidenti stradali per liberare le persone incastrate nelle auto e per la messa in sicurezza. Il tutto proprio nei giorni in cui si festeggia Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco.

Delle indagini se ne stanno ora occupando i carabinieri della Compagnia di Piacenza. Non si può escludere che possa essersi trattato di un furto su commissione, e che i ladri possano aver atteso il momento opportuno per agire, dato anche il fatto che l’attrezzatura rubata – di alta qualità – avrebbe un valore che sfiora i 15mila euro, e dunque rivendibile sul mercato clandestino.